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Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196

"Codice in materia di protezione dei dati personali"

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2003 - Supplemento Ordinario n. 123

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

VISTO l'articolo 1 della legge 24 marzo 2001, n. 127, recante delega a Governo per l'emanazione di

un testo unico in materia di trattamento dei dati personali;

VISTO l'articolo 26 della legge 3 febbraio 2003, n 14, recante disposizioni per l'adempimento di

obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee (legge comunitaria 2002);

VISTA la legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni;

VISTA la legge 31 dicembre 1996, n. 676, recante delega al Governo in materia di tutela delle

persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali;

VISTA la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa

alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche' alla libera

circolazione dei dati;

VISTA la direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa

al trattamento dei dati personali e alla tutela della sita privata nel settore delle comunicazioni

elettroniche;

VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 9 maggio

2003;

SENTITO il Garante per la protezione dei dati personali;

ACQUISITO il parere delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del

Senato della Repubblica;

VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 giugno 2003;

SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per la funzione

pubblica e del Ministro per le politiche comunitarie, di concerto con i Ministri della giustizia,

dell'economia e delle finanze, degli affari esteri e delle comunicazioni;

EMANA

il seguente decreto legislativo:

PARTE I

DISPOSIZIONI GENERALI

Titolo I

PRINCIPI GENERALI

Art. 1

(Diritto alla protezione dei dati personali)

1. Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.

Art. 2

(Finalita)

1. Il presente testo unico, di seguito denominato "codice", garantisce che il trattamento dei dati

personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle liberta' fondamentali, nonche' della dignita'

dell'interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all'identita' personale e al diritto alla

protezione dei dati personali.

2. Il trattamento dei dati personali e' disciplinato assicurando un elevato livello di tutela dei diritti e

delle liberta' di cui al comma 1 nel rispetto dei principi di semplificazione, armonizzazione ed

efficacia delle modalita' previste per il loro esercizio da parte degli interessati, nonche' per

l'adempimento degli obblighi da parte dei titolari del trattamento.

Art. 3

(Principio di necessita' nel trattamento dei dati)

1. I sistemi informativi e i programmi informatici sono configurati riducendo al minimo

l'utilizzazione di dati personali e di dati identificativi, in modo da escluderne il trattamento quando

le finalita' perseguite nei singoli casi possono essere realizzate mediante, rispettivamente, dati

anonimi od opportune modalita' che permettano di identificare l'interessato solo in caso di

necessita'.

Art. 4

(Definizioni)

1. Ai fini del presente codice si intende per:

a) "trattamento", qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l'ausilio di

strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la conservazione, la

consultazione, l'elaborazione, la modificazione, la selezione, l'estrazione, il raffronto, l'utilizzo,

l'interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di

dati, anche se non registrati in una banca di dati;

b) "dato personale", qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od

associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi

altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale;

c) "dati identificativi", i dati personali che permettono l'identificazione diretta dell'interessato;

d) "dati sensibili", i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni

religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati,

associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche' i dati

personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;

e) "dati giudiziari", i dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 1,

lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, in materia di casellario

giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi

pendenti, o la qualita' di imputato o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di

procedura penale;

f) "titolare", la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi altro

ente, associazione od organismo cui competono, anche unitamente ad altro titolare, le decisioni in

ordine alle finalita', alle modalita' del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati, ivi

compreso il profilo della sicurezza;

g) "responsabile", la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica amministrazione e qualsiasi

altro ente, associazione od organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali;

h) "incaricati", le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal

responsabile;

i) "interessato", la persona fisica, la persona giuridica, l'ente o l'associazione cui si riferiscono i dati

personali;

l) "comunicazione", il dare conoscenza dei dati personali a uno o piu' soggetti determinati diversi

dall'interessato, dal rappresentante del titolare nel territorio dello Stato, dal responsabile e dagli

incaricati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

m) "diffusione", il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma,

anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

n) "dato anonimo", il dato che in origine, o a seguito di trattamento, non puo' essere associato ad un

interessato identificato o identificabile;

o) "blocco", la conservazione di dati personali con sospensione temporanea di ogni altra operazione

del trattamento;

p) "banca di dati", qualsiasi complesso organizzato di dati personali, ripartito in una o piu' unita'

dislocate in uno o piu' siti;

q) "Garante", l'autorita' di cui all'articolo 153, istituita dalla legge 31 dicembre 1996, n. 675,

2. Ai fini del presente codice si intende, inoltre, per:

a) "comunicazione elettronica", ogni informazione scambiata o trasmessa tra un numero finito di

soggetti tramite un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Sono escluse le

informazioni trasmesse al pubblico tramite una rete di comunicazione elettronica, come parte di un

servizio di radiodiffusione, salvo che le stesse informazioni siano collegate ad un abbonato o utente

ricevente, identificato o identificabile;

b) "chiamata", la connessione istituita da un servizio telefonico accessibile al pubblico, che

consente la comunicazione bidirezionale in tempo reale;

c) "reti di comunicazione elettronica", i sistemi di trasmissione, le apparecchiature di commutazione

o di instradamento e altre risorse che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo

di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, incluse le reti satellitari, le reti terrestri mobili e

fisse a commutazione di circuito e a commutazione di pacchetto, compresa Internet, le reti utilizzate

per la diffusione circolare dei programmi sonori e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente

elettrica, nella misura in cui sono utilizzati per trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo,

indipendentemente dal tipo di informazione trasportato;

d) "rete pubblica di comunicazioni", una rete di comunicazioni elettroniche utilizzata interamente o

prevalentemente per fornire servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;

e) "servizio di comunicazione elettronica", i servizi consistenti esclusivamente o prevalentemente

nella trasmissione di segnali su reti di comunicazioni elettroniche, compresi i servizi di

telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare

radiotelevisiva, nei limiti previsti dall'articolo 2, lettera c), della direttiva 2002/21/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002;

f) "abbonato", qualunque persona fisica, persona giuridica, ente o associazione parte di un contratto

con un fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico per la fornitura di tali

servizi, o comunque destinatario di tali servizi tramite schede prepagate;

g) "utente", qualsiasi persona fisica che utilizza un servizio di comunicazione elettronica accessibile

al pubblico, per motivi privati o commerciali, senza esservi necessariamente abbonata;

h) "dati relativi al traffico", qualsiasi dato sottoposto a trattamento ai fini della trasmissione di una

comunicazione su una rete di comunicazione elettronica o della relativa fatturazione;

i) "dati relativi all'ubicazione", ogni dato trattato in una rete di comunicazione elettronica che indica

la posizione geografica dell'apparecchiatura terminale dell'utente di un servizio di comunicazione

elettronica accessibile al pubblico;

l) "servizio a valore aggiunto", il servizio che richiede il trattamento dei dati relativi al traffico o dei

dati relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, oltre a quanto e' necessario per la

trasmissione di una comunicazione o della relativa fatturazione;

m) "posta elettronica", messaggi contenenti testi, voci, suoni o immagini trasmessi attraverso una

rete pubblica di comunicazione, che possono essere archiviati in rete o nell'apparecchiatura

terminale ricevente, fino a che il ricevente non ne ha preso conoscenza.

3. Ai fini del presente codice si intende, altresi', per:

a) "misure minime", il complesso delle misure tecniche, informatiche, organizzative, logistiche e

procedurali di sicurezza che configurano il livello minimo di protezione richiesto in relazione ai

rischi previsti nell'articolo 31;

b) "strumenti elettronici", gli elaboratori, i programmi per elaboratori e qualunque dispositivo

elettronico o comunque automatizzato con cui si effettua il trattamento;

c) "autenticazione informatica", l'insieme degli strumenti elettronici e delle procedure per la verifica

anche indiretta dell'identita';

d) "credenziali di autenticazione", i dati ed i dispositivi, in possesso di una persona, da questa

conosciuti o ad essa univocamente correlati, utilizzati per l'autenticazione informatica;

e) "parola chiave", componente di una credenziale di autenticazione associata ad una persona ed a

questa nota, costituita da una sequenza di caratteri o altri dati in forma elettronica;

f) "profilo di autorizzazione", l'insieme delle informazioni, univocamente associate ad una persona,

che consente di individuare a quali dati essa puo' accedere, nonche' i trattamenti ad essa consentiti;

g) "sistema di autorizzazione", l'insieme degli strumenti e delle procedure che abilitano l'accesso ai

dati e alle modalita' di trattamento degli stessi, in funzione del profilo di autorizzazione del

richiedente.

4. Ai fini del presente codice si intende per:

a) "scopi storici", le finalita' di studio, indagine, ricerca e documentazione di figure, fatti e

circostanze del passato;

b) "scopi statistici", le finalita' di indagine statistica o di produzione di risultati statistici, anche a

mezzo di sistemi informativi statistici;

c) "scopi scientifici", le finalita' di studio e di indagine sistematica finalizzata allo sviluppo delle

conoscenze scientifiche in uno specifico settore.

Art. 5

(Oggetto ed ambito di applicazione)

1. Il presente codice disciplina il trattamento di dati personali, anche detenuti all'estero, effettuato da

chiunque e' stabilito nel territorio dello Stato o in un luogo comunque soggetto alla sovranita' dello

Stato.

2. Il presente codice si applica anche al trattamento di dati personali effettuato da chiunque e'

stabilito nel territorio di un Paese non appartenente all'Unione europea e impiega, per il trattamento,

strumenti situati nel territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici, salvo che essi siano

utilizzati solo ai fini di transito nel territorio dell'Unione europea. In caso di applicazione del

presente codice, il titolare del trattamento designa un proprio rappresentante stabilito nel territorio

dello Stato ai fini dell'applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali.

3. Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali e'

soggetto all'applicazione del presente codice solo se i dati sono destinati ad una comunicazione

sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilita' e di

sicurezza dei dati di cui agli articoli 1 e 31.

Art. 6

(Disciplina del trattamento)

1. Le disposizioni contenute nella presente Parte si applicano a tutti i trattamenti di dati, salvo

quanto previsto, in relazione ad alcuni trattamenti, dalle disposizioni integrative o modificative della

Parte II.

Titolo II

DIRITTI DELL'INTERESSATO

Art. 7

(Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti)

1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo

riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.

2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione:

a) dell'origine dei dati personali;

b) delle finalita' e modalita' del trattamento;

c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici;

d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi

dell'articolo 5, comma 2;

e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che

possono venirne a conoscenza in qualita' di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di

responsabili o incaricati.

3. L'interessato ha diritto di ottenere:

a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati;

b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di

legge, compresi quelli di cui non e' necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i

dati sono stati raccolti o successivamente trattati;

c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche

per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi,

eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi

manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:

a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorche' pertinenti allo

scopo della raccolta;

b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di

vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Art. 8

(Esercizio dei diritti)

1. I diritti di cui all'articolo 7 sono esercitati con richiesta rivolta senza formalita' al titolare o al

responsabile, anche per il tramite di un incaricato, alla quale e' fornito idoneo riscontro senza

ritardo.

2. I diritti di cui all'articolo 7 non possono essere esercitati con richiesta al titolare o al responsabile

o con ricorso ai sensi dell'articolo 145, se i trattamenti di dati personali sono effettuati:

a) in base alle disposizioni del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni,

dalla legge luglio 1991, n. 197, e successive modificazioni, in materia di riciclaggio;

b) in base alle disposizioni del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con

modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni, in materia di

sostegno alle vittime di richieste estorsive;

c) da Commissioni parlamentari d'inchiesta istituite ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione;

d) da un soggetto pubblico, diverso dagli enti pubblici economici, in base ad espressa disposizione

di legge, per esclusive finalita' inerenti alla politica monetaria e valutaria, al sistema dei pagamenti,

al controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e finanziari, nonche' alla tutela della loro

stabilita';

e) ai sensi dell'articolo 24, comma 1, lettera f), limitatamente al periodo durante il quale potrebbe

derivarne un pregiudizio effettivo e concreto per lo svolgimento delle investigazioni difensive o per

l'esercizio del diritto in sede giudiziaria;

f) da fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico relativamente a

comunicazioni telefoniche in entrata, salvo che possa derivarne un pregiudizio effettivo e concreto

per lo svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397;

g) per ragioni di giustizia, presso uffici giudiziari di ogni ordine e grado o il Consiglio superiore

della magistratura o altri organi di autogoverno o il Ministero della giustizia;

h) ai sensi dell'articolo 53, fermo restando quanto previsto dalla legge 1 aprile 1981, n. 121.

3. Il Garante, anche su segnalazione dell'interessato, nei casi di cui al comma 2, lettere a), b), d), e)

ed f) provvede nei modi di cui agli articoli 157, 158 e 159 e, nei casi di cui alle lettere c), g) ed h)

del medesimo comma, provvede nei modi di cui all'articolo 160.

4. L'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7, quando non riguarda dati di carattere oggettivo, puo'

avere luogo salvo che concerna la rettificazione o l'integrazione di dati personali di tipo valutativo,

relativi a giudizi, opinioni o ad altri apprezzamenti di tipo soggettivo, nonche' l'indicazione di

condotte da tenersi o di decisioni in via di assunzione da parte del titolare del trattamento.

Art. 9

(Modalita' di esercizio)

1. La richiesta rivolta al titolare o al responsabile puo' essere trasmessa anche mediante lettera

raccomandata, telefax o posta elettronica. Il Garante puo' individuare altro idoneo sistema in

riferimento a nuove soluzioni tecnologiche. Quando riguarda l'esercizio dei diritti di cui all'articolo

7, commi 1 e 2, la richiesta puo' essere formulata anche oralmente e in tal caso e' annotata

sinteticamente a cura dell'incaricato o del responsabile.

2. Nell'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 l'interessato puo' conferire, per iscritto, delega o

procura a persone fisiche, enti, associazioni od organismi. L'interessato puo', altresi', farsi assistere

da una persona di fiducia.

3. I diritti di cui all'articolo 7 riferiti a dati personali concernenti persone decedute possono essere

esercitati da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell'interessato o per ragioni familiari

meritevoli di protezione.

4. L'identita' dell'interessato e' verificata sulla base di idonei elementi di valutazione, anche

mediante atti o documenti disponibili o esibizione o allegazione di copia di un documento di

riconoscimento. La persona che agisce per conto dell'interessato esibisce o allega copia della

procura, ovvero della delega sottoscritta in presenza di un incaricato o sottoscritta e presentata

unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di riconoscimento dell'interessato.

Se l'interessato e' una persona giuridica, un ente o un'associazione, la richiesta e' avanzata dalla

persona fisica legittimata in base ai rispettivi statuti od ordinamenti.

5. La richiesta di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, e' formulata liberamente e senza costrizioni e puo'

essere rinnovata, salva l'esistenza di giustificati motivi, con intervallo non minore di novanta giorni.

Art. 10

(Riscontro all'interessato)

1. Per garantire l'effettivo esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 il titolare del trattamento e' tenuto

ad adottare idonee misure volte, in particolare:

a) ad agevolare l'accesso ai dati personali da parte dell'interessato, anche attraverso l'impiego di

appositi programmi per elaboratore finalizzati ad un'accurata selezione dei dati che riguardano

singoli interessati identificati o identificabili;

b) a semplificare le modalita' e a ridurre i tempi per il riscontro al richiedente, anche nell'ambito di

uffici o servizi preposti alle relazioni con il pubblico.

2. I dati sono estratti a cura del responsabile o degli incaricati e possono essere comunicati al

richiedente anche oralmente, ovvero offerti in visione mediante strumenti elettronici, sempre che in

tali casi la comprensione dei dati sia agevole, considerata anche la qualita' e la quantita' delle

informazioni. Se vi e' richiesta, si provvede alla trasposizione dei dati su supporto cartaceo o

informatico, ovvero alla loro trasmissione per via telematica.

3. Salvo che la richiesta sia riferita ad un particolare trattamento o a specifici dati personali o

categorie di dati personali, il riscontro all'interessato comprende tutti i dati personali che riguardano

l'interessato comunque trattati dal titolare. Se la richiesta e' rivolta ad un esercente una professione

sanitaria o ad un organismo sanitario si osserva la disposizione di cui all'articolo 84, comma 1.

4. Quando l'estrazione dei dati risulta particolarmente difficoltosa il riscontro alla richiesta

dell'interessato puo' avvenire anche attraverso l'esibizione o la consegna in copia di atti e documenti

contenenti i dati personali richiesti.

5. Il diritto di ottenere la comunicazione in forma intelligibile dei dati non riguarda dati personali

relativi a terzi, salvo che la scomposizione dei dati trattati o la privazione di alcuni elementi renda

incomprensibili i dati personali relativi all'interessato.

6. La comunicazione dei dati e' effettuata in forma intelligibile anche attraverso l'utilizzo di una

grafia comprensibile. In caso di comunicazione di codici o sigle sono forniti, anche mediante gli

incaricati, i parametri per la comprensione del relativo significato.

7. Quando, a seguito della richiesta di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, lettere a), b) e c) non risulta

confermata l'esistenza di dati che riguardano l'interessato, puo' essere chiesto un contributo spese

non eccedente i costi effettivamente sopportati per la ricerca effettuata nel caso specifico.

8. Il contributo di cui al comma 7 non puo' comunque superare l'importo determinato dal Garante

con provvedimento di carattere generale, che puo' individuarlo forfettariamente in relazione al caso

in cui i dati sono trattati con strumenti elettronici e la risposta e' fornita oralmente. Con il medesimo

provvedimento il Garante puo' prevedere che il contributo possa essere chiesto quando i dati

personali figurano su uno speciale supporto del quale e' richiesta specificamente la riproduzione,

oppure quando, presso uno o piu' titolari, si determina un notevole impiego di mezzi in relazione

alla complessita' o all'entita' delle richieste ed e' confermata l'esistenza di dati che riguardano

l'interessato.

9. Il contributo di cui ai commi 7 e 8 e' corrisposto anche mediante versamento postale o bancario,

ovvero mediante carta di pagamento o di credito, ove possibile all'atto della ricezione del riscontro e

comunque non oltre quindici giorni da tale riscontro.

Titolo III

REGOLE GENERALI PER IL TRATTAMENTO DEI DATI

CAPO I

REGOLE PER TUTTI I TRATTAMENTI

Art. 11

(Modalita' del trattamento e requisiti dei dati)

1. I dati personali oggetto di trattamento sono:

a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;

b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del

trattamento in termini compatibili con tali scopi;

c) esatti e, se necessario, aggiornati;

d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalita' per le quali sono raccolti o

successivamente trattati;

e) conservati in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo

non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente

trattati.

2. I dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati

personali non possono essere utilizzati.

Art. 12

(Codici di deontologia e di buona condotta)

1. Il Garante promuove nell'ambito delle categorie interessate, nell'osservanza del principio di

rappresentativita' e tenendo conto dei criteri direttivi delle raccomandazioni del Consiglio d'Europa

sul trattamento di dati personali, la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per

determinati settori, ne verifica la conformita' alle leggi e ai regolamenti anche attraverso l'esame di

osservazioni di soggetti interessati e contribuisce a garantirne la diffusione e il rispetto.

2. I codici sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura del Garante e,

con decreto del Ministro della giustizia, sono riportati nell'allegato A) del presente codice.

3. Il rispetto delle disposizioni contenute nei codici di cui al comma 1 costituisce condizione

essenziale per la liceita' e correttezza del trattamento dei dati personali effettuato da soggetti privati

e pubblici.

4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche al codice di deontologia per i trattamenti

di dati per finalita' giornalistiche promosso dal Garante nei modi di cui al comma 1 e all'articolo

139.

Art. 13

(Informativa)

1. L'interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali sono previamente

informati oralmente o per iscritto circa:

a) le finalita' e le modalita' del trattamento cui sono destinati i dati;

b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;

c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;

d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che

possono venirne a conoscenza in qualita' di responsabili o incaricati, e l'ambito di diffusione dei dati

medesimi;

e) i diritti di cui all'articolo 7;

f) gli estremi identificativi del titolare e, se designati, del rappresentante nel territorio dello Stato ai

sensi dell'articolo 5 e del responsabile. Quando il titolare ha designato piu' responsabili e' indicato

almeno uno di essi, indicando il sito della rete di comunicazione o le modalita' attraverso le quali e'

conoscibile in modo agevole l'elenco aggiornato dei responsabili. Quando e' stato designato un

responsabile per il riscontro all'interessato in caso di esercizio dei diritti di cui all'articolo 7, e'

indicato tale responsabile.

2. L'informativa di cui al comma 1 contiene anche gli elementi previsti da specifiche disposizioni

del presente codice e puo' non comprendere gli elementi gia' noti alla persona che fornisce i dati o la

cui conoscenza puo' ostacolare in concreto l'espletamento, da parte di un soggetto pubblico, di

funzioni ispettive o di controllo svolte per finalita' di difesa o sicurezza dello Stato oppure di

prevenzione, accertamento o repressione di reati.

3. Il Garante puo' individuare con proprio provvedimento modalita' semplificate per l'informativa

fornita in particolare da servizi telefonici di assistenza e informazione al pubblico.

4. Se i dati personali non sono raccolti presso l'interessato, l'informativa di cui al comma 1,

comprensiva delle categorie di dati trattati, e' data al medesimo interessato all'atto della

registrazione dei dati o, quando e' prevista la loro comunicazione, non oltre la prima

comunicazione.

5. La disposizione di cui al comma 4 non si applica quando:

a) i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa

comunitaria;

b) i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7

dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre

che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalita' e per il periodo strettamente necessario al

loro perseguimento;

c) l'informativa all'interessato comporta un impiego di mezzi che il Garante, prescrivendo eventuali

misure appropriate. dichiari manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si

riveli, a giudizio del Garante, impossibile.

Art. 14

(Definizione di profili e della personalita' dell'interessato)

1. Nessun atto o provvedimento giudiziario o amministrativo che implichi una valutazione del

comportamento umano puo' essere fondato unicamente su un trattamento automatizzato di dati

personali volto a definire il profilo o la personalita' dell'interessato.

2. L'interessato puo' opporsi ad ogni altro tipo di determinazione adottata sulla base del trattamento

di cui al comma 1, ai sensi dell'articolo 7, comma 4, lettera a), salvo che la determinazione sia stata

adottata in occasione della conclusione o dell'esecuzione di un contratto, in accoglimento di una

proposta dell'interessato o sulla base di adeguate garanzie individuate dal presente codice o da un

provvedimento del Garante ai sensi dell'articolo 17.

Art. 15

(Danni cagionati per effetto del trattamento)

1. Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali e' tenuto al

risarcimento ai sensi dell'articolo 2050 del codice civile.

2. Il danno non patrimoniale e' risarcibile anche in caso di violazione dell'articolo 11.

Art. 16

(Cessazione del trattamento)

1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, di un trattamento i dati sono:

a) distrutti;

b) ceduti ad altro titolare, purche' destinati ad un trattamento in termini compatibili agli scopi per i

quali i dati sono raccolti;

c) conservati per fini esclusivamente personali e non destinati ad una comunicazione sistematica o

alla diffusione;

d) conservati o ceduti ad altro titolare, per scopi storici, statistici o scientifici, in conformita' alla

legge, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta

sottoscritti ai sensi dell'articolo 12.

2. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dal comma 1, lettera b), o di altre

disposizioni rilevanti in materia di trattamento dei dati personali e' priva di effetti.

Art. 17

(Trattamento che presenta rischi specifici)

1. Il trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i

diritti e le liberta' fondamentali, nonche' per la dignita' dell'interessato, in relazione alla natura dei

dati o alle modalita' del trattamento o agli effetti che puo' determinare, e' ammesso nel rispetto di

misure ed accorgimenti a garanzia dell'interessato, ove prescritti.

2. Le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono prescritti dal Garante in applicazione dei

principi sanciti dal presente codice, nell'ambito di una verifica preliminare all'inizio del trattamento,

effettuata anche in relazione a determinate categorie di titolari o di trattamenti, anche a seguito di un

interpello del titolare.

CAPO II

REGOLE ULTERIORI PER I SOGGETTI PUBBLICI

Art. 18

(Principi applicabili a tutti i trattamenti effettuati da soggetti pubblici)

1. Le disposizioni del presente capo riguardano tutti i soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici

economici.

2. Qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici e' consentito soltanto per lo

svolgimento delle funzioni istituzionali.

3. Nel trattare i dati il soggetto pubblico osserva i presupposti e i limiti stabiliti dal presente codice,

anche in relazione alla diversa natura dei dati, nonche' dalla legge e dai regolamenti.

4. Salvo quanto previsto nella Parte II per gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi

sanitari pubblici, i soggetti pubblici non devono richiedere il consenso dell'interessato.

5. Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 25 in tema di comunicazione e diffusione.

Art. 19

(Principi applicabili al trattamento di dati diversi da quelli sensibili e giudiziari)

1. Il trattamento da parte di un soggetto pubblico riguardante dati diversi da quelli sensibili e

giudiziari e' consentito, fermo restando quanto previsto dall'articolo 18, comma 2, anche in

mancanza di una norma di legge o di regolamento che lo preveda espressamente.

2. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti pubblici e' ammessa quando

e' prevista da una norma di legge o di regolamento. In mancanza di tale norma la comunicazione e'

ammessa quando e' comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali e puo' essere

iniziata se e' decorso il termine di cui all'articolo 39, comma 2, e non e' stata adottata la diversa

determinazione ivi indicata.

3. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti pubblici economici e la

diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una

norma di legge o di regolamento.

Art. 20

(Principi applicabili al trattamento di dati sensibili)

1. Il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici e' consentito solo se autorizzato da

espressa disposizione di legge nella quale sono specificati i tipi di' dati che possono essere trattati e

di operazioni eseguibili e le finalita' di rilevante interesse pubblico perseguite.

2. Nei casi in cui una disposizione di legge specifica la finalita' di rilevante interesse pubblico, ma

non i tipi di dati sensibili e di operazioni eseguibili, il trattamento e' consentito solo in riferimento ai

tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il

trattamento, in relazione alle specifiche finalita' perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi

di cui all'articolo 22, con atto di natura regolamentare adottato in conformita' al parere espresso dal

Garante ai sensi dell'articolo 154, comma 1, lettera g), anche su schemi tipo.

3. Se il trattamento non e' previsto espressamente da una disposizione di legge i soggetti pubblici

possono richiedere al Garante l'individuazione delle attivita', tra quelle demandate ai medesimi

soggetti dalla legge, che perseguono finalita' di rilevante interesse pubblico e per le quali e'

conseguentemente autorizzato, ai sensi dell'articolo 26, comma 2, il trattamento dei dati sensibili. Il

trattamento e' consentito solo se il soggetto pubblico provvede altresi' a identificare e rendere

pubblici i tipi di dati e di operazioni nei modi di cui al comma 2.

4. L'identificazione dei tipi di dati e di operazioni di cui ai commi 2 e 3 e' aggiornata e integrata

periodicamente.

Art. 21

(Principi applicabili al trattamento di dati giudiziari)

1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di soggetti pubblici e' consentito solo se autorizzato da

espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le finalita' di rilevante

interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili.

2. Le disposizioni di cui all'articolo 20, commi 2 e 4, si applicano anche al trattamento dei dati

giudiziart.

Art. 22

(Principi applicabili al trattamento di dati sensibili e giudiziari)

1. I soggetti pubblici conformano il trattamento dei dati sensibili e giudiziari secondo modalita'

volte a prevenire violazioni dei diritti, delle liberta' fondamentali e della dignita' dell'interessato.

2. Nel fornire l'informativa di cui all'articolo 13 soggetti pubblici fanno espresso riferimento alla

normativa che prevede gli obblighi o i compiti in base alla quale e' effettuato il trattamento dei dati

sensibili e giudiziart.

3. I soggetti pubblici possono trattare solo i dati sensibili e giudiziari indispensabili per svolgere

attivita' istituzionali che non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di

dati anonimi o di dati personali di natura diversa.

4. I dati sensibili e giudiziari sono raccolti, di regola, presso l'interessato.

5. In applicazione dell'articolo 11, comma 1, lettere c), d) ed e), i soggetti pubblici verificano

periodicamente l'esattezza e l'aggiornamento dei dati sensibili e giudiziari, nonche' la loro

pertinenza, completezza, non eccedenza e indispensabilita' rispetto alle finalita' perseguite nei

singoli casi, anche con riferimento ai dati che l'interessato fornisce di propria iniziativa. Al fine di

assicurare che i dati sensibili e giudiziari siano indispensabili rispetto agli obblighi e ai compiti loro

attribuiti, i soggetti pubblici valutano specificamente il rapporto tra i dati e gli adempimenti. I dati

che, anche a seguito delle verifiche, risultano eccedenti o non pertinenti o non indispensabili non

possono essere utilizzati, salvo che per l'eventuale conservazione, a norma di legge, dell'atto o del

documento che li contiene. Specifica attenzione e' prestata per la verifica dell'indispensabilita' dei

dati sensibili e giudiziari riferiti a soggetti diversi da quelli cui si riferiscono direttamente le

prestazioni o gli adempimenti.

6. I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi, registri o banche di dati, tenuti con l'ausilio di

strumenti elettronici, sono trattati con tecniche di cifratura o mediante l'utilizzazione di codici

identificativi o di altre soluzioni che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, li rendono

temporaneamente inintelligibili anche a chi e' autorizzato ad accedervi e permettono di identificare

gli interessati solo in caso di necessita'.

7. I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale sono conservati separatamente da altri

dati personali trattati per finalita' che non richiedono il loro utilizzo. I medesimi dati sono trattati

con le modalita' di cui al comma 6 anche quando sono tenuti in elenchi, registri o banche di dati

senza l'ausilio di strumenti elettronici.

8. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

9. Rispetto ai dati sensibili e giudiziari indispensabili ai sensi del comma 3, i soggetti pubblici sono

autorizzati ad effettuare unicamente le operazioni di trattamento indispensabili per il perseguimento

delle finalita' per le quali il trattamento e' consentito, anche quando i dati sono raccolti nello

svolgimento di compiti di vigilanza, di controllo o ispettivi.

10. I dati sensibili e giudiziari non possono essere trattati nell'ambito di test psicoattitudinali volti a

definire il profilo o la personalita' dell'interessato. Le operazioni di raffronto tra dati sensibili e

giudiziari, nonche' i trattamenti di dati sensibili e giudiziari ai sensi dell'articolo 14, sono effettuati

solo previa annotazione scritta dei motivi.

11. In ogni caso, le operazioni e i trattamenti di cui al comma 10, se effettuati utilizzando banche di

dati di diversi titolari, nonche' la diffusione dei dati sensibili e giudiziari, sono ammessi solo se

previsti da espressa disposizione di legge.

12. Le disposizioni di cui al presente articolo recano principi applicabili, in conformita' ai rispettivi

ordinamenti, ai trattamenti disciplinati dalla Presidenza della Repubblica, dalla Camera dei deputati,

dal Senato della Repubblica e dalla Corte costituzionale.

CAPO III

REGOLE ULTERIORI PER PRIVATI ED ENTI PUBBLICI ECONOMICI

Art. 23

(Consenso)

1. Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici e' ammesso solo

con il consenso espresso dell'interessato.

2. Il consenso puo' riguardare l'intero trattamento ovvero una o piu' operazioni dello stesso.

3. Il consenso e' validamente prestato solo se e' espresso liberamente e specificamente in riferimento

ad un trattamento chiaramente individuato, se e' documentato per iscritto, e se sono state rese

all'interessato le informazioni di cui all'articolo 13. 4. Il consenso e' manifestato in forma scritta

quando il trattamento riguarda dati sensibili.

Art. 24

(Casi nei quali puo' essere effettuato il trattamento senza consenso)

1. Il consenso non e' richiesto, oltre che nei casi previsti nella Parte II, quando il trattamento:

a) e' necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un regolamento o dalla

normativa comunitaria;

b) e' necessario per eseguire obblighi derivanti da un contratto del quale e' parte l'interessato o per

adempiere, prima della conclusione del contratto, a specifiche richieste dell'interessato;

c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque,

fermi restando i limiti e le modalita' che le leggi, i regolamenti o la normativa comunitaria

stabiliscono per la conoscibilita' e pubblicita' dei dati;

d) riguarda dati relativi allo svolgimento di attivita' economiche, trattati nel rispetto della vigente

normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

e) e' necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumita' fisica di un terzo. Se la medesima

finalita' riguarda l'interessato e quest'ultimo non puo' prestare il proprio consenso per impossibilita'

fisica, per incapacita' di agire o per incapacita' di intendere o di volere, il consenso e' manifestato da

chi esercita legalmente la potesta', ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un

convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si

applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2;

f) con esclusione della diffusione, e' necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni

difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un

diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalita' e per il

periodo strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in

materia di segreto aziendale e industriale;

g) con esclusione della diffusione, e' necessario, nei casi individuati dal Garante sulla base dei

principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo

destinatario dei dati, anche in riferimento all'attivita' di gruppi bancari e di societa' controllate o

collegate, qualora non prevalgano i diritti e le liberta' fondamentali, la dignita' o un legittimo

interesse dell'interessato;

h) con esclusione della comunicazione all'esterno e della diffusione, e' effettuato da associazioni,

enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, in riferimento a soggetti che hanno

con essi contatti regolari o ad aderenti, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi

individuati dall'atto costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, e con modalita' di utilizzo

previste espressamente con determinazione resa nota agli interessati all'atto dell'informativa ai sensi

dell'articolo 13;

i) e' necessario, in conformita' ai rispettivi codici di deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi

scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di

notevole interesse storico ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999,

n. 490, di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e ambientali o, secondo quanto

previsto dai medesimi codici, presso altri archivi privati.

Art. 25

(Divieti di comunicazione e diffusione)

1. La comunicazione e la diffusione sono vietate, oltre che in caso di divieto disposto dal Garante o

dall'autorita' giudiziaria:

a) in riferimento a dati personali dei quali e' stata ordinata la cancellazione, ovvero quando e'

decorso il periodo di tempo indicato nell'articolo 11, comma 1, lettera e);

b) per finalita' diverse da quelle indicate nella notificazione del trattamento, ove prescritta.

2. E' fatta salva la comunicazione o diffusione di dati richieste, in conformita' alla legge, da forze di

polizia, dall'autorita' giudiziaria, da organismi di informazione e sicurezza o da altri soggetti

pubblici ai sensi dell'articolo 58, comma 2, per finalita' di difesa o di sicurezza dello Stato o di

prevenzione, accertamento o repressione di reati.

Art. 26

(Garanzie per i dati sensibili)

1. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell'interessato e

previa autorizzazione del Garante, nell'osservanza dei presupposti e dei limiti stabiliti dal presente

codice, nonche' dalla legge e dai regolamenti.

2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione entro quarantacinque

giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a rigetto. Con il provvedimento di

autorizzazione, ovvero successivamente, anche sulla base di eventuali verifiche, il Garante puo'

prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell'interessato, che il titolare del trattamento e' tenuto

ad adottare.

3. Il comma 1 non si applica al trattamento:

a) dei dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose e ai soggetti che con riferimento a finalita'

di natura esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesime confessioni, effettuato

dai relativi organi, ovvero da enti civilmente riconosciuti, sempre che i dati non siano diffusi o

comunicati fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie

relativamente ai trattamenti effettuati, nel rispetto dei principi indicati al riguardo con

autorizzazione del Garante;

b) dei dati riguardanti l'adesione di associazioni od organizzazioni a carattere sindacale o di

categoria ad altre associazioni, organizzazioni o confederazioni a carattere sindacale o di categoria.

4. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento anche senza consenso, previa autorizzazione

del Garante:

a) quando il trattamento e' effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche

non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ivi compresi partiti e

movimenti politici, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi individuati dall'atto

costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, relativamente ai dati personali degli aderenti o

dei soggetti che in relazione a tali finalita' hanno contatti regolari con l'associazione, ente od

organismo, sempre che i dati non siano comunicati all'esterno o diffusi e l'ente, associazione od

organismo determini idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati, prevedendo

espressamente le modalita' di utilizzo dei dati con determinazione resa nota agli interessati all'atto

dell'informativa ai sensi dell'articolo 13;

b) quando il trattamento e' necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumita' fisica di un

terzo. Se la medesima finalita' riguarda l'interessato e quest'ultimo non puo' prestare il proprio

consenso per impossibilita' fisica, per incapacita' di agire o per incapacita' di intendere o di volere, il

consenso e' manifestato da chi esercita legalmente la potesta', ovvero da un prossimo congiunto, da

un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora

l'interessato. Si applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2;

c) quando il trattamento e' necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui

alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un

diritto, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalita' e per il periodo strettamente

necessario al loro perseguimento. Se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale,

il diritto deve essere di rango pari a quello dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della

personalita' o in un altro diritto o liberta' fondamentale e inviolabile;

d) quando e' necessario per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti dalla legge, da un

regolamento o dalla normativa comunitaria per la gestione del rapporto di lavoro, anche in materia

di igiene e sicurezza del lavoro e della popolazione e di previdenza e assistenza, nei limiti previsti

dall'autorizzazione e ferme restando le disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta di

cui all'articolo 111.

5. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

Art. 27

(Garanzie per i dati giudiziari)

1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di privati o di enti pubblici economici e' consentito

soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che

specifichino le rilevanti finalita' di interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di

operazioni eseguibili.

TITOLO IV

SOGGETTI CHE EFFETTUANO IL TRATTAMENTO

Art. 28

(Titolare del trattamento)

1. Quando il trattamento e' effettuato da una persona giuridica, da una pubblica amministrazione o

da un qualsiasi altro ente, associazione od organismo, titolare del trattamento e' l'entita' nel suo

complesso o l'unita' od organismo periferico che esercita un potere decisionale del tutto autonomo

sulle finalita' e sulle modalita' del trattamento, ivi compreso il profilo della sicurezza.

Art. 29

(Responsabile del trattamento)

1. Il responsabile e' designato dal titolare facoltativamente.

2. Se designato, il responsabile e' individuato tra soggetti che per esperienza, capacita' ed

affidabilita' forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di

trattamento, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza.

3. Ove necessario per esigenze organizzative, possono essere designati responsabili piu' soggetti,

anche mediante suddivisione di compiti.

4. I compiti affidati al responsabile sono analiticamente specificati per iscritto dal titolare.

5. Il responsabile effettua il trattamento attenendosi alle istruzioni impartite dal titolare il quale,

anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni di cui al

comma 2 e delle proprie istruzioni.

Art. 30

(Incaricati del trattamento)

1. Le operazioni di trattamento possono essere effettuate solo da incaricati che operano sotto la

diretta autorita' del titolare o del responsabile, attenendosi alle istruzioni impartite.

2. La designazione e' effettuata per iscritto e individua puntualmente l'ambito del trattamento

consentito. Si considera tale anche la documentata preposizione della persona fisica ad una unita'

per la quale e' individuato, per iscritto, l'ambito del trattamento consentito agli addetti all'unita'

medesima.

Titolo V

SICUREZZA DEI DATI E DEI SISTEMI

CAPO I

MISURE DI SICUREZZA

Art. 31

(Obblighi di sicurezza)

1. I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi e controllati, anche in relazione alle

conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura dei dati e alle specifiche

caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre al minimo, mediante l'adozione di idonee e

preventive misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di

accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalita' della raccolta.

Art. 32

(Particolari titolari)

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta ai sensi

dell'articolo 31 idonee misure tecniche e organizzative adeguate al rischio esistente, per

salvaguardare la sicurezza dei suoi servizi, l'integrita' dei dati relativi al traffico, dei dati relativi

all'ubicazione e delle comunicazioni elettroniche rispetto ad ogni forma di utilizzazione o

cognizione non consentita.

2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede anche l'adozione di misure che

riguardano la rete, il fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico

adotta tali misure congiuntamente con il fornitore della rete pubblica di comunicazioni. In caso di

mancato accordo, su richiesta di uno dei fornitori, la controversia e' definita dall'Autorita' per le

garanzie nelle comunicazioni secondo le modalita' previste dalla normativa vigente.

3. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico informa gli

abbonati e, ove possibile, gli utenti, se sussiste un particolare rischio di violazione della sicurezza

della rete, indicando, quando il rischio e' al di fuori dell'ambito di applicazione delle misure che il

fornitore stesso e' tenuto ad adottare ai sensi dei commi 1 e 2, tutti i possibili rimedi e i relativi costi

presumibili. Analoga informativa e' resa al Garante e all'Autorita' per le garanzie nelle

comunicazioni.

CAPO II

MISURE MINIME DI SICUREZZA

Art. 33

(Misure minime)

1. Nel quadro dei piu' generali obblighi di sicurezza di cui all'articolo 31, o previsti da speciali

disposizioni, i titolari del trattamento sono comunque tenuti ad adottare le misure minime

individuate nel presente capo o ai sensi dell'articolo 58, comma 3, volte ad assicurare un livello

minimo di protezione dei dati personali.

Art. 34

(Trattamenti con strumenti elettronici)

1. Il trattamento di dati personali effettuato con strumenti elettronici e' consentito solo se sono

adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico contenuto nell'allegato B), le seguenti misure

minime:

a) autenticazione informatica;

b) adozione di procedure di gestione delle credenziali di autenticazione;

c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione;

d) aggiornamento periodico dell'individuazione dell'ambito del trattamento consentito ai singoli

incaricati e addetti alla gestione o alla manutenzione degli strumenti elettronici;

e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati rispetto a trattamenti illeciti di dati, ad accessi non

consentiti e a determinati programmi informatici;

f) adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il ripristino della disponibilita' dei dati

e dei sistemi;

g) tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza;

h) adozione di tecniche di cifratura o di codici identificativi per determinati trattamenti di dati

idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale effettuati da organismi sanitart.

Art. 35

(Trattamenti senza l'ausilio di strumenti elettronici)

1. Il trattamento di dati personali effettuato senza l'ausilio di strumenti elettronici e' consentito solo

se sono adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico contenuto nell'allegato B), le seguenti

misure minime:

a) aggiornamento periodico dell'individuazione dell'ambito del trattamento consentito ai singoli

incaricati o alle unita' organizzative;

b) previsione di procedure per un'idonea custodia di atti e documenti affidati agli incaricati per lo

svolgimento dei relativi compiti;

c) previsione di procedure per la conservazione di determinati atti in archivi ad accesso selezionato

e disciplina delle modalita' di accesso finalizzata all'identificazione degli incaricati.

Art. 36

(Adeguamento)

1. Il disciplinare tecnico di cui all'allegato B), relativo alle misure minime di cui al presente capo, e'

aggiornato periodicamente con decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per le

innovazioni e le tecnologie, in relazione all'evoluzione tecnica e all'esperienza maturata nel settore.

Titolo VI

ADEMPIMENTI

Art. 37

(Notificazione del trattamento)

1. Il titolare notifica al Garante il trattamento di dati personali cui intende procedere, solo se il

trattamento riguarda:

a) dati genetici, biometrici o dati che indicano la posizione geografica di persone od oggetti

mediante una rete di comunicazione elettronica;

b) dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, trattati a fini di procreazione assistita,

prestazione di servizi sanitari per via telematica relativi a banche di dati o alla fornitura di beni,

indagini epidemiologiche, rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusive, sieropositivita',

trapianto di organi e tessuti e monitoraggio della spesa sanitaria;

c) dati idonei a rivelare la vita sessuale o la sfera psichica trattati da associazioni, enti od organismi

senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale;

d) dati trattati con l'ausilio di strumenti elettronici volti a definire il profilo o la personalita'

dell'interessato, o ad analizzare abitudini o scelte di consumo, ovvero a monitorare l'utilizzo di

servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per

fornire i servizi medesimi agli utenti;

e) dati sensibili registrati in banche di dati a fini di selezione del personale per conto terzi, nonche'

dati sensibili utilizzati per sondaggi di opinione, ricerche di mercato e altre ricerche campionarie;

f) dati registrati in apposite banche di dati gestite con strumenti elettronici e relative al rischio sulla

solvibilita' economica, alla situazione patrimoniale, al corretto adempimento di obbligazioni, a

comportamenti illeciti o fraudolenti.

2. Il Garante puo' individuare altri trattamenti suscettibili di recare pregiudizio ai diritti e alle liberta'

dell'interessato, in ragione delle relative modalita' o della natura dei dati personali, con proprio

provvedimento adottato anche ai sensi dell'articolo 17. Con analogo provvedimento pubblicato sulla

Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il Garante puo' anche individuare, nell'ambito dei

trattamenti di cui al comma 1, eventuali trattamenti non suscettibili di recare detto pregiudizio e

pertanto sottratti all'obbligo di notificazione.

3. La notificazione e' effettuata con unico atto anche quando il trattamento comporta il trasferimento

all'estero dei dati.

4. Il Garante inserisce le notificazioni ricevute in un registro dei trattamenti accessibile a chiunque e

determina le modalita' per la sua consultazione gratuita per via telematica, anche mediante

convenzioni con soggetti pubblici o presso il proprio Ufficio. Le notizie accessibili tramite la

consultazione del registro possono essere trattate per esclusive finalita' di applicazione della

disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Art. 38

(Modalita' di notificazione)

1. La notificazione del trattamento e' presentata al Garante prima dell'inizio del trattamento ed una

sola volta, a prescindere dal numero delle operazioni e della durata del trattamento da effettuare, e

puo' anche riguardare uno o piu' trattamenti con finalita' correlate.

2. La notificazione e' validamente effettuata solo se e' trasmessa per via telematica utilizzando il

modello predisposto dal Garante e osservando le prescrizioni da questi impartite, anche per quanto

riguarda le modalita' di sottoscrizione con firma digitale e di conferma del ricevimento della

notificazione.

3. Il Garante favorisce la disponibilita' del modello per via telematica e la notificazione anche

attraverso convenzioni stipulate con soggetti autorizzati in base alla normativa vigente, anche

presso associazioni di categoria e ordini professionali.

4. Una nuova notificazione e' richiesta solo anteriormente alla cessazione del trattamento o al

mutamento di taluno degli elementi da indicare nella notificazione medesima.

5. Il Garante puo' individuare altro idoneo sistema per la notificazione in riferimento a nuove

soluzioni tecnologiche previste dalla normativa vigente.

6. Il titolare del trattamento che non e' tenuto alla notificazione al Garante ai sensi dell'articolo 37

fornisce le notizie contenute nel modello di cui al comma 2 a chi ne fa richiesta, salvo che il

trattamento riguardi pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque.

Art. 39

(Obblighi di comunicazione)

1. Il titolare del trattamento e' tenuto a comunicare previamente al Garante le seguenti circostanze:

a) comunicazione di dati personali da parte di un soggetto pubblico ad altro soggetto pubblico non

prevista da una norma di legge o di regolamento, effettuata in qualunque forma anche mediante

convenzione;

b) trattamento di dati idonei a rivelare lo stato di salute previsto dal programma di ricerca biomedica

o sanitaria di cui all'articolo 110, comma 1, primo periodo.

2. I trattamenti oggetto di comunicazione ai sensi del comma 1 possono essere iniziati decorsi

quarantacinque giorni dal ricevimento della comunicazione salvo diversa determinazione anche

successiva del Garante.

3. La comunicazione di cui al comma 1 e' inviata utilizzando il modello predisposto e reso

disponibile dal Garante, e trasmessa a quest'ultimo per via telematica osservando le modalita' di

sottoscrizione con firma digitale e conferma del ricevimento di cui all'articolo 38, comma 2, oppure

mediante telefax o lettera raccomandata.

Art. 40

(Autorizzazioni generali)

1. Le disposizioni del presente codice che prevedono un'autorizzazione del Garante sono applicate

anche mediante il rilascio di autorizzazioni relative a determinate categorie di titolari o di

trattamenti, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 41

(Richieste di autorizzazione)

1. Il titolare del trattamento che rientra nell'ambito di applicazione di un'autorizzazione rilasciata ai

sensi dell'articolo 40 non e' tenuto a presentare al Garante una richiesta di autorizzazione se il

trattamento che intende effettuare e' conforme alle relative prescrizioni.

2. Se una richiesta di autorizzazione riguarda un trattamento autorizzato ai sensi dell'articolo 40 il

Garante puo' provvedere comunque sulla richiesta se le specifiche modalita' del trattamento lo

giustificano.

3. L'eventuale richiesta di autorizzazione e' formulata utilizzando esclusivamente il modello

predisposto e reso disponibile dal Garante e trasmessa a quest'ultimo per via telematica, osservando

le modalita' di sottoscrizione e conferma del ricevimento di cui all'articolo 38, comma 2. La

medesima richiesta e l'autorizzazione possono essere trasmesse anche mediante telefax o lettera

raccomandata.

4. Se il richiedente e' invitato dal Garante a fornire informazioni o ad esibire documenti, il termine

di quarantacinque giorni di cui all'articolo 26, comma 2, decorre dalla data di scadenza del termine

fissato per l'adempimento richiesto.

5. In presenza di particolari circostanze, il Garante puo' rilasciare un'autorizzazione provvisoria a

tempo determinato.

TITOLO VII

TRASFERIMENTO DEI DATI ALL'ESTERO

Art. 42

(Trasferimenti all'interno dell'Unione europea)

1. Le disposizioni del presente codice non possono essere applicate in modo tale da restringere o

vietare la libera circolazione dei dati personali fra gli Stati membri dell'Unione europea, fatta salva

l'adozione, in conformita' allo stesso codice, di eventuali provvedimenti in caso di trasferimenti di

dati effettuati al fine di eludere le medesime disposizioni.

Art. 43

(Trasferimenti consentiti in Paesi terzi)

1. Il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di

dati personali oggetto di trattamento, se diretto verso un Paese non appartenente all'Unione europea

e' consentito quando:

a) l'interessato ha manifestato il proprio consenso espresso o, se si tratta di dati sensibili, in forma

scritta;

b) e' necessario per l'esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale e' parte l'interessato o

per adempiere, prima della conclusione del contratto, a specifiche richieste dell'interessato, ovvero

per la conclusione o per l'esecuzione di un contratto stipulato a favore dell'interessato;

c) e' necessario per la salvaguardia di un interesse pubblico rilevante individuato con legge o con

regolamento o, se il trasferimento riguarda dati sensibili o giudiziari, specificato o individuato ai

sensi degli articoli 20 e 21;

d) e' necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumita' fisica di un terzo. Se la medesima

finalita' riguarda l'interessato e quest'ultimo non puo' prestare il proprio consenso per impossibilita'

fisica, per incapacita' di agire o per incapacita' di intendere o di volere, il consenso e' manifestato da

chi esercita legalmente la potesta', ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un

convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato. Si

applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2;

e) e' necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre

2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati

siano trasferiti esclusivamente per tali finalita' e per il periodo strettamente necessario al loro

perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

f) e' effettuato in accoglimento di una richiesta di accesso ai documenti amministrativi, ovvero di

una richiesta di informazioni estraibili da un pubblico registro, elenco, atto o documento conoscibile

da chiunque, con l'osservanza delle norme che regolano la materia;

g) e' necessario, in conformita' ai rispettivi codici di deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi

scopi scientifici o statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di

notevole interesse storico ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999,

n. 490, di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e ambientali o, secondo quanto

previsto dai medesimi codici, presso altri archivi privati;

h) il trattamento concerne dati riguardanti persone giuridiche, enti o associazioni.

Art. 44

(Altri trasferimenti consentiti)

1. Il trasferimento di dati personali oggetto di trattamento, diretto verso un Paese non appartenente

all'Unione europea, e' altresi' consentito quando e' autorizzato dal Garante sulla base di adeguate

garanzie per i diritti dell'interessato:

a) individuate dal Garante anche in relazione a garanzie prestate con un contratto;

b) individuate con le decisioni previste dagli articoli 25, paragrafo 6, e 26, paragrafo 4, della

direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, con le quali la

Commissione europea constata che un Paese non appartenente all'Unione europea garantisce un

livello di protezione adeguato o che alcune clausole contrattuali offrono garanzie sufficienti.

Art. 45

(Trasferimenti vietati)

1. Fuori dei casi di cui agli articoli 43 e 44, il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio

dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di dati personali oggetto di trattamento, diretto verso un

Paese non appartenente all'Unione europea, e' vietato quando l'ordinamento del Paese di

destinazione o di transito dei dati non assicura un livello di tutela delle persone adeguato. Sono

valutate anche le modalita' del trasferimento e dei trattamenti previsti, le relative finalita', la natura

dei dati e le misure di sicurezza.

PARTE II

DISPOSIZIONI RELATIVE A SPECIFICI SETTORI

TITOLO I

TRATTAMENTI IN AMBITO GIUDIZIARIO

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 46

(Titolari dei trattamenti)

1. Gli uffici giudiziari di ogni ordine e grado, il Consiglio superiore della magistratura, gli altri

organi di autogoverno e il Ministero della giustizia sono titolari dei trattamenti di dati personali

relativi alle rispettive attribuzioni conferite per legge o regolamento.

2. Con decreto del Ministro della giustizia sono individuati, nell'allegato C) al presente codice, i

trattamenti non occasionali di cui al comma 1 effettuati con strumenti elettronici, relativamente a

banche di dati centrali od oggetto di interconnessione tra piu' uffici o titolari. I provvedimenti con

cui il Consiglio superiore della magistratura e gli altri organi di autogoverno di cui al comma 1

individuano i medesimi trattamenti da essi effettuati sono riportati nell'allegato C) con decreto del

Ministro della giustizia.

Art. 47

(Trattamenti per ragioni di giustizia)

1. In caso di trattamento di dati personali effettuato presso uffici giudiziari di ogni ordine e grado,

presso il Consiglio superiore della magistratura, gli altri organi di autogoverno e il Ministero della

giustizia, non si applicano, se il trattamento e' effettuato per ragioni di giustizia, le seguenti

disposizioni del codice:

a) articoli 9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22, 37, 38, commi da 1 a 5, e da 39 a 45;

b) articoli da 145 a 151.

2. Agli effetti del presente codice si intendono effettuati per ragioni di giustizia i trattamenti di dati

personali direttamente correlati alla trattazione giudiziaria di affari e di controversie, o che, in

materia di trattamento giuridico ed economico del personale di magistratura, hanno una diretta

incidenza sulla funzione giurisdizionale, nonche' le attivita' ispettive su uffici giudiziart. Le

medesime ragioni di giustizia non ricorrono per l'ordinaria attivita' amministrativo-gestionale di

personale, mezzi o strutture, quando non e' pregiudicata la segretezza di atti direttamente connessi

alla predetta trattazione.

Art. 48

(Banche di dati di uffici giudiziari)

1. Nei casi in cui l'autorita' giudiziaria di ogni ordine e grado puo' acquisire in conformita' alle

vigenti disposizioni processuali dati, informazioni, atti e documenti da soggetti pubblici,

l'acquisizione puo' essere effettuata anche per via telematica. A tale fine gli uffici giudiziari possono

avvalersi delle convenzioni-tipo stipulate dal Ministero della giustizia con soggetti pubblici, volte

ad agevolare la consultazione da parte dei medesimi uffici, mediante reti di comunicazione

elettronica, di pubblici registri, elenchi, schedari e banche di dati, nel rispetto delle pertinenti

disposizioni e dei principi di cui agli articoli 3 e 11 del presente codice.

Art. 49

(Disposizioni di attuazione)

1. Con decreto del Ministro della giustizia sono adottate, anche ad integrazione del decreto del

Ministro di grazia e giustizia 30 settembre 1989, n. 334, le disposizioni regolamentari necessarie per

l'attuazione dei principi del presente codice nella materia penale e civile.

CAPO II

MINORI

Art. 50

(Notizie o immagini relative a minori)

1. Il divieto di cui all'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n.

448, di pubblicazione e divulgazione con qualsiasi mezzo di notizie o immagini idonee a consentire

l'identificazione di un minore si osserva anche in caso di coinvolgimento a qualunque titolo del

minore in procedimenti giudiziari in materie diverse da quella penale.

CAPO III

INFORMATICA GIURIDICA

Art. 51

(Principi generali)

1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni processuali concernenti la visione e il rilascio

di estratti e di copie di atti e documenti, i dati identificativi delle questioni pendenti dinanzi

all'autorita' giudiziaria di ogni ordine e grado sono resi accessibili a chi vi abbia interesse anche

mediante reti di comunicazione elettronica, ivi compreso il sito istituzionale della medesima

autorita' nella rete Internet.

2. Le sentenze e le altre decisioni dell'autorita' giudiziaria di ogni ordine e grado depositate in

cancelleria o segreteria sono rese accessibili anche attraverso il sistema informativo e il sito

istituzionale della medesima autorita' nella rete Internet, osservando le cautele previste dal presente

capo.

Art. 52

(Dati identificativi degli interessati)

1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni concernenti la redazione e il contenuto di

sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali dell'autorita' giudiziaria di ogni ordine e grado,

l'interessato puo' chiedere per motivi legittimi, con richiesta depositata nella cancelleria o segreteria

dell'ufficio che procede prima che sia definito il relativo grado di giudizio, che sia apposta a cura

della medesima cancelleria o segreteria, sull'originale della sentenza o del provvedimento,

un'annotazione volta a precludere, in caso di riproduzione della sentenza o provvedimento in

qualsiasi forma, per finalita' di informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o

mediante reti di comunicazione elettronica, l'indicazione delle generalita' e di altri dati identificativi

del medesimo interessato riportati sulla sentenza o provvedimento.

2. Sulla richiesta di cui al comma 1 provvede in calce con decreto, senza ulteriori formalita',

l'autorita' che pronuncia la sentenza o adotta il provvedimento. La medesima autorita' puo' disporre

d'ufficio che sia apposta l'annotazione di cui al comma 1, a tutela dei diritti o della dignita' degli

interessati.

3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, all'atto del deposito della sentenza o provvedimento, la cancelleria

o segreteria vi appone e sottoscrive anche con timbro la seguente annotazione, recante l'indicazione

degli estremi del presente articolo: "In caso di diffusione omettere le generalita' e gli altri dati

identificativi di....".

4. In caso di diffusione anche da parte di terzi di sentenze o di altri provvedimenti recanti

l'annotazione di cui al comma 2, o delle relative massime giuridiche, e' omessa l'indicazione delle

generalita' e degli altri dati identificativi dell'interessato.

5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 734-bis del codice penale relativamente alle persone

offese da atti di violenza sessuale, chiunque diffonde sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali

dell'autorita' giudiziaria di ogni ordine e grado e' tenuto ad omettere in ogni caso, anche in

mancanza dell'annotazione di cui al comma 2, le generalita', altri dati identificativi o altri dati anche

relativi a terzi dai quali puo' desumersi anche indirettamente l'identita' di minori, oppure delle parti

nei procedimenti in materia di rapporti di famiglia e di stato delle persone.

6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche in caso di deposito di lodo ai sensi

dell'articolo 825 del codice di procedura civile. La parte puo' formulare agli arbitri la richiesta di cui

al comma 1 prima della pronuncia del lodo e gli arbitri appongono sul lodo l'annotazione di cui al

comma 3, anche ai sensi del comma 2. Il collegio arbitrale costituito presso la camera arbitrale per i

lavori pubblici ai sensi dell'articolo 32 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, provvede in modo

analogo in caso di richiesta di una parte.

7. Fuori dei casi indicati nel presente articolo e' ammessa la diffusione in ogni forma del contenuto

anche integrale di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali.

TITOLO II

TRATTAMENTI DA PARTE DI FORZE DI POLIZIA

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 53

(Ambito applicativo e titolari dei trattamenti)

1. Al trattamento di dati personali effettuato dal Centro elaborazione dati del Dipartimento di

pubblica sicurezza o da forze di polizia sui dati destinati a confluirvi in base alla legge, ovvero da

organi di pubblica sicurezza o altri soggetti pubblici per finalita' di tutela dell'ordine e della

sicurezza pubblica, prevenzione, accertamento o repressione dei reati, effettuati in base ad espressa

disposizione di legge che preveda specificamente il trattamento, non si applicano le seguenti

disposizioni del codice:

a) articoli 9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22, 37, 38, commi da 1 a 5, e da 39 a 45;

b) articoli da 145 a 151.

2. Con decreto del Ministro dell'interno sono individuati, nell'allegato C) al presente codice, i

trattamenti non occasionali di cui al comma 1 effettuati con strumenti elettronici, e i relativi titolart.

Art. 54

(Modalita' di trattamento e flussi di dati)

1. Nei casi in cui le autorita' di pubblica sicurezza o le forze di polizia possono acquisire in

conformita' alle vigenti disposizioni di legge o di regolamento dati, informazioni, atti e documenti

da altri soggetti, l'acquisizione puo' essere effettuata anche per via telematica. A tal fine gli organi o

uffici interessati possono avvalersi di convenzioni volte ad agevolare la consultazione da parte dei

medesimi organi o uffici, mediante reti di comunicazione elettronica, di pubblici registri, elenchi,

schedari e banche di dati, nel rispetto delle pertinenti disposizioni e dei principi di cui agli articoli 3

e 11. Le convenzioni-tipo sono adottate dal Ministero dell'interno, su conforme parere del Garante,

e stabiliscono le modalita' dei collegamenti e degli accessi anche al fine di assicurare l'accesso

selettivo ai soli dati necessari al perseguimento delle finalita' di cui all'articolo 53.

2. I dati trattati per le finalita' di cui al medesimo articolo 53 sono conservati separatamente da

quelli registrati per finalita' amministrative che non richiedono il loro utilizzo.

3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 11, il Centro elaborazioni dati di cui all'articolo 53

assicura l'aggiornamento periodico e la pertinenza e non eccedenza dei dati personali trattati anche

attraverso interrogazioni autorizzate del casellario giudiziale e del casellario dei carichi pendenti del

Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n.

313, o di altre banche di dati di forze di polizia, necessarie per le finalita' di cui all'articolo 53.

4. Gli organi, uffici e comandi di polizia verificano periodicamente i requisiti di cui all'articolo 11

in riferimento ai dati trattati anche senza l'ausilio di strumenti elettronici, e provvedono al loro

aggiornamento anche sulla base delle procedure adottate dal Centro elaborazioni dati ai sensi del

comma 3, o, per i trattamenti effettuati senza l'ausilio di strumenti elettronici, mediante annotazioni

o integrazioni dei documenti che li contengono.

Art. 55

(Particolari tecnologie)

1. Il trattamento di dati personali che implica maggiori rischi di un danno all'interessato, con

particolare riguardo a banche di dati genetici o biometrici, a tecniche basate su dati relativi

all'ubicazione, a banche di dati basate su particolari tecniche di elaborazione delle informazioni e

all'introduzione di particolari tecnologie, e' effettuato nel rispetto delle misure e degli accorgimenti

a garanzia dell'interessato prescritti ai sensi dell'articolo 17 sulla base di preventiva comunicazione

ai sensi dell'articolo 39.

Art. 56

(Tutela dell'interessato)

1. Le disposizioni di cui all'articolo 10, commi 3, 4 e 5, della legge 1 aprile 1981, n. 121, e

successive modificazioni, si applicano anche, oltre che ai dati destinati a confluire nel Centro

elaborazione dati di cui all'articolo 53, a dati trattati con l'ausilio di strumenti elettronici da organi,

uffici o comandi di polizia.

Art. 57

(Disposizioni di attuazione)

1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su

proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro della giustizia, sono individuate le

modalita' di attuazione dei principi del presente codice relativamente al trattamento dei dati

effettuato per le finalita' di cui all'articolo 53 dal Centro elaborazioni dati e da organi, uffici o

comandi di polizia, anche ad integrazione e modifica del decreto del Presidente della Repubblica 3

maggio 1982, n. 378, e in attuazione della Raccomandazione R (87) 15 del Consiglio d'Europa del

17 settembre 1987, e successive modificazioni. Le modalita' sono individuate con particolare

riguardo:

a) al principio secondo cui la raccolta dei dati e' correlata alla specifica finalita' perseguita, in

relazione alla prevenzione di un pericolo concreto o alla repressione di reati, in particolare per

quanto riguarda i trattamenti effettuati per finalita' di analisi;

b) all'aggiornamento periodico dei dati, anche relativi a valutazioni effettuate in base alla legge, alle

diverse modalita' relative ai dati trattati senza l'ausilio di strumenti elettronici e alle modalita' per

rendere conoscibili gli aggiornamenti da parte di altri organi e uffici cui i dati sono stati in

precedenza comunicati;

c) ai presupposti per effettuare trattamenti per esigenze temporanee o collegati a situazioni

particolari, anche ai fini della verifica dei requisiti dei dati ai sensi dell'articolo 11,

dell'individuazione delle categorie di interessati e della conservazione separata da altri dati che non

richiedono il loro utilizzo;

d) all'individuazione di specifici termini di conservazione dei dati in relazione alla natura dei dati o

agli strumenti utilizzati per il loro trattamento, nonche' alla tipologia dei procedimenti nell'ambito

dei quali essi sono trattati o i provvedimenti sono adottati;

e) alla comunicazione ad altri soggetti, anche all'estero o per l'esercizio di un diritto o di un

interesse legittimo, e alla loro diffusione, ove necessaria in conformita' alla legge;

f) all'uso di particolari tecniche di elaborazione e di ricerca delle informazioni, anche mediante il

ricorso a sistemi di indice.

TITOLO III

DIFESA E SICUREZZA DELLO STATO

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 58

(Disposizioni applicabili)

1. Ai trattamenti effettuati dagli organismi di cui agli articoli 3, 4 e 6 della legge 24 ottobre 1977, n.

801, ovvero sui dati coperti da segreto di Stato ai sensi dell'articolo 12 della medesima legge, le

disposizioni del presente codice si applicano limitatamente a quelle previste negli articoli da 1 a 6,

11, 14, 15, 31, 33, 58, 154, 160 e 169.

2. Ai trattamenti effettuati da soggetti pubblici per finalita' di difesa o di sicurezza dello Stato, in

base ad espresse disposizioni di legge che prevedano specificamente il trattamento, le disposizioni

del presente codice si applicano limitatamente a quelle indicate nel comma 1, nonche' alle

disposizioni di cui agli articoli 37, 38 e 163.

3. Le misure di sicurezza relative ai dati trattati dagli organismi di cui al comma 1 sono stabilite e

periodicamente aggiornate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, con l'osservanza

delle norme che regolano la materia.

4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono individuate le modalita' di

applicazione delle disposizioni applicabili del presente codice in riferimento alle tipologie di dati, di

interessati, di operazioni di trattamento eseguibili e di incaricati, anche in relazione

all'aggiornamento e alla conservazione.

TITOLO IV

TRATTAMENTI IN AMBITO PUBBLICO

CAPO I

ACCESSO A DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

Art. 59

(Accesso a documenti amministrativi)

1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 60, i presupposti, le modalita', i limiti per l'esercizio del

diritto di accesso a documenti amministrativi contenenti dati personali, e la relativa tutela

giurisdizionale, restano disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e

dalle altre disposizioni di legge in materia, nonche' dai relativi regolamenti di attuazione, anche per

cio' che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e le operazioni di trattamento eseguibili in

esecuzione di una richiesta di accesso. Le attivita' finalizzate all'applicazione di tale disciplina si

considerano di rilevante interesse pubblico.

Art. 60

(Dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale)

1. Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale, il

trattamento e' consentito se la situazione giuridicamente rilevante che si intende tutelare con la

richiesta di accesso ai documenti amministrativi e' di rango almeno pari ai diritti dell'interessato,

ovvero consiste in un diritto della personalita' o in un altro diritto o liberta' fondamentale e

inviolabile.

CAPO II

REGISTRI PUBBLICI E ALBI PROFESSIONALI

Art. 61

(Utilizzazione di dati pubblici)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per il trattamento dei dati personali provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o

documenti tenuti da soggetti pubblici, anche individuando i casi in cui deve essere indicata la fonte

di acquisizione dei dati e prevedendo garanzie appropriate per l'associazione di dati provenienti da

piu' archivi, tenendo presente quanto previsto dalla Raccomandazione n. R (91)10 del Consiglio

d'Europa in relazione all'articolo 11.

2. Agli effetti dell'applicazione del presente codice i dati personali diversi da quelli sensibili o

giudiziari, che devono essere inseriti in un albo professionale in conformita' alla legge o ad un

regolamento, possono essere comunicati a soggetti pubblici e privati o diffusi, ai sensi dell'articolo

19, commi 2 e 3, anche mediante reti di comunicazione elettronica. Puo' essere altresi' menzionata

l'esistenza di provvedimenti che dispongono la sospensione o che incidono sull'esercizio della

professione.

3. L'ordine o collegio professionale puo', a richiesta della persona iscritta nell'albo che vi ha

interesse, integrare i dati di cui al comma 2 con ulteriori dati pertinenti e non eccedenti in relazione

all'attivita' professionale.

4. A richiesta dell'interessato l'ordine o collegio professionale puo' altresi' fornire a terzi notizie o

informazioni relative, in particolare, a speciali qualificazioni professionali non menzionate nell'albo,

ovvero alla disponibilita' ad assumere incarichi o a ricevere materiale informativo a carattere

scientifico inerente anche a convegni o seminart.

CAPO III

STATO CIVILE, ANAGRAFI E LISTE ELETTORALI

Art. 62

(Dati sensibili e giudiziari)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' relative

alla tenuta degli atti e dei registri dello stato civile, delle anagrafi della popolazione residente in

Italia e dei cittadini italiani residenti all'estero, e delle liste elettorali, nonche' al rilascio di

documenti di riconoscimento o al cambiamento delle generalita'.

Art. 63

(Consultazione di atti)

1. Gli atti dello stato civile conservati negli Archivi di Stato sono consultabili nei limiti previsti

dall'articolo 107 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.

CAPO IV

FINALITA' DI RILEVANTE INTERESSE PUBBLICO

Art. 64

(Cittadinanza, immigrazione e condizione dello straniero)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' di

applicazione della disciplina in materia di cittadinanza, di immigrazione, di asilo, di condizione

dello straniero e del profugo e sullo stato di rifugiato.

2. Nell'ambito delle finalita' di cui al comma 1 e' ammesso, in particolare, il trattamento dei dati

sensibili e giudiziari indispensabili:

a) al rilascio e al rinnovo di visti, permessi, attestazioni, autorizzazioni e documenti anche sanitari;

b) al riconoscimento del diritto di asilo o dello stato di rifugiato, o all'applicazione della protezione

temporanea e di altri istituti o misure di carattere umanitario, ovvero all'attuazione di obblighi di

legge in materia di politiche migratorie;

c) in relazione agli obblighi dei datori di lavoro e dei lavoratori, ai ricongiungimenti,

all'applicazione delle norme vigenti in materia di istruzione e di alloggio, alla partecipazione alla

vita pubblica e all'integrazione sociale.

3. Il presente articolo non si applica ai trattamenti di dati sensibili e giudiziari effettuati in

esecuzione degli accordi e convenzioni di cui all'articolo 154, comma 2, lettere a) e b), o comunque

effettuati per finalita' di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o

repressione dei reati, in base ad espressa disposizione di legge che prevede specificamente il

trattamento.

Art. 65

(Diritti politici e pubblicita' dell'attivita' di organi)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' di

applicazione della disciplina in materia di:

a) elettorato attivo e passivo e di esercizio di altri diritti politici, nel rispetto della segretezza del

voto, nonche' di esercizio del mandato degli organi rappresentativi o di tenuta degli elenchi dei

giudici popolari;

b) documentazione dell'attivita' istituzionale di organi pubblici.

2. I trattamenti dei dati sensibili e giudiziari per le finalita' di cui al comma 1 sono consentiti per

eseguire specifici compiti previsti da leggi o da regolamenti fra i quali, in particolare, quelli

concernenti:

a) lo svolgimento di consultazioni elettorali e la verifica della relativa regolarita';

b) le richieste di referendum, le relative consultazioni e la verifica delle relative regolarita';

c) l'accertamento delle cause di ineleggibilita', incompatibilita' o di decadenza, o di rimozione o

sospensione da cariche pubbliche, ovvero di sospensione o di scioglimento degli organi;

d) l'esame di segnalazioni, petizioni, appelli e di proposte di legge di iniziativa popolare, l'attivita' di

commissioni di inchiesta, il rapporto con gruppi politici;

e) la designazione e la nomina di rappresentanti in commissioni, enti e uffici.

3. Ai fini del presente articolo, e' consentita la diffusione dei dati sensibili e giudiziari per le finalita'

di cui al comma 1, lettera a), in particolare con riguardo alle sottoscrizioni di liste, alla

presentazione delle candidature, agli incarichi in organizzazioni o associazioni politiche, alle

cariche istituzionali e agli organi eletti.

4. Ai fini del presente articolo, in particolare, e' consentito il trattamento di dati sensibili e giudiziari

indispensabili:

a) per la redazione di verbali e resoconti dell'attivita' di assemblee rappresentative, commissioni e di

altri organi collegiali o assembleari;

b) per l'esclusivo svolgimento di una funzione di controllo, di indirizzo politico o di sindacato

ispettivo e per l'accesso a documenti riconosciuto dalla legge e dai regolamenti degli organi

interessati per esclusive finalita' direttamente connesse all'espletamento di un mandato elettivo.

5. I dati sensibili e giudiziari trattati per le finalita' di cui al comma 1 possono essere comunicati e

diffusi nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti. Non e' comunque consentita la divulgazione

dei dati sensibili e giudiziari che non risultano indispensabili per assicurare il rispetto del principio

di pubblicita' dell'attivita' istituzionale, fermo restando il divieto di diffusione dei dati idonei a

rivelare lo stato di salute.

Art. 66

(Materia tributaria e doganale)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le attivita' dei

soggetti pubblici dirette all'applicazione, anche tramite i loro concessionari, delle disposizioni in

materia di tributi, in relazione ai contribuenti, ai sostituti e ai responsabili di imposta, nonche' in

materia di deduzioni e detrazioni e per l'applicazione delle disposizioni la cui esecuzione e' affidata

alle dogane.

2. Si considerano inoltre di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le attivita'

dirette, in materia di imposte, alla prevenzione e repressione delle violazioni degli obblighi e alla

adozione dei provvedimenti previsti da leggi, regolamenti o dalla normativa comunitaria, nonche' al

controllo e alla esecuzione forzata dell'esatto adempimento di tali obblighi, alla effettuazione dei

rimborsi, alla destinazione di quote d'imposta, e quelle dirette alla gestione ed alienazione di

immobili statali, all'inventano e alla qualificazione degli immobili e alla conservazione dei registri

immobiliart.

Art. 67

(Attivita' di controllo e ispettive)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' di:

a) verifica della legittimita', del buon andamento, dell'imparzialita' dell'attivita' amministrativa,

nonche' della rispondenza di detta attivita' a requisiti di razionalita', economicita', efficienza ed

efficacia per le quali sono, comunque, attribuite dalla legge a soggetti pubblici funzioni di controllo,

di riscontro ed ispettive nei confronti di altri soggetti;

b) accertamento, nei limiti delle finalita' istituzionali, con riferimento a dati sensibili e giudiziari

relativi ad esposti e petizioni, ovvero ad atti di controllo o di sindacato ispettivo di cui all'articolo

65, comma 4.

Art. 68

(Benefici economici ed abilitazioni)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' di

applicazione della disciplina in materia di concessione, liquidazione, modifica e revoca di benefici

economici, agevolazioni, elargizioni, altri emolumenti e abilitazioni.

2. Si intendono ricompresi fra i trattamenti regolati dal presente articolo anche quelli indispensabili

in relazione:

a) alle comunicazioni, certificazioni ed informazioni previste dalla normativa antimafia;

b) alle elargizioni di contributi previsti dalla normativa in materia di usura e di vittime di richieste

estorsive;

c) alla corresponsione delle pensioni di guerra o al riconoscimento di benefici in favore di

perseguitati politici e di internati in campo di sterminio e di loro congiunti;

d) al riconoscimento di benefici connessi all'invalidita' civile;

e) alla concessione di contributi in materia di formazione professionale;

f) alla concessione di contributi, finanziamenti, elargizioni ed altri benefici previsti dalla legge, dai

regolamenti o dalla normativa comunitaria, anche in favore di associazioni, fondazioni ed enti;

g) al riconoscimento di esoneri, agevolazioni o riduzioni tariffarie o economiche, franchigie, o al

rilascio di concessioni anche radiotelevisive, licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri titoli

abilitativi previsti dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria.

3. Il trattamento puo' comprendere la diffusione nei soli casi in cui cio' e' indispensabile per la

trasparenza delle attivita' indicate nel presente articolo, in conformita' alle leggi, e per finalita' di

vigilanza e di controllo conseguenti alle attivita' medesime, fermo restando il divieto di diffusione

dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

Art. 69

(Onorificenze, ricompense e riconoscimenti)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' di

applicazione della disciplina in materia di conferimento di onorificenze e ricompense, di

riconoscimento della personalita' giuridica di associazioni, fondazioni ed enti, anche di culto, di

accertamento dei requisiti di onorabilita' e di professionalita' per le nomine, per i profili di

competenza del soggetto pubblico, ad uffici anche di culto e a cariche direttive di persone

giuridiche, imprese e di istituzioni scolastiche non statali, nonche' di rilascio e revoca di

autorizzazioni o abilitazioni, di concessione di patrocini, patronati e premi di rappresentanza, di

adesione a comitati d'onore e di ammissione a cerimonie ed incontri istituzionali.

Art. 70

(Volontariato e obiezione di coscienza)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi dell'articolo 20 e 21, le finalita' di

applicazione della disciplina in materia di rapporti tra i soggetti pubblici e le organizzazioni di

volontariato, in particolare per quanto riguarda l'elargizione di contributi finalizzati al loro sostegno,

la tenuta di registri generali delle medesime organizzazioni e la cooperazione internazionale.

2. Si considerano, altresi', di rilevante interesse pubblico le finalita' di applicazione della legge 8

luglio 1998, n. 230, e delle altre disposizioni di legge in materia di obiezione di coscienza.

Art. 71

(Attivita' sanzionatorie e di tutela)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita':

a) di applicazione delle norme in materia di sanzioni amministrative e ricorsi;

b) volte a far valere il diritto di difesa in sede amministrativa o giudiziaria, anche da parte di un

terzo, anche ai sensi dell'articolo 391-quater del codice di procedura penale, o direttamente

connesse alla riparazione di un errore giudiziario o in caso di violazione del termine ragionevole del

processo o di un'ingiusta restrizione della liberta' personale.

2. Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale, il

trattamento e' consentito se il diritto da far valere o difendere, di cui alla lettera b) del comma 1, e'

di rango almeno pari a quello dell'interessato, ovvero consiste in un diritto della personalita' o in un

altro diritto o liberta' fondamentale e inviolabile.

Art. 72

(Rapporti con enti di culto)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' relative

allo svolgimento dei rapporti istituzionali con enti di culto, confessioni religiose e comunita'

religiose.

Art. 73

(Altre finalita' in ambito amministrativo e sociale)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, nell'ambito delle

attivita' che la legge demanda ad un soggetto pubblico, le finalita' socio-assistenziali, con particolare

riferimento a:

a) interventi di sostegno psico-sociale e di formazione in favore di giovani o di altri soggetti che

versano in condizioni di disagio sociale, economico o familiare;

b) interventi anche di rilievo sanitario in favore di soggetti bisognosi o non autosufficienti o

incapaci, ivi compresi i servizi di assistenza economica o domiciliare, di telesoccorso,

accompagnamento e trasporto;

c) assistenza nei confronti di minori, anche in relazione a vicende giudiziarie;

d) indagini psico-sociali relative a provvedimenti di adozione anche internazionale;

e) compiti di vigilanza per affidamenti temporanei;

f) iniziative di vigilanza e di sostegno in riferimento al soggiorno di nomadi;

g) interventi in tema di barriere architettoniche.

2. Si considerano, altresi', di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, nell'ambito

delle attivita' che la legge demanda ad un soggetto pubblico, le finalita':

a) di gestione di asili nido;

b) concernenti la gestione di mense scolastiche o la fornitura di sussidi, contributi e materiale

didattico;

c) ricreative o di promozione della cultura e dello sport, con particolare riferimento

all'organizzazione di soggiorni, mostre, conferenze e manifestazioni sportive o all'uso di beni

immobili o all'occupazione di suolo pubblico;

d) di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica;

e) relative alla leva militare;

f) di polizia amministrativa anche locale, salvo quanto previsto dall'articolo 53, con particolare

riferimento ai servizi di igiene, di polizia mortuaria e ai controlli in materia di ambiente, tutela delle

risorse idriche e difesa del suolo;

g) degli uffici per le relazioni con il pubblico;

h) in materia di protezione civile;

i) di supporto al collocamento e all'avviamento al lavoro, in particolare a cura di centri di iniziativa

locale per l'occupazione e di sportelli-lavoro;

l) dei difensori civici regionali e locali.

CAPO V

PARTICOLARI CONTRASSEGNI

Art. 74

(Contrassegni su veicoli e accessi a centri storici)

1. I contrassegni rilasciati a qualunque titolo per la circolazione e la sosta di veicoli a servizio di

persone invalide, ovvero per il transito e la sosta in zone a traffico limitato, e che devono essere

esposti su veicoli, contengono i soli dati indispensabili ad individuare l'autorizzazione rilasciata e

senza l'apposizione di simboli o diciture dai quali puo' desumersi la speciale natura

dell'autorizzazione per effetto della sola visione del contrassegno.

2. Le generalita' e l'indirizzo della persona fisica interessata sono riportati sui contrassegni con

modalita' che non consentono, parimenti, la loro diretta visibilita' se non in caso di richiesta di

esibizione o necessita' di accertamento.

3. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche in caso di fissazione a qualunque titolo di un

obbligo di esposizione sui veicoli di copia del libretto di circolazione o di altro documento.

4. Per il trattamento dei dati raccolti mediante impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli ai

centri storici ed alle zone a traffico limitato continuano, altresi', ad applicarsi le disposizioni del

decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 1999, n. 250.

Art. 105

(Modalita' di trattamento)

1. I dati personali trattati per scopi statistici o scientifici non possono essere utilizzati per prendere

decisioni o provvedimenti relativamente all'interessato, ne' per trattamenti di dati per scopi di altra

natura.

2. Gli scopi statistici o scientifici devono essere chiaramente determinati e resi noti all'interessato,

nei modi di cui all'articolo 13 anche in relazione a quanto previsto dall'articolo 106, comma 2,

lettera b), del presente codice e dall'articolo 6-bis del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e

successive modificazioni.

3. Quando specifiche circostanze individuate dai codici di cui all'articolo 106 sono tali da consentire

ad un soggetto di rispondere in nome e per conto di un altro, in quanto familiare o convivente,

l'informativa all'interessato puo' essere data anche per il tramite del soggetto rispondente.

4. Per il trattamento effettuato per scopi statistici o scientifici rispetto a dati raccolti per altri scopi,

l'informativa all'interessato non e' dovuta quando richiede uno sforzo sproporzionato rispetto al

diritto tutelato, se sono adottate le idonee forme di pubblicita' individuate dai codici di cui

all'articolo 106.

Art. 106

(Codici di deontologia e di buona condotta)

1. Il Garante promuove ai sensi dell'articolo 12 la sottoscrizione di uno o piu' codici di deontologia

e di buona condotta per i soggetti pubblici e privati, ivi comprese le societa' scientifiche e le

associazioni professionali, interessati al trattamento dei dati per scopi statistici o scientifici.

2. Con i codici di cui al comma 1 sono individuati, tenendo conto, per i soggetti gia' compresi

nell'ambito del Sistema statistico nazionale, di quanto gia' previsto dal decreto legislativo 6

settembre 1989, n. 322, e successive modificazioni, e, per altri soggetti, sulla base di analoghe

garanzie, in particolare:

a) i presupposti e i procedimenti per documentare e verificare che i trattamenti, fuori dai casi

previsti dal medesimo decreto legislativo n. 322 del 1989, siano effettuati per idonei ed effettivi

scopi statistici o scientifici;

b) per quanto non previsto dal presente codice, gli ulteriori presupposti del trattamento e le connesse

garanzie, anche in riferimento alla durata della conservazione dei dati, alle informazioni da rendere

agli interessati relativamente ai dati raccolti anche presso terzi, alla comunicazione e diffusione, ai

criteri selettivi da osservare per il trattamento di dati identificativi, alle specifiche misure di

sicurezza e alle modalita' per la modifica dei dati a seguito dell'esercizio dei diritti dell'interessato,

tenendo conto dei principi contenuti nelle pertinenti raccomandazioni del Consiglio d'Europa;

c) l'insieme dei mezzi che possono essere ragionevolmente utilizzati dal titolare del trattamento o da

altri per identificare l'interessato, anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso

tecnico;

d) le garanzie da osservare ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 24, comma

1, lettera i), e 43, comma 1, lettera g), che permettono di prescindere dal consenso dell'interessato,

tenendo conto dei principi contenuti nelle predette raccomandazioni;

e) modalita' semplificate per la prestazione del consenso degli interessati relativamente al

trattamento dei dati sensibili; f) le regole di correttezza da osservare nella raccolta dei dati e le

istruzioni da impartire al personale incaricato;

g) le misure da adottare per favorire il rispetto dei principi di pertinenza e non eccedenza dei dati e

delle misure di sicurezza di cui all'articolo 31, anche in riferimento alle cautele volte ad impedire

l'accesso da parte di persone fisiche che non sono incaricati e l'identificazione non autorizzata degli

interessati, all'interconnessione dei sistemi informativi anche nell'ambito del Sistema statistico

nazionale e all'interscambio di dati per scopi statistici o scientifici da effettuarsi con enti ed uffici

situati all'estero anche sulla base delle garanzie previste dall'articolo 44, comma 1, lettera a);

h) l'impegno al rispetto di regole di condotta degli incaricati che non sono tenuti in base alla legge

al segreto d'ufficio o professionale, tali da assicurare analoghi livelli di sicurezza e di riservatezza.

Art. 107

(Trattamento di dati sensibili)

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 20 e fuori dei casi di particolari indagini statistiche o

di ricerca scientifica previste dalla legge, il consenso dell'interessato al trattamento di dati sensibili,

quando e' richiesto, puo' essere prestato con modalita' semplificate, individuate dal codice di cui

all'articolo 106 e l'autorizzazione del Garante puo' essere rilasciata anche ai sensi dell'articolo 40.

Art. 108

(Sistema statistico nazionale)

1. Il trattamento di dati personali da parte di soggetti che fanno parte del Sistema statistico

nazionale, oltre a quanto previsto dal codice di deontologia e di buona condotta sottoscritto ai sensi

dell'articolo 106, comma 2, resta inoltre disciplinato dal decreto legislativo 6 settembre 1989, n.

322, e successive modificazioni, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati sensibili

indicati nel programma statistico nazionale, l'informativa all'interessato, l'esercizio dei relativi diritti

e i dati non tutelati dal segreto statistico ai sensi dell'articolo 9, comma 4, del medesimo decreto.

Art. 109

(Dati statistici relativi all'evento della nascita)

1. Per la rilevazione dei dati statistici relativi agli eventi di nascita, compresi quelli relativi ai nati

affetti da malformazioni e ai nati morti, nonche' per i flussi di dati anche da parte di direttori

sanitari, si osservano, oltre alle disposizioni di cui al decreto del Ministro della sanita' 16 luglio

2001, n. 349, le modalita' tecniche determinate dall'istituto nazionale della statistica, sentito il

Ministro della salute, dell'interno e il Garante.

Art. 110

(Ricerca medica, biomedica ed epidemiologica)

1. Il consenso dell'interessato per il trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute,

finalizzato a scopi di ricerca scientifica in campo medico, biomedico o epidemiologico, non e'

necessario quando la ricerca e' prevista da un'espressa disposizione di legge che prevede

specificamente il trattamento, ovvero rientra in un programma di ricerca biomedica o sanitaria

previsto ai sensi dell'articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive

modificazioni, e per il quale sono decorsi quarantacinque giorni dalla comunicazione al Garante ai

sensi dell'articolo 39. Il consenso non e' inoltre necessario quando a causa di particolari ragioni non

e' possibile informare gli interessati e il programma di ricerca e' oggetto di motivato parere

favorevole del competente comitato etico a livello territoriale ed e' autorizzato dal Garante anche ai

sensi dell'articolo 40.

2. In caso di esercizio dei diritti dell'interessato ai sensi dell'articolo 7 nei riguardi dei trattamenti di

cui al comma 1, l'aggiornamento, la rettificazione e l'integrazione dei dati sono annotati senza

modificare questi ultimi, quando il risultato di tali operazioni non produce effetti significativi sul

risultato della ricerca.

TITOLO VIII

LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 111

(Codice di deontologia e di buona condotta)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per i soggetti pubblici e privati interessati al trattamento dei dati personali effettuato

per finalita' previdenziali o per la gestione del rapporto di lavoro, prevedendo anche specifiche

modalita' per l'informativa all'interessato e per l'eventuale prestazione del consenso relativamente

alla pubblicazione degli annunci per finalita' di occupazione di cui all'articolo 113, comma 3 e alla

ricezione di curricula contenenti dati personali anche sensibili.

Art. 112

(Finalita' di rilevante interesse pubblico)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' di

instaurazione e gestione da parte di soggetti pubblici di rapporti di lavoro di qualunque tipo,

dipendente o autonomo, anche non retribuito o onorario o a tempo parziale o temporaneo, e di altre

forme di impiego che non comportano la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato.

2. Tra i trattamenti effettuati per le finalita' di cui al comma 1, si intendono ricompresi, in

particolare, quelli effettuati al fine di:

a) applicare la normativa in materia di collocamento obbligatorio e assumere personale anche

appartenente a categorie protette;

b) garantire le pari opportunita';

c) accertare il possesso di particolari requisiti previsti per l'accesso a specifici impieghi, anche in

materia di tutela delle minoranze linguistiche, ovvero la sussistenza dei presupposti per la

sospensione o la cessazione dall'impiego o dal servizio, il trasferimento di sede per incompatibilita'

e il conferimento di speciali abilitazioni;

d) adempiere ad obblighi connessi alla definizione dello stato giuridico ed economico, ivi compreso

il riconoscimento della causa di servizio o dell'equo indennizzo, nonche' ad obblighi retributivi,

fiscali o contabili, relativamente al personale in servizio o in quiescenza, ivi compresa la

corresponsione di premi e benefici assistenziali;

e) adempiere a specifici obblighi o svolgere compiti previsti dalla normativa in materia di igiene e

sicurezza del lavoro o di sicurezza o salute della popolazione, nonche' in materia sindacale;

f) applicare, anche da parte di enti previdenziali ed assistenziali, la normativa in materia di

previdenza ed assistenza ivi compresa quella integrativa, anche in applicazione del decreto

legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n. 804, riguardo alla comunicazione di

dati, anche mediante reti di comunicazione elettronica, agli istituti di patronato e di assistenza

sociale, alle associazioni di categoria e agli ordini professionali che abbiano ottenuto il consenso

dell'interessato ai sensi dell'articolo 23 in relazione a tipi di dati individuati specificamente;

g) svolgere attivita' dirette all'accertamento della responsabilita' civile, disciplinare e contabile ed

esaminare i ricorsi amministrativi in conformita' alle norme che regolano le rispettive materie;

h) comparire in giudizio a mezzo di propri rappresentanti o partecipare alle procedure di arbitrato o

di conciliazione nei casi previsti dalla legge o dai contratti collettivi di lavoro;

i) salvaguardare la vita o l'incolumita' fisica dell'interessato o di terzi;

l) gestire l'anagrafe dei pubblici dipendenti e applicare la normativa in materia di assunzione di

incarichi da parte di dipendenti pubblici, collaboratori e consulenti;

m) applicare la normativa in materia di incompatibilita' e rapporti di lavoro a tempo parziale;

n) svolgere l'attivita' di indagine e ispezione presso soggetti pubblici;

o) valutare la qualita' dei servizi resi e dei risultati conseguiti.

3. La diffusione dei dati di cui alle lettere m), n) ed o) del comma 2 e' consentita in forma anonima

e, comunque, tale da non consentire l'individuazione dell'interessato.

CAPO II

ANNUNCI DI LAVORO E DATI RIGUARDANTI PRESTATORI DI LAVORO

Art. 113

(Raccolta di dati e pertinenza)

1. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 8 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

CAPO III

DIVIETO DI CONTROLLO A DISTANZA E TELELAVORO

Art. 114

(Controllo a distanza)

1. Resta fermo quanto disposto dall'articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Art. 115

(Telelavoro e lavoro a domicilio)

1. Nell'ambito del rapporto di lavoro domestico e del telelavoro il datore di lavoro e' tenuto a

garantire al lavoratore il rispetto della sua personalita' e della sua liberta' morale.

2. Il lavoratore domestico e' tenuto a mantenere la necessaria riservatezza per tutto quanto si

riferisce alla vita familiare.

CAPO IV

ISTITUTI DI PATRONATO E DI ASSISTENZA SOCIALE

Art. 116

(Conoscibilita' di dati su mandato dell'interessato)

1. Per lo svolgimento delle proprie attivita' gli istituti di patronato e di assistenza sociale,

nell'ambito del mandato conferito dall'interessato, possono accedere alle banche di dati degli enti

eroganti le prestazioni, in relazione a tipi di dati individuati specificamente con il consenso

manifestato ai sensi dell'articolo 23.

2. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali stabilisce con proprio decreto le linee-guida di

apposite convenzioni da stipulare tra gli istituti di patronato e di assistenza sociale e gli enti eroganti

le prestazioni.

TITOLO IX

SISTEMA BANCARIO, FINANZIARIO ED ASSICURATIVO

CAPO I

SISTEMI INFORMATIVI

Art. 117

(Affidabilita' e puntualita' nei pagamenti)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato nell'ambito di sistemi informativi di

cui sono titolari soggetti privati, utilizzati a fini di concessione di crediti al consumo o comunque

riguardanti l'affidabilita' e la puntualita' nei pagamenti da parte degli interessati, individuando anche

specifiche modalita' per garantire la comunicazione di dati personali esatti e aggiornati nel rispetto

dei diritti dell'interessato.

Art. 118

(Informazioni commerciali)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale,

prevedendo anche, in correlazione con quanto previsto dall' articolo 13, comma 5, modalita'

semplificate per l'informativa all'interessato e idonei meccanismi per garantire la qualita' e

l'esattezza dei dati raccolti e comunicati.

Art. 119

(Dati relativi al comportamento debitorio)

1. Con il codice di deontologia e di buona condotta di cui all'articolo 118 sono altresi' individuati

termini armonizzati di conservazione dei dati personali contenuti, in particolare, in banche di dati,

registri ed elenchi tenuti da soggetti pubblici e privati, riferiti al comportamento debitorio

dell'interessato nei casi diversi da quelli disciplinati nel codice di cui all'articolo 117, tenendo conto

della specificita' dei trattamenti nei diversi ambiti.

Art. 120

(Sinistri)

1. L'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP) definisce

con proprio provvedimento le procedure e le modalita' di funzionamento della banca di dati dei

sinistri istituita per la prevenzione e il contrasto di comportamenti fraudolenti nel settore delle

assicurazioni obbligatorie per i veicoli a motore immatricolati in Italia, stabilisce le modalita' di

accesso alle informazioni raccolte dalla banca dati per gli organi giudiziari e per le pubbliche

amministrazioni competenti in materia di prevenzione e contrasto di comportamenti fraudolenti nel

settore delle assicurazioni obbligatorie, nonche' le modalita' e i limiti per l'accesso alle informazioni

da parte delle imprese di assicurazione.

2. Il trattamento e la comunicazione ai soggetti di cui al comma 1 dei dati personali sono consentiti

per lo svolgimento delle funzioni indicate nel medesimo comma.

3. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni dell'articolo 2, comma

5-quater, del decreto-legge 28 marzo 2000, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 26

maggio 2000, n. 137, e successive modificazioni.

TITOLO X

COMUNICAZIONI ELETTRONICHE

CAPO I

SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

Art. 121

(Servizi interessati)

1. Le disposizioni del presente titolo si applicano al trattamento dei dati personali connesso alla

fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico su reti pubbliche di

comunicazioni.

Art. 122

(Informazioni raccolte nei riguardi dell'abbonato o dell'utente)

1. Salvo quanto previsto dal comma 2, e' vietato l'uso di una rete di comunicazione elettronica per

accedere a informazioni archiviate nell'apparecchio terminale di un abbonato o di un utente, per

archiviare informazioni o per monitorare le operazioni dell'utente.

2. Il codice di deontologia di cui all'articolo 133 individua i presupposti e i limiti entro i quali l'uso

della rete nei modi di cui al comma 1, per determinati scopi legittimi relativi alla memorizzazione

tecnica per il tempo strettamente necessario alla trasmissione della comunicazione o a fornire uno

specifico servizio richiesto dall'abbonato a dall'utente, e' consentito al fornitore del servizio di

comunicazione elettronica nei riguardi dell'abbonato e dell'utente che abbiano espresso il consenso

sulla base di una previa informativa ai sensi dell'articolo 13 che indichi analiticamente, in modo

chiaro e preciso, le finalita' e la durata del trattamento.

Art. 123

(Dati relativi al traffico)

1. I dati relativi al traffico riguardanti abbonati ed utenti trattati dal fornitore di una rete pubblica di

comunicazioni o di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico sono cancellati

o resi anonimi quando non sono piu' necessari ai fini della trasmissione della comunicazione

elettronica, fatte salve le disposizioni dei commi 2, 3 e 5.

2. Il trattamento dei dati relativi al traffico strettamente necessari a fini di fatturazione per

l'abbonato, ovvero di pagamenti in caso di interconnessione, e' consentito al fornitore, a fini di

documentazione in caso di contestazione della fattura o per la pretesa del pagamento, per un periodo

non superiore a sei mesi, salva l'ulteriore specifica conservazione necessaria per effetto di una

contestazione anche in sede giudiziale.

3. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico puo' trattare i dati

di cui al comma 2 nella misura e per la durata necessarie a fini di commercializzazione di servizi di

comunicazione elettronica o per la fornitura di servizi a valore aggiunto, solo se l'abbonato o

l'utente cui i dati si riferiscono hanno manifestato il proprio consenso, che e' revocabile in ogni

momento.

4. Nel fornire l'informativa di cui all'articolo 13 il fornitore del servizio informa l'abbonato o l'utente

sulla natura dei dati relativi al traffico che sono sottoposti a trattamento e sulla durata del medesimo

trattamento ai fini di cui ai commi 2 e 3.

5. Il trattamento dei dati personali relativi al traffico e' consentito unicamente ad incaricati del

trattamento che operano ai sensi dell'articolo 30 sotto la diretta autorita' del fornitore del servizio di

comunicazione elettronica accessibile al pubblico o, a seconda dei casi, del fornitore della rete

pubblica di comunicazioni e che si occupano della fatturazione o della gestione del traffico, di

analisi per canto di clienti, dell'accertamento di frodi, o della commercializzazione dei servizi di

comunicazione elettronica o della prestazione dei servizi a valore aggiunto. Il trattamento e' limitato

a quanto e' strettamente necessario per lo svolgimento di tali attivita' e deve assicurare

l'identificazione dell'incaricato che accede ai dati anche mediante un'operazione di interrogazione

automatizzata.

6. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni puo' ottenere i dati relativi alla fatturazione o al

traffico necessari ai fini della risoluzione di controversie attinenti, in particolare,

all'interconnessione o alla fatturazione.

Art. 124

(Fatturazione dettagliata)

1. L'abbonato ha diritto di ricevere in dettaglio, a richiesta e senza alcun aggravio di spesa, la

dimostrazione degli elementi che compongono la fattura relativi, in particolare, alla data e all'ora di

inizio della conversazione, al numero selezionato, al tipo di numerazione, alla localita', alla durata e

al numero di scatti addebitati per ciascuna conversazione.

2. Il fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico e' tenuto ad abilitare

l'utente ad effettuare comunicazioni e a richiedere servizi da qualsiasi terminale, gratuitamente ed in

modo agevole, avvalendosi per il pagamento di modalita' alternative alla fatturazione, anche

impersonali, quali carte di credito o di debito o carte prepagate.

3. Nella documentazione inviata all'abbonato relativa alle comunicazioni effettuate non sono

evidenziati i servizi e le comunicazioni di cui al comma 2, ne' le comunicazioni necessarie per

attivare le modalita' alternative alla fatturazione.

4. Nella fatturazione all'abbonato non sono evidenziate le ultime tre cifre dei numeri chiamati. Ad

esclusivi fini di specifica contestazione dell'esattezza di addebiti determinati o riferiti a periodi

limitati, l'abbonato puo' richiedere la comunicazione dei numeri completi delle comunicazioni in

questione.

5. Il Garante, accertata l'effettiva disponibilita' delle modalita' di cui al comma 2, puo' autorizzare il

fornitore ad indicare nella fatturazione i numeri completi delle comunicazioni.

Art. 125

(Identificazione della linea)

1. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante, il fornitore del

servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico assicura all'utente chiamante la

possibilita' di impedire, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione

dell'identificazione della linea chiamante, chiamata per chiamata. L'abbonato chiamante deve avere

tale possibilita' linea per linea.

2. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante, il fornitore del

servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico assicura all'abbonato chiamato la

possibilita' di impedire, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione

dell'identificazione delle chiamate entranti.

3. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante e tale indicazione

avviene prima che la comunicazione sia stabilita, il fornitore del servizio di comunicazione

elettronica accessibile al pubblico assicura all'abbonato chiamato la possibilita', mediante una

funzione semplice e gratuita, di respingere le chiamate entranti se la presentazione

dell'identificazione della linea chiamante e' stata eliminata dall'utente o abbonato chiamante.

4. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea collegata, il fornitore del servizio

di comunicazione elettronica accessibile al pubblico assicura all'abbonato chiamato la possibilita' di

impedire, gratuitamente e mediante una funzione semplice, la presentazione dell'identificazione

della linea collegata all'utente chiamante.

5. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche alle chiamate dirette verso Paesi non

appartenenti all'unione europea. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 si applicano anche alle

chiamate provenienti da tali Paesi.

6. Se e' disponibile la presentazione dell'identificazione della linea chiamante o di quella collegata,

il fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico informa gli abbonati e

gli utenti dell'esistenza di tale servizio e delle possibilita' previste ai commi 1, 2, 3 e 4.

Art. 126

(Dati relativi all'ubicazione)

1. I dati relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, riferiti agli utenti o agli abbonati di

reti pubbliche di comunicazione o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico,

possono essere trattati solo se anonimi o se l'utente o l'abbonato ha manifestato previamente il

proprio consenso, revocabile in ogni momento, e nella misura e per la durata necessari per la

fornitura del servizio a valore aggiunto richiesto.

2. Il fornitore del servizio, prima di richiedere il consenso, informa gli utenti e gli abbonati sulla

natura dei dati relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico che saranno sottoposti al

trattamento, sugli scopi e sulla durata di quest'ultimo, nonche' sull'eventualita' che i dati siano

trasmessi ad un terzo per la prestazione del servizio a valore aggiunto.

3. L'utente e l'abbonato che manifestano il proprio consenso al trattamento dei dati relativi

all'ubicazione, diversi dai dati relativi al traffico, conservano il diritto di richiedere, gratuitamente e

mediante una funzione semplice, l'interruzione temporanea del trattamento di tali dati per ciascun

collegamento alla rete o per ciascuna trasmissione di comunicazioni.

4. Il trattamento dei dati relativi all'ubicazione diversi dai dati relativi al traffico, ai sensi dei commi

1 , 2 e 3, e' consentito unicamente ad incaricati del trattamento che operano ai sensi dell'articolo 30,

sono la diretta autorita' del fornitore del servizio di comunicazione elettronica accessibile al

pubblico o, a seconda dei casi, del fornitore della rete pubblica di comunicazioni o del terzo che

fornisce il servizio a valore aggiunto. Il trattamento e' limitato a quanto e' strettamente necessario

per la fornitura del servizio a valore aggiunto e deve assicurare l'identificazione dell'incaricato che

accede ai dati anche mediante un'operazione di interrogazione automatizzata.

Art. 127

(Chiamate di disturbo e di emergenza)

1. L'abbonato che riceve chiamate di disturbo puo' richiedere che il fornitore della rete pubblica di

comunicazioni o del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico renda

temporaneamente inefficace la soppressione della presentazione dell'identificazione della linea

chiamante e conservi i dati relativi alla provenienza della chiamata ricevuta. L'inefficacia della

soppressione puo' essere disposta per i soli orari durante i quali si verificano le chiamate di disturbo

e per un periodo non superiore a quindici giorni.

2. La richiesta formulata per iscritto dall'abbonato specifica le modalita' di ricezione delle chiamate

di disturbo e nel caso in cui sia preceduta da una richiesta telefonica e' inoltrata entro quarantotto

ore.

3. I dati conservati ai sensi del comma 1 possono essere comunicati all'abbonato che dichiari di

utilizzarli per esclusive finalita' di tutela rispetto a chiamate di disturbo. Per i servizi di cui al

comma 1 il fornitore assicura procedure trasparenti nei confronti degli abbonati e puo' richiedere un

contributo spese non superiore ai costi effettivamente sopportati.

4. Il fornitore di una rete pubblica di comunicazioni o di un servizio di comunicazione elettronica

accessibile al pubblico predispone procedure trasparenti per garantire, linea per linea, l'inefficacia

della soppressione dell'identificazione della linea chiamante, nonche', ove necessario, il trattamento

dei dati relativi all'ubicazione, nonostante il rifiuto o il mancato consenso temporanei dell'abbonato

o dell'utente, da parte dei servizi abilitati in base alla legge a ricevere chiamate d'emergenza. I

servizi sono individuati con decreto del Ministro delle comunicazioni, sentiti il Garante e l'Autorita'

per le garanzie nelle comunicazioni.

Art. 128

(Trasferimento automatico della chiamata)

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta le misure

necessarie per consentire a ciascun abbonato, gratuitamente e mediante una funzione semplice, di

poter bloccare il trasferimento automatico delle chiamate verso il proprio terminale effettuato da

terzi.

Art. 129

(Elenchi di abbonati)

1. Il Garante individua con proprio provvedimento, in cooperazione con l'Autorita' per le garanzie

nelle comunicazioni ai sensi dell'articolo 154, comma 3, e in conformita' alla normativa

comunitaria, le modalita' di inserimento e di successivo utilizzo dei dati personali relativi agli

abbonati negli elenchi cartacei o elettronici a disposizione del pubblico, anche in riferimento ai dati

gia' raccolti prima della data di entrata in vigore del presente codice.

2. Il provvedimento di cui al comma 1 individua idonee modalita' per la manifestazione del

consenso all'inclusione negli elenchi e, rispettivamente, all'utilizzo dei dati per le finalita' di cui

all'articolo 7, comma 4, lettera b), in base al principio della massima semplificazione delle modalita'

di inclusione negli elenchi a fini di mera ricerca dell'abbonato per comunicazioni interpersonali, e

del consenso specifico ed espresso qualora il trattamento esuli da tali fini, nonche' in tema di

verifica, rettifica o cancellazione dei dati senza oneri.

Art. 130

(Comunicazioni indesiderate)

1. L'uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l'intervento di un operatore per l'invio di

materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di

comunicazione commerciale e' consentito con il consenso dell'interessato.

2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle comunicazioni elettroniche, effettuate per

le finalita' ivi indicate, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia

Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo.

3. Fuori dei casi di cui ai commi 1 e 2, ulteriori comunicazioni per le finalita' di cui ai medesimi

commi effettuate con mezzi diversi da quelli ivi indicati, sono consentite ai sensi degli articoli 23 e

24.

4. Fatto salvo quanto previsto nel comma 1 , se il titolare del trattamento utilizza, a fini di vendita

diretta di propri prodotti o servizi, le coordinate di posta elettronica fornite dall'interessato nel

contesto della vendita di un prodotto o di un servizio, puo' non richiedere il consenso

dell'interessato, sempre che si tratti di servizi analoghi a quelli oggetto della vendita e l'interessato,

adeguatamente informato, non rifiuti tale uso, inizialmente o in occasione di successive

comunicazioni. L'interessato, al momento della raccolta e in occasione dell'invio di ogni

comunicazione effettuata per le finalita' di cui al presente comma, e' informato della possibilita' di

opporsi in ogni momento al trattamento, in maniera agevole e gratuitamente.

5. E' vietato in ogni caso l'invio di comunicazioni per le finalita' di cui al comma 1 o, comunque, a

scopo promozionale, effettuato camuffando o celando l'identita' del mittente o senza fornire un

idoneo recapito presso il quale l'interessato possa esercitare i diritti di cui all'articolo 7.

6. In caso di reiterata violazione delle disposizioni di cui al presente articolo il Garante puo',

provvedendo ai sensi dell'articolo 143, comma 1, lettera b), altresi' prescrivere a fornitori di servizi

di comunicazione elettronica di adottare procedure di filtraggio o altre misure praticabili

relativamente alle coordinate di posta elettronica da cui sono stati inviate le comunicazioni.

Art. 131

(Informazioni ad abbonati e utenti)

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico informa l'abbonato

e, ove possibile, l'utente circa la sussistenza di situazioni che permettono di apprendere in modo non

intenzionale il contenuto di comunicazioni o conversazioni da parte di soggetti ad esse estranei.

2. L'abbonato informa l'utente quando il contenuto delle comunicazioni o conversazioni puo' essere

appreso da altri a causa del tipo di apparecchiature terminali utilizzate o del collegamento realizzato

tra le stesse presso la sede dell'abbonato medesimo.

3. L'utente informa l'altro utente quando, nel corso della conversazione, sono utilizzati dispositivi

che consentono l'ascolto della conversazione stessa da parte di altri soggetti.

Art. 132

(Conservazione di dati di traffico per altre finalita)

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 123, comma 2, i dati relativi al traffico telefonico

sono conservati dal fornitore per trenta mesi, per finalita' di accertamento e repressione di reati,

secondo le modalita' individuate con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri

dell'interno e delle comunicazioni, e su conforme parere del Garante.

CAPO II

INTERNET E RETI TELEMATICHE

Art. 133

(Codice di deontologia e di buona condotta)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato da fornitori di servizi di

comunicazione e informazione offerti mediante reti di comunicazione elettronica, con particolare

riguardo ai criteri per assicurare ed uniformare una piu' adeguata informazione e consapevolezza

degli utenti delle reti di comunicazione elettronica gestite da soggetti pubblici e privati rispetto ai

tipi di dati personali trattati e alle modalita' del loro trattamento, in particolare attraverso

informative fornite in linea in modo agevole e interattivo, per favorire una piu' ampia trasparenza e

correttezza nei confronti dei medesimi utenti e il pieno rispetto dei principi di cui all'articolo 11,

anche ai fini dell'eventuale rilascio di certificazioni attestanti la qualita' delle modalita' prescelte e il

livello di sicurezza assicurato.

CAPO III

VIDEOSORVEGLIANZA

Art. 134

(Codice di deontologia e di buona condotta)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato con strumenti elettronici di

rilevamento di immagini, prevedendo specifiche modalita' di trattamento e forme semplificate di

informativa all'interessato per garantire la liceita' e la correttezza anche in riferimento a quanto

previsto dall'articolo 11.

TITOLO XI

LIBERE PROFESSIONI E INVESTIGAZIONE PRIVATA

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 135

(Codice di deontologia e di buona condotta)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato per lo svolgimento delle

investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o per far valere o difendere un

diritto in sede giudiziaria, in particolare da liberi professionisti o da soggetti che esercitano

un'attivita' di investigazione privata autorizzata in conformita' alla legge.

TITOLO XII

GIORNALISMO ED ESPRESSIONE LETTERARIA ED ARTISTICA

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 136

(Finalita' giornalistiche e altre manifestazioni del pensiero)

1. Le disposizioni del presente titolo si applicano al trattamento:

a) effettuato nell'esercizio della professione di giornalista e per l'esclusivo perseguimento delle

relative finalita';

b) effettuato dai soggetti iscritti nell'elenco dei pubblicisti o nel registro dei praticanti di cui agli

articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69;

c) temporaneo finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli,

saggi e altre manifestazioni del pensiero anche nell'espressione artistica.

Art. 137

(Disposizioni applicabili)

1. Ai trattamenti indicati nell'articolo 136 non si applicano le disposizioni del presente codice

relative:

a) all'autorizzazione del Garante prevista dall'articolo 26;

b) alle garanzie previste dall'articolo 27 per i dati giudiziari;

c) al trasferimento dei dati all'estero, contenute nel Titolo VII della Parte I.

2. Il trattamento dei dati di cui al comma 1 e' effettuato anche senza il consenso dell'interessato

previsto dagli articoli 23 e 26.

3. In caso di diffusione o di comunicazione dei dati per le finalita' di cui all'articolo 136 restano

fermi i limiti del diritto di cronaca a tutela dei diritti di cui all'articolo 2 e, in particolare, quello

dell'essenzialita' dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico. Possono essere trattati i dati

personali relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o attraverso loro

comportamenti in pubblico.

Art. 138

(Segreto professionale)

1. In caso di richiesta dell'interessato di conoscere l'origine dei dati personali ai sensi dell'articolo 7,

comma 2, lettera a) restano ferme le norme sul segreto professionale degli esercenti la professione

di giornalista, limitatamente alla fonte della notizia.

CAPO II

CODICE DI DEONTOLOGIA

Art. 139

(Codice di deontologia relativo ad attivita' giornalistiche)

1. Il Garante promuove ai sensi dell'articolo 12 l'adozione da parte del Consiglio nazionale

dell'ordine dei giornalisti di un codice di deontologia relativo al trattamento dei dati di cui

all'articolo 136, che prevede misure ed accorgimenti a garanzia degli interessati rapportate alla

natura dei dati, in particolare per quanto riguarda quelli idonei a rivelare lo stato di salute e la vita

sessuale. Il codice puo' anche prevedere forme semplificate per le informative di cui all'articolo 13.

2. Nella fase di formazione del codice, ovvero successivamente, il Garante, in cooperazione con il

Consiglio, prescrive eventuali misure e accorgimenti a garanzia degli interessati, che il Consiglio e'

tenuto a recepire.

3. Il codice o le modificazioni od integrazioni al codice di deontologia che non sono adottati dal

Consiglio entro sei mesi dalla proposta del Garante sono adottati in via sostitutiva dal Garante e

sono efficaci sino a quando diviene efficace una diversa disciplina secondo la procedura di

cooperazione.

4. Il codice e le disposizioni di modificazione ed integrazione divengono efficaci quindici giorni

dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale ai sensi dell'articolo 12.

5. In caso di violazione delle prescrizioni contenute nel codice di deontologia, il Garante puo'

vietare il trattamento ai sensi dell'articolo 143, comma 1 , lettera c).

TITOLO XIII

MARKETING DIRETTO

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 140

(Codice di deontologia e di buona condotta)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell'articolo 12, la sottoscrizione di un codice di deontologia e di

buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di invio di materiale

pubblicitario o di vendita diretta, ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di

comunicazione commerciale, prevedendo anche, per i casi in cui il trattamento non presuppone il

consenso dell'interessato, forme semplificate per manifestare e rendere meglio conoscibile

l'eventuale dichiarazione di non voler ricevere determinate comunicazioni.

PARTE III

TUTELA DELL'INTERESSATO E SANZIONI

TITOLO I

TUTELA AMMINISTRATIVA E GIURISDIZIONALE

CAPO I

TUTELA DINANZI AL GARANTE

SEZIONE I

PRINCIPI GENERALI

Art. 141

(Forme di tutela)

1. L'interessato puo' rivolgersi al Garante:

a) mediante reclamo circostanziato nei modi previsti dall'articolo 142, per rappresentare una

violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento di dati personali;

b) mediante segnalazione, se non e' possibile presentare un reclamo circostanziato ai sensi della

lettera a), al fine di sollecitare un controllo da parte del Garante sulla disciplina medesima;

c) mediante ricorso, se intende far valere gli specifici diritti di cui all'articolo 7 secondo le modalita'

e per conseguire gli effetti previsti nella sezione III del presente capo.

SEZIONE II

TUTELA AMMINISTRATIVA

Art. 142

(Proposizione dei reclami)

1. Il reclamo contiene un'indicazione per quanto possibile dettagliata dei fatti e delle circostanze su

cui si fonda, delle disposizioni che si presumono violate e delle misure richieste, nonche' gli estremi

identificativi del titolare, del responsabile, ove conosciuto, e dell'istante.

2. Il reclamo e' sottoscritto dagli interessati, o da associazioni che li rappresentano anche ai sensi

dell'articolo 9, comma 2, ed e' presentato al Garante senza particolari formalita'. Il reclamo reca in

allegato la documentazione utile al fini della sua valutazione e l'eventuale procura, e indica un

recapito per l'invio di comunicazioni anche tramite posta elettronica, telefax o telefono.

3. Il Garante puo' predisporre un modello per il reclamo da pubblicare nel Bollettino e di cui

favorisce la disponibilita' con strumenti elettronici.

Art. 143

(Procedimento per i reclami)

1. Esaurita l'istruttoria preliminare, se il reclamo non e' manifestamente infondato e sussistono i

presupposti per adottare un provvedimento, il Garante, anche prima della definizione del

procedimento:

a) prima di prescrivere le misure di cui alla lettera b), ovvero il divieto o il blocco ai sensi della

lettera c), puo' invitare il titolare, anche in contraddittorio con l'interessato, ad effettuare il blocco

spontaneamente;

b) prescrive al titolare le misure opportune o necessarie per rendere il trattamento conforme alle

disposizioni vigenti;

c) dispone il blocco o vieta, in tutto o in parte, il trattamento che risulta illecito o non corretto anche

per effetto della mancata adozione delle misure necessarie di cui alla lettera b), oppure quando, in

considerazione della natura dei dati o, comunque, delle modalita' del trattamento o degli effetti che

esso puo' determinare, vi e' il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per uno o

piu' interessati;

d) puo' vietare in tutto o in parte il trattamento di dati relativi a singoli soggetti o a categorie di

soggetti che si pone in contrasto con rilevanti interessi della collettivita'.

2. I provvedimenti di cui al comma 1 sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

italiana se i relativi destinatari non sono facilmente identificabili per il numero o per la complessita'

degli accertamenti.

Art. 144

(Segnalazioni)

1. I provvedimenti di cui all'articolo 143 possono essere adottati anche a seguito delle segnalazioni

di cui all'articolo 141, comma 1, lettera b), se e' avviata un'istruttoria preliminare e anche prima

della definizione del procedimento.

SEZIONE III

TUTELA ALTERNATIVA A QUELLA GIURISDIZIONALE

Art. 145

(Ricorsi)

1. I diritti di cui all'articolo 7 possono essere fatti valere dinanzi all'autorita' giudiziaria o con

ricorso al Garante.

2. Il ricorso al Garante non puo' essere proposto se, per il medesimo oggetto e tra le stesse parti, e'

stata gia' adita l'autorita' giudiziaria.

3. La presentazione del ricorso al Garante rende improponibile un'ulteriore domanda dinanzi

all'autorita' giudiziaria tra le stesse parti e per il medesimo oggetto.

Art. 146

(Interpello preventivo)

1. Salvi i casi in cui il decorso del termine esporrebbe taluno a pregiudizio imminente ed

irreparabile, il ricorso al Garante puo' essere proposto solo dopo che e' stata avanzata richiesta sul

medesimo oggetto al titolare o al responsabile ai sensi dell'articolo 8, comma 1, e sono decorsi i

termini previsti dal presente articolo, ovvero e' stato opposto alla richiesta un diniego anche

parziale.

2. Il riscontro alla richiesta da parte del titolare o del responsabile e' fornito entro quindici giorni dal

suo ricevimento.

3. Entro il termine di cui al comma 2, se le operazioni necessarie per un integrale riscontro alla

richiesta sono di particolare complessita', ovvero ricorre altro giustificato motivo, il titolare o il

responsabile ne danno comunicazione all'interessato. In tal caso, il termine per l'integrale riscontro

e' di trenta giorni dal ricevimento della richiesta medesima.

Art. 147

(Presentazione del ricorso)

1. Il ricorso e' proposto nei confronti del titolare e indica:

a) gli estremi identificativi del ricorrente, dell'eventuale procuratore speciale, del titolare e, ove

conosciuto, del responsabile eventualmente designato per il riscontro all'interessato in caso di

esercizio dei diritti di cui all'articolo 7;

b) la data della richiesta presentata al titolare o al responsabile ai sensi dell'articolo 8, comma 1,

oppure del pregiudizio imminente ed irreparabile che permette di prescindere dalla richiesta

medesima;

c) gli elementi posti a fondamento della domanda;

d) il provvedimento richiesto al Garante;

e) il domicilio eletto ai fini del procedimento.

2. Il ricorso e' sottoscritto dal ricorrente o dal procuratore speciale e reca in allegato:

a) la copia della richiesta rivolta al titolare o al responsabile ai sensi dell'articolo 8, comma 1;

b) l'eventuale procura;

c) la prova del versamento dei diritti di segreteria.

3. Al ricorso e' unita, altresi', la documentazione utile ai fini della sua valutazione e l'indicazione di

un recapito per l'invio di comunicazioni al ricorrente o al procuratore speciale mediante posta

elettronica, telefax o telefono.

4. Il ricorso e' rivolto al Garante e la relativa sottoscrizione e' autenticata. L'autenticazione non e'

richiesta se la sottoscrizione e' apposta presso l'Ufficio del Garante o da un procuratore speciale

iscritto all'albo degli avvocati al quale la procura e' conferita ai sensi dell'articolo 83 del codice di

procedura civile, ovvero con firma digitale in conformita' alla normativa vigente.

5. Il ricorso e' validamente proposto solo se e' trasmesso con plico raccomandato, oppure per via

telematica osservando le modalita' relative alla sottoscrizione con firma digitale e alla conferma del

ricevimento prescritte ai sensi dell'articolo 38, comma 2, ovvero presentato direttamente presso

l'Ufficio del Garante.

Art. 148

(Inammissibilita' del ricorso)

1. Il ricorso e' inammissibile:

a) se proviene da un soggetto non legittimato;

b) in caso di inosservanza delle disposizioni di cui agli articoli 145 e 146;

c) se difetta di taluno degli elementi indicati nell'articolo 147, commi 1 e 2, salvo che sia

regolarizzato dal ricorrente o dal procuratore speciale anche su invito dell'Ufficio del Garante ai

sensi del comma 2, entro sette giorni dalla data della sua presentazione o della ricezione dell'invito.

In tale caso, il ricorso si considera presentato al momento in cui il ricorso regolarizzato perviene

all'Ufficio.

2. Il Garante determina i casi in cui e' possibile la regolarizzazione del ricorso.

Art. 149

(Procedimento relativo al ricorso)

1. Fuori dei casi in cui e' dichiarato inammissibile o manifestamente infondato, il ricorso e'

comunicato al titolare entro tre giorni a cura dell'Ufficio del Garante, con invito ad esercitare entro

dieci giorni dal suo ricevimento la facolta' di comunicare al ricorrente e all'Ufficio la propria

eventuale adesione spontanea. L'invito e' comunicato al titolare per il tramite del responsabile

eventualmente designato per il riscontro all'interessato in caso di esercizio dei diritti di cui

all'articolo 7, ove indicato nel ricorso.

2. In caso di adesione spontanea e' dichiarato non luogo a provvedere. Se il ricorrente lo richiede, e'

determinato in misura forfettaria l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso, posti a

carico della controparte o compensati per giusti motivi anche parzialmente.

3. Nel procedimento dinanzi al Garante il titolare, il responsabile di cui al comma 1 e l'interessato

hanno diritto di essere sentiti, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, e hanno facolta' di

presentare memorie o documenti. A tal fine l'invito di cui al comma 1 e' trasmesso anche al

ricorrente e reca l'indicazione del termine entro il quale il titolare, il medesimo responsabile e

l'interessato possono presentare memorie e documenti, nonche' della data in cui tali soggetti

possono essere sentiti in contraddittorio anche mediante idonea tecnica audiovisiva.

4. Nel procedimento il ricorrente puo' precisare la domanda nei limiti di quanto chiesto con il

ricorso o a seguito di eccezioni formulate dal titolare.

5. Il Garante puo' disporre, anche d'ufficio, l'espletamento di una o piu' perizie. Il provvedimento

che le dispone precisa il contenuto dell'incarico e il termine per la sua esecuzione, ed e' comunicato

alle parti le quali possono presenziare alle operazioni personalmente o tramite procuratori o

consulenti designati. Il provvedimento dispone inoltre in ordine all'anticipazione delle spese della

perizia.

6. Nel procedimento, il titolare e il responsabile di cui al comma 1 possono essere assistiti da un

procuratore o da altra persona di fiducia.

7. Se gli accertamenti risultano particolarmente complessi o vi e' l'assenso delle parti il termine di

sessanta giorni di cui all'articolo 150, comma 2, puo' essere prorogato per un periodo non superiore

ad ulteriori quaranta giorni.

8. Il decorso dei termini previsti dall'articolo 150, comma 2 e dall'articolo 151 e' sospeso di diritto

dal 1 agosto al 15 settembre di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di

sospensione. Se il decorso ha inizio durante tale periodo, l'inizio stesso e' differito alla fine del

periodo medesimo. La sospensione non opera nei casi in cui sussiste il pregiudizio di cui all'articolo

146, comma 1, e non preclude l'adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 150, comma 1.

Art. 150

(Provvedimenti a seguito del ricorso)

1. Se la particolarita' del caso lo richiede, il Garante puo' disporre in via provvisoria il blocco in

tutto o in parte di taluno dei dati, ovvero l'immediata sospensione di una o piu' operazioni del

trattamento. Il provvedimento puo' essere adottato anche prima della comunicazione del ricorso ai

sensi dell'articolo 149, comma 1, e cessa di avere ogni effetto se non e' adottata nei termini la

decisione di cui al comma 2. Il medesimo provvedimento e' impugnabile unitamente a tale

decisione.

2. Assunte le necessarie informazioni il Garante, se ritiene fondato il ricorso, ordina al titolare, con

decisione motivata, la cessazione del comportamento illegittimo, indicando le misure necessarie a

tutela dei diritti dell'interessato e assegnando un termine per la loro adozione. La mancata pronuncia

sul ricorso, decorsi sessanta giorni dalla data di presentazione, equivale a rigetto.

3. Se vi e' stata previa richiesta di taluna delle parti, il provvedimento che definisce il procedimento

determina in misura forfettaria l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti al ricorso, posti a carico,

anche in parte, del soccombente o compensati anche parzialmente per giusti motivi.

4. Il provvedimento espresso, anche provvisorio, adottato dal Garante e' comunicato alle parti entro

dieci giorni presso il domicilio eletto o risultante dagli atti. Il provvedimento puo' essere

comunicato alle parti anche mediante posta elettronica o telefax.

5. Se sorgono difficolta' o contestazioni riguardo all'esecuzione del provvedimento di cui ai commi

1 e 2, il Garante, sentite le parti ove richiesto, dispone le modalita' di attuazione avvalendosi, se

necessario, del personale dell'Ufficio o della collaborazione di altri organi dello Stato.

6. In caso di mancata opposizione avverso il provvedimento che determina l'ammontare delle spese

e dei diritti, o di suo rigetto, il provvedimento medesimo costituisce, per questa parte, titolo

esecutivo ai sensi degli articoli 474 e 475 del codice di procedura civile.

Art. 151

(Opposizione)

1. Avverso il provvedimento espresso o il rigetto tacito di cui all'articolo 150, comma 2, il titolare o

l'interessato possono proporre opposizione con ricorso ai sensi dell'articolo 152. L'opposizione non

sospende l'esecuzione del provvedimento. 2. Il tribunale provvede nei modi di cui all'articolo 152.

CAPO II

TUTELA GIURISDIZIONALE

Art. 152

(Autorita' giudiziaria ordinaria)

1. Tutte le controversie che riguardano, comunque, l'applicazione delle disposizioni del presente

codice, comprese quelle inerenti ai provvedimenti del Garante in materia di protezione dei dati

personali o alla loro mancata adozione, sono attribuite all'autorita' giudiziaria ordinaria.

2. Per tutte le controversie di cui al comma 1 l'azione si propone con ricorso depositato nella

cancelleria del tribunale del luogo ove risiede il titolare del trattamento.

3. Il tribunale decide in ogni caso in composizione monocratica.

4. Se e' presentato avverso un provvedimento del Garante anche ai sensi dell'articolo 143, il ricorso

e' proposto entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento o dalla

data del rigetto tacito. Se il ricorso e' proposto oltre tale termine il giudice lo dichiara inammissibile

con ordinanza ricorribile per cassazione.

5. La proposizione del ricorso non sospende l'esecuzione del provvedimento del Garante. Se

ricorrono gravi motivi il giudice, sentite le parti, puo' disporre diversamente in tutto o in parte con

ordinanza impugnabile unitamente alla decisione che definisce il grado di giudizio.

6. Quando sussiste pericolo imminente di un danno grave ed irreparabile il giudice puo' emanare i

provvedimenti necessari con decreto motivato, fissando, con il medesimo provvedimento, l'udienza

di comparizione delle parti entro un termine non superiore a quindici giorni. In tale udienza, con

ordinanza, il giudice conferma, modifica o revoca i provvedimenti emanati con decreto.

7. Il giudice fissa l'udienza di comparizione delle parti con decreto con il quale assegna al ricorrente

il termine perentorio entro cui notificarlo alle altre parti e al Garante. Tra il giorno della

notificazione e l'udienza di comparizione intercorrono non meno di trenta giorni.

8. Se alla prima udienza il ricorrente non compare senza addurre alcun legittimo impedimento, il

giudice dispone la cancellazione della causa dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo, ponendo

a carico del ricorrente le spese di giudizio.

9. Nel corso del giudizio il giudice dispone, anche d'ufficio, omettendo ogni formalita' non

necessaria al contraddittorio, i mezzi di prova che ritiene necessari e puo' disporre la citazione di

testimoni anche senza la formulazione di capitoli.

10. Terminata l'istruttoria, il giudice invita le parti a precisare le conclusioni ed a procedere, nella

stessa udienza, alla discussione orale della causa, pronunciando subito dopo la sentenza mediante

lettura del dispositivo. Le motivazioni della sentenza sono depositate in cancelleria entro i

successivi trenta giorni. Il giudice puo' anche redigere e leggere, unitamente al dispositivo, la

motivazione della sentenza, che e' subito dopo depositata in cancelleria.

11. Se necessario, il giudice puo' concedere alle parti un termine non superiore a dieci giorni per il

deposito di note difensive e rinviare la causa all'udienza immediatamente successiva alla scadenza

del termine per la discussione e la pronuncia della sentenza.

12. Con la sentenza il giudice, anche in deroga al divieto di cui all'articolo 4 della legge 20 marzo

1865, n. 2248, allegato E), quando e' necessario anche in relazione all'eventuale atto del soggetto

pubblico titolare o responsabile, accoglie o rigetta la domanda, in tutto o in parte, prescrive le

misure necessarie, dispone sul risarcimento del danno, ove richiesto, e pone a carico della parte

soccombente le spese del procedimento.

13. La sentenza non e' appellabile, ma e' ammesso il ricorso per cassazione.

14. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nei casi previsti dall'articolo 10,

comma 5, della legge 1 aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni.

TITOLO II

L'AUTORITA'

CAPO I

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Art. 153

(Il Garante)

1. Il Garante opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione.

2. Il Garante e' organo collegiale costituito da quattro componenti, eletti due dalla Camera dei

deputati e due dal Senato della Repubblica con voto limitato. I componenti sono scelti tra persone

che assicurano indipendenza e che sono esperti di riconosciuta competenza delle materie del diritto

o dell'informatica, garantendo la presenza di entrambe le qualificazioni.

3. I componenti eleggono nel loro ambito un presidente, il cui voto prevale in caso di parita'.

Eleggono altresi' un vice presidente, che assume le funzioni del presidente in caso di sua assenza o

impedimento.

4. Il presidente e i componenti durano in carica quattro anni e non possono essere confermati per

piu' di una volta; per tutta la durata dell'incarico il presidente e i componenti non possono esercitare,

a pena di decadenza, alcuna attivita' professionale o di consulenza, ne' essere amministratori o

dipendenti di enti pubblici o privati, ne' ricoprire cariche elettive.

5. All'atto dell'accettazione della nomina il presidente e i componenti sono collocati fuori ruolo se

dipendenti di pubbliche amministrazioni o magistrati in attivita' di servizio; se professori

universitari di ruolo, sono collocati in aspettativa senza assegni ai sensi dell'articolo 13 del decreto

del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni. Il personale

collocato fuori ruolo o in aspettativa non puo' essere sostituito.

6. Al presidente compete una indennita' di funzione non eccedente, nel massimo, la retribuzione

spettante al primo presidente della Corte di cassazione. Ai componenti compete un'indennita' non

eccedente nel massimo, i due terzi di quella spettante al presidente. Le predette indennita' di

funzione sono determinate dall'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo

1998, n. 501, in misura tale da poter essere corrisposte a carico degli ordinari stanziamenti.

7. Alle dipendenze del Garante e' posto l'Ufficio di cui all'articolo 156.

Art. 154

(Compiti)

1. Oltre a quanto previsto da specifiche disposizioni, il Garante, anche avvalendosi dell'Ufficio e in

conformita' al presente codice, ha il compito di:

a) controllare se i trattamenti sono effettuati nel rispetto della disciplina applicabile e in conformita'

alla notificazione, anche in caso di loro cessazione;

b) esaminare i reclami e le segnalazioni e provvedere sui ricorsi presentati dagli interessati o dalle

associazioni che li rappresentano;

c) prescrivere anche d'ufficio ai titolari del trattamento le misure necessarie o opportune al fine di

rendere il trattamento conforme alle disposizioni vigenti, ai sensi dell'articolo 143;

d) vietare anche d'ufficio, in tutto o in parte, il trattamento illecito o non corretto dei dati o disporne

il blocco ai sensi dell'articolo 143, e di adottare gli altri provvedimenti previsti dalla disciplina

applicabile al trattamento dei dati personali;

e) promuovere la sottoscrizione di codici ai sensi dell'articolo 12 e dell'articolo 139;

f) segnalare al Parlamento e al Governo l'opportunita' di interventi normativi richiesti dalla

necessita' di tutelare i diritti di cui all'articolo 2 anche a seguito dell'evoluzione del settore; g)

esprimere pareri nei casi previsti;

h) curare la conoscenza tra il pubblico della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati

personali e delle relative finalita', nonche' delle misure di sicurezza dei dati;

i) denunciare i fatti configurabili come reati perseguibili d'ufficio, dei quali viene a conoscenza

nell'esercizio o a causa delle funzioni;

l) tenere il registro dei trattamenti formato sulla base delle notificazioni di cui all'articolo 37;

m) predisporre annualmente una relazione sull'attivita' svolta e sullo stato di attuazione del presente

codice, che e' trasmessa al Parlamento e al Governo entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello

cui si riferisce.

2. Il Garante svolge altresi', ai sensi del comma 1, la funzione di controllo o assistenza in materia di

trattamento dei dati personali prevista da leggi di ratifica di accordi o convenzioni internazionali o

da regolamenti comunitari e, in particolare:

a) dalla legge 30 settembre 1993, n. 388, e successive modificazioni, di ratifica ed esecuzione dei

protocolli e degli accordi di adesione all'accordo di Schengen e alla relativa convenzione di

applicazione;

b) dalla legge 23 marzo 1998, n. 93, e successive modificazioni, di ratifica ed esecuzione della

convenzione istitutiva dell'Ufficio europeo di polizia (Europol);

c) dal regolamento (Ce) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997, e dalla legge 30 luglio 1998, n.

291, e successive modificazioni, di ratifica ed esecuzione della convenzione sull'uso

dell'informatica nel settore doganale;

d) dal regolamento (Ce) n. 2725/2000 del Consiglio, dell'11 dicembre 2000, che istituisce

l"Eurodac" per il confronto delle impronte digitali e per l'efficace applicazione della convenzione di

Dublino;

e) nel capitolo IV della convenzione n. 108 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento

automatizzato di dati di carattere personale, adottata a Strasburgo il 28 gennaio 1981 e resa

esecutiva con legge 21 febbraio 1989, n. 98, quale autorita' designata ai fini della cooperazione tra

Stati ai sensi dell'articolo 13 della convenzione medesima.

3. Il Garante coopera con altre autorita' amministrative indipendenti nello svolgimento dei rispettivi

compiti. A tale fine, il Garante puo' anche invitare rappresentanti di un'altra autorita' a partecipare

alle proprie riunioni, o essere invitato alle riunioni di altra autorita', prendendo parte alla

discussione di argomenti di comune interesse; puo' richiedere, altresi', la collaborazione di

personale specializzato addetto ad altra autorita'.

4. Il Presidente del Consiglio dei ministri e ciascun ministro consultano il Garante all'atto della

predisposizione delle norme regolamentari e degli atti amministrativi suscettibili di incidere sulle

materie disciplinate dal presente codice.

5. Fatti salvi i termini piu' brevi previsti per legge, il parere del Garante e' reso nei casi previsti nel

termine di quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta. Decorso il termine,

l'amministrazione puo' procedere indipendentemente dall'acquisizione del parere. Quando, per

esigenze istruttorie, non puo' essere rispettato il termine di cui al presente comma, tale termine puo'

essere interrotto per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro venti giorni dal

ricevimento degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate.

6. Copia dei provvedimenti emessi dall'autorita' giudiziaria in relazione a quanto previsto dal

presente codice o in materia di criminalita' informatica e' trasmessa, a cura della cancelleria, al

Garante.

CAPO II

L'UFFICIO DEL GARANTE

Art. 155

(Principi applicabili)

1. All'Ufficio del Garante, al fine di garantire la responsabilita' e l'autonomia ai sensi della legge 7

agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, e del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e

successive modificazioni, si applicano i principi riguardanti l'individuazione e le funzioni del

responsabile del procedimento, nonche' quelli relativi alla distinzione fra le funzioni di indirizzo e

di controllo, attribuite agli organi di vertice, e le funzioni di gestione attribuite ai dirigenti. Si

applicano altresi' le disposizioni del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001 espressamente

richiamate dal presente codice.

Art. 156

(Ruolo organico e personale)

1. All'Ufficio del Garante e' preposto un segretario generale scelto anche tra magistrati ordinari o

amministrativi.

2. Il ruolo organico del personale dipendente e' stabilito nel limite di cento unita'.

3. Con propri regolamenti pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, il Garante

definisce:

a) l'organizzazione e il funzionamento dell'ufficio anche ai fini dello svolgimento dei compiti di cui

all'articolo 154;

b) l'ordinamento delle carriere e le modalita' di reclutamento del personale secondo le procedure

previste dall'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001;

c) la ripartizione dell'organico tra le diverse aree e qualifiche;

d) il trattamento giuridico ed economico del personale, secondo i criteri previsti dalla legge 31

luglio 1997, n. 249, e successive modificazioni e, per gli incarichi dirigenziali, dagli articoli 19,

comma 6, e 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenuto conto delle specifiche

esigenze funzionali e organizzative. Nelle more della piu' generale razionalizzazione del trattamento

economico delle autorita' amministrative indipendenti, al personale e' attribuito l'ottanta per cento

del trattamento economico del personale dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni;

e) la gestione amministrativa e la contabilita', anche in deroga alle norme sulla contabilita' generale

dello Stato, l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione nel quale sono iscritte le somme gia' versate

nella contabilita' speciale, nonche' l'individuazione dei casi di riscossione e utilizzazione dei diritti

di segreteria o di corrispettivi per servizi resi in base a disposizioni di legge secondo le modalita' di

cui all'articolo 6, comma 2, della legge 31 luglio 1997, n. 249.

4. L'Ufficio puo' avvalersi, per motivate esigenze, di dipendenti dello Stato o di altre

amministrazioni pubbliche o di enti pubblici collocati in posizione di fuori ruolo o equiparati nelle

forme previste dai rispettivi ordinamenti, ovvero in aspettativa ai sensi dell'articolo 13 del decreto

del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni, in numero non

superiore, complessivamente, a venti unita' e per non oltre il venti per cento delle qualifiche

dirigenziali, lasciando non coperto un corrispondente numero di posti di ruolo. Al personale di cui

al presente comma e' corrisposta un'indennita' pari all'eventuale differenza tra il trattamento erogato

dall'amministrazione o dall'ente di provenienza e quello spettante al personale di ruolo, sulla base di

apposita tabella di corrispondenza adottata dal Garante, e comunque non inferiore al cinquanta per

cento della retribuzione in godimento, con esclusione dell'indennita' integrativa speciale.

5. In aggiunta al personale di ruolo, l'ufficio puo' assumere direttamente dipendenti con contratto a

tempo determinato, in numero non superiore a venti unita' ivi compresi i consulenti assunti con

contratto a tempo determinato ai sensi del comma 7.

6. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001.

7. Nei casi in cui la natura tecnica o la delicatezza dei problemi lo richiedono, il Garante puo'

avvalersi dell'opera di consulenti, i quali sono remunerati in base alle vigenti tariffe professionali

ovvero sono assunti con contratti a tempo determinato, di durata non superiore a due anni, che

possono essere rinnovati per non piu' di due volte.

8. Il personale addetto all'Ufficio del Garante ed i consulenti sono tenuti al segreto su cio' di cui

sono venuti a conoscenza, nell'esercizio delle proprie funzioni, in ordine a notizie che devono

rimanere segrete.

9. Il personale dell'Ufficio del Garante addetto agli accertamenti di cui all'articolo 158 riveste, in

numero non superiore a cinque unita', nei limiti del servizio cui e' destinato e secondo le rispettive

attribuzioni, la qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria.

10. Le spese di funzionamento del Garante sono poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel

bilancio dello Stato e iscritto in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero

dell'economia e delle finanze. Il rendiconto della gestione finanziaria e' soggetto al controllo della

Corte dei conti.

CAPO III

ACCERTAMENTI E CONTROLLI

Art. 157

(Richiesta di informazioni e di esibizione di documenti)

1. Per l'espletamento dei propri compiti il Garante puo' richiedere al titolare, al responsabile,

all'interessato o anche a terzi di fornire informazioni e di esibire documenti.

Art. 158

(Accertamenti)

1. Il Garante puo' disporre accessi a banche di dati, archivi o altre ispezioni e verifiche nei luoghi

ove si svolge il trattamento o nei quali occorre effettuare rilevazioni comunque utili al controllo del

rispetto della disciplina in materia di trattamento dei dati personali.

2. I controlli di cui al comma a sono eseguiti da personale dell'Ufficio. Il Garante si avvale anche,

ove necessario, della collaborazione di altri organi dello Stato.

3. Gli accertamenti di cui al comma 1, se svolti in un'abitazione o in un altro luogo di privata

dimora o nelle relative appartenenze, sono effettuati con l'assenso informato del titolare o del

responsabile, oppure previa autorizzazione del presidente del tribunale competente per territorio in

relazione al luogo dell'accertamento, il quale provvede con decreto motivato senza ritardo, al piu'

tardi entro tre giorni dal ricevimento della richiesta del Garante quando e' documentata

l'indifferibilita' dell'accertamento.

Art. 159

(Modalita)

1. Il personale operante, munito di documento di riconoscimento, puo' essere assistito ove

necessario da consulenti tenuti al segreto ai sensi dell'articolo 156, comma 8. Nel procedere a rilievi

e ad operazioni tecniche puo' altresi' estrarre copia di ogni atto, dato e documento, anche a

campione e su supporto informatico o per via telematica. Degli accertamenti e' redatto sommario

verbale nel quale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni dei presenti.

2. Ai soggetti presso i quali sono eseguiti gli accertamenti e' consegnata copia dell'autorizzazione

del presidente del tribunale, ove rilasciata. I medesimi soggetti sono tenuti a farli eseguire e a

prestare la collaborazione a tal fine necessaria. In caso di rifiuto gli accertamenti sono comunque

eseguiti e le spese in tal caso occorrenti sono poste a carico del titolare con il provvedimento che

definisce il procedimento, che per questa parte costituisce titolo esecutivo ai sensi degli articoli 474

e 475 del codice di procedura civile.

3. Gli accertamenti, se effettuati presso il titolare o il responsabile, sono eseguiti dandone

informazione a quest'ultimo o, se questo e' assente o non e' designato, agli incaricati. Agli

accertamenti possono assistere persone indicate dal titolare o dal responsabile.

4. Se non e' disposto diversamente nel decreto di autorizzazione del presidente del tribunale,

l'accertamento non puo' essere iniziato prima delle ore sette e dopo le ore venti, e puo' essere

eseguito anche con preavviso quando cio' puo' facilitarne l'esecuzione.

5. Le informative, le richieste e i provvedimenti di cui al presente articolo e agli articoli 157 e 158

possono essere trasmessi anche mediante posta elettronica e telefax.

6. Quando emergono indizi di reato si osserva la disposizione di cui all'articolo 220 delle norme di

attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto

legislativo 28 luglio 1989, n. 271.

Art. 160

(Particolari accertamenti)

1. Per i trattamenti di dati personali indicati nei titoli I, II e III della Parte II gli accertamenti sono

effettuati per il tramite di un componente designato dal Garante.

2. Se il trattamento non risulta conforme alle disposizioni di legge o di regolamento, il Garante

indica al titolare o al responsabile le necessarie modificazioni ed integrazioni e ne verifica

l'attuazione. Se l'accertamento e' stato richiesto dall'interessato, a quest'ultimo e' fornito in ogni caso

un riscontro circa il relativo esito, se cio' non pregiudica azioni od operazioni a tutela dell'ordine e

della sicurezza pubblica o di prevenzione e repressione di reati o ricorrono motivi di difesa o di

sicurezza dello Stato.

3. Gli accertamenti non sono delegabili. Quando risulta necessario in ragione della specificita' della

verifica, il componente designato puo' farsi assistere da personale specializzato tenuto al segreto ai

sensi dell'articolo 156, comma 8. Gli atti e i documenti acquisiti sono custoditi secondo modalita'

tali da assicurarne la segretezza e sono conoscibili dal presidente e dai componenti del Garante e, se

necessario per lo svolgimento delle funzioni dell'organo, da un numero delimitato di addetti

all'Ufficio individuati dal Garante sulla base di criteri definiti dal regolamento di cui all'articolo

156, comma 3, lettera a).

4. Per gli accertamenti relativi agli organismi di informazione e di sicurezza e ai dati coperti da

segreto di Stato il componente designato prende visione degli atti e dei documenti rilevanti e

riferisce oralmente nelle riunioni del Garante.

5. Nell'effettuare gli accertamenti di cui al presente articolo nei riguardi di uffici giudiziari, il

Garante adotta idonee modalita' nel rispetto delle reciproche attribuzioni e della particolare

collocazione istituzionale dell'organo procedente. Gli accertamenti riferiti ad atti di indagine coperti

dal segreto sono differiti, se vi e' richiesta dell'organo procedente, al momento in cui cessa il

segreto.

6. La validita', l'efficacia e l'utilizzabilita' di atti, documenti e provvedimenti nel procedimento

giudiziario basati sul trattamento di dati personali non conforme a disposizioni di legge o di

regolamento restano disciplinate dalle pertinenti disposizioni processuali nella materia civile e

penale.

TITOLO III

SANZIONI

CAPO I

VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE

Art. 161

(Omessa o inidonea informativa all'interessato)

1. La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 13 e' punita con la sanzione amministrativa del

pagamento di una somma da tremila euro a diciottomila euro o, nei casi di dati sensibili o giudiziari

o di trattamenti che presentano rischi specifici ai sensi dell'articolo 17 o, comunque, di maggiore

rilevanza del pregiudizio per uno o piu' interessati, da cinquemila euro a trentamila euro. La somma

puo' essere aumentata sino al triplo quando risulta inefficace in ragione delle condizioni

economiche del contravventore.

Art. 162

(Altre fattispecie)

1. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, lettera b), o di

altre disposizioni in materia di disciplina del trattamento dei dati personali e' punita con la sanzione

amministrativa del pagamento di una somma da cinquemila euro a trentamila euro.

2. La violazione della disposizione di cui all'articolo 84, comma 1, e' punita con la sanzione

amministrativa del pagamento di una somma da cinquecento euro a tremila euro.

Art. 163

(Omessa o incompleta notificazione)

1. Chiunque, essendovi tenuto, non provvede tempestivamente alla notificazione ai sensi degli

articoli 37 e 38, ovvero indica in essa notizie incomplete, e' punito con la sanzione amministrativa

del pagamento di una somma da diecimila euro a sessantamila euro e con la sanzione

amministrativa accessoria della pubblicazione dell'ordinanza-ingiunzione, per intero o per estratto,

in uno o piu' giornali indicati nel provvedimento che la applica.

Art. 164

(Omessa informazione o esibizione al Garante)

1. Chiunque omette di fornire le informazioni o di esibire i documenti richiesti dal Garante ai sensi

degli articoli 150, comma 2, e 157 e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da quattromila euro a ventiquattro mila euro.

Art. 165

(Pubblicazione del provvedimento del Garante)

1. Nei casi di cui agli articoli 161, 162 e 164 puo' essere applicata la sanzione amministrativa

accessoria della pubblicazione dell'ordinanza-ingiunzione, per intero o per estratto, in uno o piu'

giornali indicati nel provvedimento che la applica.

Art. 166

(Procedimento di applicazione)

1. L'organo competente a ricevere il rapporto e ad irrogare le sanzioni di cui al presente capo e

all'articolo 179, comma 3, e' il Garante. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della

legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. I proventi, nella misura del cinquanta

per cento del totale annuo, sono riassegnati al fondo di cui all'articolo 156, comma 10, e sono

utilizzati unicamente per l'esercizio dei compiti di cui agli articoli 154, comma 1, lettera h), e 158.

CAPO II

ILLECITI PENALI

Art. 167

(Trattamento illecito di dati)

1. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, al fine di trarne per se' o per altri profitto

o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto

disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, e' punito,

se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella

comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.

2. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, al fine di trarne per se' o per altri profitto

o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto

disposto dagli articoli 17, 20, 21, 22, commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, e' punito, se dal fatto deriva

nocumento, con la reclusione da uno a tre anni.

Art. 168

(Falsita' nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante)

1. Chiunque, nella notificazione di cui all'articolo 37 o in comunicazioni, atti, documenti o

dichiarazioni resi o esibiti in un procedimento dinanzi al Garante o nel corso di accertamenti,

dichiara o attesta falsamente notizie o circostanze o produce atti o documenti falsi, e' punito, salvo

che il fatto costituisca piu' grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 169

(Misure di sicurezza)

1. Chiunque, essendovi tenuto, omette di adottare le misure minime previste dall'articolo 33 e'

punito con l'arresto sino a due anni o con l'ammenda da diecimila euro a cinquantamila euro.

2. All'autore del reato, all'atto dell'accertamento o, nei casi complessi, anche con successivo atto del

Garante, e' impartita una prescrizione fissando un termine per la regolarizzazione non eccedente il

periodo di tempo tecnicamente necessario, prorogabile in caso di particolare complessita' o per

l'oggettiva difficolta' dell'adempimento e comunque non superiore a sei mesi. Nei sessanta giorni

successivi allo scadere del termine, se risulta l'adempimento alla prescrizione, l'autore del reato e'

ammesso dal Garante a pagare una somma pari al quarto del massimo dell'ammenda stabilita per la

contravvenzione. L'adempimento e il pagamento estinguono il reato. L'organo che impartisce la

prescrizione e il pubblico ministero provvedono nei modi di cui agli articoli 21, 22, 23 e 24 del

decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, e successive modificazioni, in quanto applicabili.

Art. 170

(Inosservanza di provvedimenti del Garante)

1. Chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato dal Garante ai sensi degli

articoli 26, comma 2, 90, 150, commi 1 e 2, e 143, comma 1, lettera c), e' punito con la reclusione

da tre mesi a due anni.

Art. 171

(Altre fattispecie)

1. La violazione delle disposizioni di cui agli articoli 113, comma 1, e 114 e' punita con le sanzioni

di cui all'articolo 38 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Art. 172

(Pene accessorie)

1. La condanna per uno dei delitti previsti dal presente codice importa la pubblicazione della

sentenza.

TITOLO IV

DISPOSIZIONI MODIFICATIVE, ABROGATIVE, TRANSITORIE E FINALI

CAPO I

DISPOSIZIONI DI MODIFICA

Art. 173

(Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen)

1. La legge 30 settembre 1993, n. 388, e successive modificazioni, di ratifica ed esecuzione dei

protocolli e degli accordi di adesione all'accordo di Schengen e alla relativa convenzione di

applicazione, e' cosi' modificata:

a) il comma 2 dell'articolo 9 e' sostituito dal seguente:

"2. Le richieste di accesso, rettifica o cancellazione, nonche' di verifica, di cui, rispettivamente, agli

articoli 109, 110 e 114, paragrafo 2, della Convenzione, sono rivolte all'autorita' di cui al comma

1.";

b) il comma 2 dell'articolo 10 e' soppresso;

c) l'articolo 11 e' sostituito dal seguente:

"11. 1. L'autorita' di controllo di cui all'articolo 114 della Convenzione e' il Garante per la

protezione dei dati personali. Nell'esercizio dei compiti ad esso demandati per legge, il Garante

esercita il controllo sui trattamenti di dati in applicazione della Convenzione ed esegue le verifiche

previste nel medesimo articolo 114, anche su segnalazione o reclamo dell'interessato all'esito di un

inidoneo riscontro alla richiesta rivolta ai sensi dell'articolo 9, comma 2, quando non e' possibile

fornire al medesimo interessato una risposta sulla base degli elementi forniti dall'autorita' di cui

all'articolo 9, comma 1.

2. Si applicano le disposizioni dell'articolo 10, comma 5, della legge 1 aprile 1981, n. 121, e

successive modificazioni.";

d) l'articolo 12 e' abrogato.

Art. 174

(Notifiche di atti e vendite giudiziarie)

1. All'articolo 137 del codice di procedura civile, dopo il secondo comma, sono inseriti i seguenti:

"Se la notificazione non puo' essere eseguita in mani proprie del destinatario, tranne che nel caso

previsto dal secondo comma dell'articolo 143, l'ufficiale giudiziario consegna o deposita la copia

dell'atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico

della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all'originale e alla copia dell'atto stesso.

Sulla busta non sono apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.

Le disposizioni di cui al terzo comma si applicano anche alle comunicazioni effettuate con biglietto

di cancelleria ai sensi degli articoli 133 e 136.".

2. Al primo comma dell'articolo 138 del codice di procedura civile, le parole da: "puo' sempre

eseguire" a "destinatario," sono sostituite dalle seguenti: "esegue la notificazione di regola mediante

consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione oppure, se

cio' non e' possibile,".

3. Nel quarto comma dell'articolo 139 del codice di procedura civile, la parola: "l'originale" e'

sostituita dalle seguenti: "una ricevuta".

4. Nell'articolo 140 del codice di procedura civile, dopo le parole: "affigge avviso del deposito"

sono inserite le seguenti: "in busta chiusa e sigillata".

5. All'articolo 142 del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il primo e il secondo comma sono sostituiti dal seguente: "Salvo quanto disposto nel secondo

comma, se il destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto

domicilio o costituito un procuratore a norma dell'articolo 77, l'atto e' notificato mediante

spedizione al destinatario per mezzo della posta con raccomandata e mediante consegna di altra

copia al pubblico ministero che ne cura la trasmissione al Ministero degli affari esteri per la

consegna alla persona alla quale e' diretta.";

b) nell'ultimo comma le parole: "ai commi precedenti" sono sostituite dalle seguenti: "al primo

comma".

6. Nell'articolo 143, primo comma, del codice di procedura civile, sono soppresse le parole da: ",e

mediante" fino alla fine del periodo.

7. All'articolo 151, primo comma, del codice di procedura civile dopo le parole: "maggiore celerita'"

sono aggiunte le seguenti: ", di riservatezza o di tutela della dignità".

8. All'articolo 250 del codice di procedura civile dopo il primo comma e' aggiunto il seguente:

"L'intimazione di cui al primo comma, se non e' eseguita in mani proprie del destinatario o

mediante servizio postale, e' effettuata in busta chiusa e sigillata.".

9. All'articolo 490, terzo comma, del codice di procedura civile e' aggiunto, in fine, il seguente

periodo: "Nell'avviso e' omessa l'indicazione del debitore".

10. All'articolo 570, primo comma, del codice di procedura civile le parole: "del debitore," sono

soppresse e le parole da:

"informazioni" fino alla fine sono sostituite dalle seguenti: "informazioni, anche relative alle

generalita' del debitore, possono essere fornite dalla cancelleria del tribunale a chiunque vi abbia

interesse".

11. All'articolo 14, quarto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive

modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Quando la notificazione non puo' essere

eseguita in mani proprie del destinatario, si osservano le modalita' previste dall'articolo 137, terzo

comma, del medesimo codice.".

12. Dopo l'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e'

inserito il seguente: "Articolo 15-bis. (Notificazioni di atti e documenti, comunicazioni ed avvisi) 1.

Alla notificazione di atti e di documenti da parte di organi delle pubbliche amministrazioni a

soggetti diversi dagli interessati o da persone da essi delegate, nonche' a comunicazioni ed avvisi

circa il relativo contenuto, si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 137, terzo comma,

del codice di procedura civile. Nei biglietti e negli inviti di presentazione sono indicate le

informazioni strettamente necessarie a tale fine.".

13. All'articolo 148 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 3 e' sostituito dal seguente:

"3. L'atto e' notificato per intero, salvo che la legge disponga altrimenti, di regola mediante

consegna di copia al destinatario oppure, se cio' non e' possibile, alle persone indicate nel presente

titolo. Quando la notifica non puo' essere eseguita in mani proprie del destinatario, l'ufficiale

giudiziario o la polizia giudiziaria consegnano la copia dell'atto da notificare, fatta eccezione per il

caso di notificazione al difensore o al domiciliatario, dopo averla inserita in busta che provvedono

a sigillare trascrivendovi il numero cronologico della notificazione e dandone atto nella relazione

in calce all'originale e alla copia dell'atto.";

b) dopo il comma 5 e' aggiunto il seguente:

"5-bis. Le comunicazioni, gli avvisi ed ogni altro biglietto o invito consegnati non in busta chiusa a

persona diversa dal destinatario recano le indicazioni strettamente necessarie. ".

14. All'articolo 157, comma 6, del codice di procedura penale le parole: "e' scritta all'esterno del

plico stesso" sono sostituite dalle seguenti: "e' effettuata nei modi previsti dall'articolo 148, comma

3".

15. All'art. 80 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, approvate con decreto

legislativo 28 luglio 1989, n. 271, il comma 1 e' sostituito dal seguente:

"1. Se la copia del decreto di perquisizione locale e' consegnata al portiere o a chi ne fa le veci, si

applica la disposizione di cui all'articolo 148, comma 3, del codice.".

16. Alla legge 20 novembre 1982, n. 890, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2, primo comma, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Sulle buste non sono

apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell'atto.";

b) all'articolo 8, secondo comma, secondo periodo, dopo le parole: "L'agente postale rilascia

avviso" sono inserite le seguenti: ", in busta chiusa, del deposito".

Art. 175

(Forze di polizia)

1. Il trattamento effettuato per il conferimento delle notizie ed informazioni acquisite nel corso di

attivita' amministrative ai sensi dell'articolo 21, comma 1, della legge 26 marzo 2001, n. 128, e per

le connessioni di cui al comma 3 del medesimo articolo e' oggetto di comunicazione al Garante ai

sensi dell'articolo 39, commi 2 e 3.

2. I dati personali trattati dalle forze di polizia, dagli organi di pubblica sicurezza e dagli altri

soggetti di cui all'articolo 53, comma 1, senza l'ausilio di strumenti elettronici anteriormente alla

data di entrata in vigore del presente codice, in sede di applicazione del presente codice possono

essere ulteriormente trattati se ne e' verificata l'esattezza, completezza ed aggiornamento ai sensi

dell'articolo 11.

3. L'articolo 10 della legge 1 aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, e' sostituito dal

seguente:

"Art. 10 (Controlli)

1. Il controllo sul Centro elaborazione dati e' esercitato dal Garante per la protezione dei dati

personali, nei modi previsti dalla legge e dai regolamenti.

2. I dati e le informazioni conservati negli archivi del Centro possono essere utilizzati in

procedimenti giudiziari o amministrativi soltanto attraverso l'acquisizione delle fonti originarie

indicate nel primo comma dell'articolo 7, fermo restando quanto stabilito dall'articolo 240 del

codice di procedura penale. Quando nel corso di un procedimento giurisdizionale o amministrativo

viene rilevata l'erroneita' o l'incompletezza dei dati e delle informazioni, o l'illegittimita' del loro

trattamento, l'autorita' precedente ne da' notizia al Garante per la protezione dei dati personali.

3. La persona alla quale si riferiscono i dati puo' chiedere all'ufficio di cui alla lettera a) del primo

comma dell'articolo 5 la conferma dell'esistenza di dati personali che lo riguardano, la loro

comunicazione in forma intellegibile e, se i dati risultano trattati in violazione di vigenti

disposizioni di legge o di regolamento, la loro cancellazione o trasformazione in forma anonima.

4. Esperiti i necessari accertamenti, l'ufficio comunica al richiedente, non oltre trenta giorni dalla

richiesta, le determinazioni adottate. L'ufficio puo' omettere di provvedere sulla richiesta se cio'

puo' pregiudicare azioni od operazioni a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica o di

prevenzione e repressione della criminalita', dandone informazione al Garante per la protezione

dei dati personali.

5. Chiunque viene a conoscenza dell'esistenza di dati personali che lo riguardano, trattati anche in

forma non automatizzata in violazione di disposizioni di legge o di regolamento, puo' chiedere al

tribunale del luogo ove risiede il titolare del trattamento di compiere gli accertamenti necessari e

di ordinare la rettifica, l'integrazione, la cancellazione o la trasformazione in forma anonima dei

dati medesimi.".

Art. 176

(Soggetti pubblici)

1. Nell'articolo 24, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, dopo le parole: "mediante strumenti

informatici" sono inserite le seguenti: ", fuori dei casi di accesso a dati personali da parte della

persona cui i dati si riferiscono,".

2. Nell'articolo 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di ordinamento del

lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, dopo il comma 1 e' inserito il seguente: "1-

bis. I criteri di organizzazione di cui al presente articolo sono attuati nel rispetto della disciplina in

materia di trattamento dei dati personali.".

3. L'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, e successive

modificazioni, e' sostituito dal seguente: "1. E' istituito il Centro nazionale per l'informatica nella

pubblica amministrazione, che opera presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per

l'attuazione delle politiche del Ministro per l'innovazione e le tecnologie, con autonomia tecnica,

funzionale, amministrativa, contabile e finanziaria e con indipendenza di giudizio.".

4. Al Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione continuano ad applicarsi

l'articolo 6 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, nonche' le vigenti modalita' di

finanziamento nell'ambito dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

5. L'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo n. 39 del 1993, e successive modificazioni, e'

sostituito dal seguente: "1. Il Centro nazionale propone al Presidente del Consiglio dei ministri

l'adozione di regolamenti concernenti la sua organizzazione, il suo funzionamento,

l'amministrazione del personale, l'ordinamento delle carriere, nonche' la gestione delle spese nei

limiti previsti dal presente decreto.".

6. La denominazione: "Autorita' per l'informatica nella pubblica amministrazione" contenuta nella

vigente normativa e' sostituita dalla seguente: "Centro nazionale per l'informatica nella pubblica

amministrazione".

Art. 177

(Disciplina anagrafica, dello stato civile e delle liste elettorali)

1. Il comune puo' utilizzare gli elenchi di cui all'articolo 34, comma 1, del decreto del Presidente

della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, per esclusivo uso di pubblica utilita' anche in caso di

applicazione della disciplina in materia di comunicazione istituzionale.

2. Il comma 7 dell'articolo 28 della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, e'

sostituito dal seguente: "7. L'accesso alle informazioni non e' consentito nei confronti della madre

che abbia dichiarato alla nascita di non volere essere nominata ai sensi dell'articolo 30, comma 1,

del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.".

3. Il rilascio degli estratti degli atti dello stato civile di cui all'articolo 107 del decreto del Presidente

della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 e' consentito solo ai soggetti cui l'atto si riferisce, oppure

su motivata istanza comprovante l'interesse personale e concreto del richiedente a fini di tutela di

una situazione giuridicamente rilevante, ovvero decorsi settanta anni dalla formazione dell'atto.

4. Nel primo comma dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n.

223, sono soppresse le lettere d) ed e).

5. Nell'articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, il quinto

comma e' sostituto dal seguente: "Le liste elettorali possono essere rilasciate in copia per finalita'

di applicazione della disciplina in materia di elettorato attivo e passivo, di studio, di ricerca

statistica, scientifica o storica, o carattere socio-assistenziale o per il perseguimento di un interesse

collettivo o diffuso.".

Art. 178

(Disposizioni in materia sanitaria)

1. Nell'articolo 27, terzo e quinto comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, in materia di

libretto sanitario personale, dopo le parole: "il Consiglio sanitario nazionale" e prima della virgola

sono inserite le seguenti: "e il Garante per la protezione dei dati personali".

2. All'articolo 5 della legge 5 giugno 1990, n. 135, in materia di AIDS e infezione da HIV, sono

apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: "1. L'operatore sanitario e ogni altro soggetto che viene a

conoscenza di un caso di AIDS, ovvero di un caso di infezione da HIV, anche non accompagnato da

stato morboso, e' tenuto a prestare la necessaria assistenza e ad adottare ogni misura o

accorgimento occorrente per la tutela dei diritti e delle liberta' fondamentali dell'interessato,

nonche' della relativa dignita'.";

b) nel comma 2, le parole: "decreto del Ministro della sanita'" sono sostituite dalle seguenti:

"decreto del Ministro della salute, sentito il Garante per la protezione dei dati personali".

3. Nell'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 539, e successive

modificazioni, in materia di medicinali per uso umano, e' inserito, infine, il seguente periodo:

"Decorso tale periodo il farmacista distrugge le ricette con modalita' atte ad escludere l'accesso di

terzi ai dati in esse contenuti.".

4. All'articolo 2, comma 1, del decreto del Ministro della sanita' in data 11 febbraio 1997,

pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 72 del 27 marzo 1997, in materia di importazione di

medicinali registrati all'estero, sono soppresse le lettere f) ed h).

5. Nel comma 1, primo periodo, dell'articolo 5-bis del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23,

convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94, le parole da: "riguarda anche" fino

alla fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: "e' acquisito unitamente al consenso relativo al

trattamento dei dati personali".

Art. 179

(Altre modifiche)

1. Nell'articolo 6 della legge 2 aprile 1958, n. 339, sono soppresse le parole: "; mantenere la

necessaria riservatezza per tutto quanto si riferisce alla vita familiare" e: "garantire al lavoratore

il rispetto della sua personalita' e della sua liberta' morale;".

2. Nell'articolo 38, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, sono soppresse le parole:

"4," e ",8".

3. Al comma 3 dell'articolo 12 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, in materia di contratti

a distanza, sono aggiunte in fine le seguenti parole: ",ovvero, limitatamente alla violazione di cui

all'articolo 10, al Garante per la protezione dei dati personali".

4. Dopo l'articolo 107 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, di approvazione del testo

unico in materia di beni culturali e ambientali, e' inserito il seguente:

"Articolo 107-bis.

Trattamento di dati personali per scopi storici

1. I documenti per i quali e' autorizzata la consultazione ai sensi dell'articolo 107, comma 2,

conservano il loro carattere riservato e non possono essere diffusi.

2. I documenti detenuti presso l'Archivio centrale dello Stato e gli Archivi di Stato sono conservati e

consultabili anche in caso di esercizio dei diritti dell'interessato ai sensi dell'articolo 13 della legge

31 dicembre 1996, n. 675, qualora cio' risulti necessario per scopi storici. Ai documenti e' allegata

la documentazione relativa all'esercizio dei diritti. Su richiesta di chiunque vi abbia interesse ai

sensi del medesimo articolo 13, puo' essere comunque disposto il blocco dei dati personali, qualora

il loro trattamento comporti un concreto pericolo di lesione della dignita', della riservatezza o

dell'identita' personale degli interessati e i dati non siano di rilevante interesse pubblico.".

CAPO II

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art. 180

(Misure di sicurezza)

1. Le misure minime di sicurezza di cui agli articoli da 33 a 35 e all'allegato B) che non erano

previste dal decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 318, sono adottate entro il 30

giugno 2004.

2. Il titolare che alla data di entrata in vigore del presente codice dispone di strumenti elettronici

che, per obiettive ragioni tecniche, non consentono in tutto o in parte l'immediata applicazione delle

misure minime di cui all'articolo 34 e delle corrispondenti modalita' tecniche di cui all'allegato B),

descrive le medesime ragioni in un documento a data certa da conservare presso la propria struttura.

3. Nel caso di cui al comma 2, il titolare adotta ogni possibile misura di sicurezza in relazione agli

strumenti elettronici detenuti in modo da evitare, anche sulla base di idonee misure organizzative,

logistiche o procedurali, un incremento dei rischi di cui all'articolo 31, adeguando i medesimi

strumenti al piu' tardi entro un anno dall'entrata in vigore del codice.

Art. 181

(Altre disposizioni transitorie)

1. Per i trattamenti di dati personali iniziati prima del 1 gennaio 2004, in sede di prima applicazione

del presente codice:

a) l'identificazione con atto di natura regolamentare dei tipi di dati e di operazioni ai sensi degli

articoli 20, commi 2 e 3, e 21, comma 2, e' effettuata, ove mancante, entro il 30 settembre 2004;

b) la determinazione da rendere nota agli interessati ai sensi dell'articolo 26, commi 3, lettera a), e 4,

lettera a), e' adottata, ove mancante, entro il 30 giugno 2004;

c) le notificazioni previste dall'articolo 37 sono effettuate entro il 30 aprile 2004;

d) le comunicazioni previste dall'articolo 39 sono effettuate entro il 30 giugno 2004;

e) le modalita' semplificate per l'informativa e la manifestazione del consenso, ove necessario,

possono essere utilizzate dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta e dagli

organismi sanitari anche in occasione del primo ulteriore contatto con l'interessato, al piu' tardi

entro il 30 settembre 2004;

f) l'utilizzazione dei modelli di cui all'articolo 87, comma 2, e' obbligatoria a decorrere dal 1

gennaio 2005.

2. Le disposizioni di cui all'articolo 21-bis del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre

1963, n. 1409, introdotto dall'articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281, restano in

vigore fino alla data di entrata in vigore del presente codice.

3. L'individuazione dei trattamenti e dei titolari di cui agli articoli 46 e 53, da riportare nell'allegato

C), e' effettuata in sede di prima applicazione del presente codice entro il 30 giugno 2004.

4. Il materiale informativo eventualmente trasferito al Garante ai sensi dell'articolo 43, comma 1,

della legge 31 dicembre 1996, n. 675, utilizzato per le opportune verifiche, continua ad essere

successivamente archiviato o distrutto in base alla normativa vigente.

5. L'omissione delle generalita' e degli altri dati identificativi dell'interessato ai sensi dell'articolo

52, comma 4, e' effettuata sulle sentenze o decisioni pronunciate o adottate prima dell'entrata in

vigore del presente codice solo su diretta richiesta dell'interessato e limitatamente ai documenti

pubblicati mediante rete di comunicazione elettronica o sui nuovi prodotti su supporto cartaceo o

elettronico. I sistemi informativi utilizzati ai sensi dell'articolo 51, comma 1, sono adeguati alla

medesima disposizione entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice.

6. Le confessioni religiose che, prima dell'adozione del presente codice, abbiano determinato e

adottato nell'ambito del rispettivo ordinamento le garanzie di cui all'articolo 26, comma 3, lettera a),

possono proseguire l'attivita' di trattamento nel rispetto delle medesime.

Art. 182

(Ufficio del Garante)

1. Al fine di assicurare la continuita' delle attivita' istituzionali, in sede di prima applicazione del

presente codice e comunque non oltre il 31 marzo 2004, il Garante:

a) puo' individuare i presupposti per l'inquadramento in ruolo, al livello iniziale delle rispettive

qualifiche e nei limiti delle disponibilita' di organico, del personale appartenente ad amministrazioni

pubbliche o ad enti pubblici in servizio presso l'Ufficio del Garante in posizione di fuori ruolo o

equiparato alla data di pubblicazione del presente codice;

b) puo' prevedere riserve di posti nei concorsi pubblici, unicamente nel limite del trenta per cento

delle disponibilita' di organico, per il personale non di ruolo in servizio presso l'Ufficio del Garante

che abbia maturato un'esperienza lavorativa presso il Garante di almeno un anno.

CAPO III

ABROGAZIONI

Art. 183

(Norme abrogate)

1. Dalla data di entrata in vigore del presente codice sono abrogati:

a) la legge 31 dicembre 1996, n. 675;

b) la legge 3 novembre 2000, n. 325;

c) il decreto legislativo 9 maggio 1997, n. 123;

d) il decreto legislativo 28 luglio 1997, n. 255;

e) l'articolo 1 del decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 135;

f) il decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171;

g) il decreto legislativo 6 novembre 1998, n. 389;

h) il decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 51;

i) il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135;

l) il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 281, ad eccezione degli articoli 8, comma 1, 11 e 12;

m) il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 282;

n) il decreto legislativo 28 dicembre 2001, n. 467;

o) il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 1999, n. 318.

2. Dalla data di entrata in vigore del presente codice sono abrogati gli articoli 12, 13, 14, 15, 16, 17,

18, 19 e 20 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1998, n. 501.

3. Dalla data di entrata in vigore del presente codice sono o restano, altresi', abrogati:

a) l'art. 5, comma 9, del decreto del Ministro della sanita' 18 maggio 2001, n. 279, in materia di

malattie rare;

b) l'articolo 12 della legge 30 marzo 2001, n. 152;

c) l'articolo 4, comma 3, della legge 6 marzo 2001, n. 52, in materia di donatori midollo osseo;

d) l'articolo 16, commi 2 e 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,

in materia di certificati di assistenza al parto;

e) l'art. 2, comma 5, del decreto del Ministro della sanita' 27 ottobre 2000, n. 380, in materia di

flussi informativi sui dimessi dagli istituti di ricovero;

f) l'articolo 2, comma 5-quater 1, secondo e terzo periodo, del decreto-legge 28 marzo 2000, n. 70,

convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2000, n. 137, e successive modificazioni, in

materia di banca dati sinistri in ambito assicurativo;

g) l'articolo 6, comma 4, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204, in materia di diffusione di

dati a fini di ricerca e collaborazione in campo scientifico e tecnologico;

h) l'articolo 330-bis del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, in materia di diffusione di dati

relativi a studenti;

i) l'articolo 8, quarto comma, e l'articolo 9, quarto comma, della legge 1 aprile 1981, n. 121.

4. Dalla data in cui divengono efficaci le disposizioni del codice di deontologia e di buona condotta

di cui all'articolo 118, i termini di conservazione dei dati personali individuati ai sensi dell'articolo

119, eventualmente previsti da norme di legge o di regolamento, si osservano nella misura indicata

dal medesimo codice.

CAPO IV

NORME FINALI

Art. 184

(Attuazione di direttive europee)

1. Le disposizioni del presente codice danno attuazione alla direttiva 96/45/CE del Parlamento

europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, e alla direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e

del Consiglio, del 12 luglio 2002.

2. Quando leggi, regolamenti e altre disposizioni fanno riferimento a disposizioni comprese nella

legge 31 dicembre 1996, n. 675, e in altre disposizioni abrogate dal presente codice, il riferimento si

intende effettuato alle corrispondenti disposizioni del presente codice secondo la tavola di

corrispondenza riportata in allegato.

3. Restano ferme le disposizioni di legge e di regolamento che stabiliscono divieti o limiti piu'

restrittivi in materia di trattamento di taluni dati personali.

Art. 185

(Allegazione dei codici di deontologia e di buona condotta)

1. L'allegato A) riporta, oltre ai codici di cui all'articolo 12, commi 1 e 4, quelli promossi ai sensi

degli articoli 25 e 31 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e gia' pubblicati nella Gazzetta Ufficiale

della Repubblica italiana alla data di emanazione del presente codice.

Art. 186

(Entrata in vigore)

1. Le disposizioni di cui al presente codice entrano in vigore il 1 gennaio 2004, ad eccezione delle

disposizioni di cui agli articoli 156, 176, commi 3, 4, 5 e 6, e 182, che entrano in vigore il giorno

successivo alla data di pubblicazione del presente codice. Dalla medesima data si osservano altresi' i

termini in materia di ricorsi di cui agli articoli 149, comma 8, e 150, comma 2.

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