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Codice Etico

ex Decreto Legislativo n. 231/2001

  

Indice

PREMESSA

1. PRINCIPI GENERALI

1.1. Missione

1.2. Visione

1.3. ONESTÀ

1.4. CORRETTEZZA IN CASO DI POTENZIALI CONFLITTI DI INTERESSE

1.5. RISERVATEZZA

1.6. VALORE DELLE RISORSE UMANE

1.7. EQUITÀ DELL’AUTORITÀ

1.8. INTEGRITÀ E TUTELA DELLA PERSONA

1.9. TRASPARENZA, COMPLETEZZA E VERITÀ DELL’INFORMAZIONE

1.10. ESECUZIONE E RINEGOZIAZIONE DEI CONTRATTI

1.11. QUALITÀ DEI SERVIZI E DEI PRODOTTI

1.12. CONCORRENZA LEALE

1.13. DIVIETO DI FALSI NUMMARII

1.14. UTILIZZO DELL’ACCESSO AZIENDALE ALLA RETE INTERNET

1.15. DIVIETO DI ATTIVITÀ TERRORISTICHE O EVERSIVE DELL’ORDINE DEMOCRATICO

1.16. DOCUMENTABILITÀ DI OPERAZIONI E TRANSAZIONI

1.17. INDIVIDUAZIONE DEI RESPONSABILI DEI SINGOLI COMPARTI SOCIETARI

1.18. FINANZIAMENTO DI STRUTTURE PUBBLICHE O POLITICHE                                                        

1.19. ETICA NEGLI AFFARI                                                                              

1.20.RAPPORTI CON I CLIENTI                                                                                                                     

1.21. RAPPORTO CON I CLIENTI   

2. PREVENZIONE DEI REATI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2.1. REGOLE GENERALI

2.2. RICHIESTA DI FONDI PUBBLICI ALLO STATO/UNIONE EUROPEA/ALTRO ENTE PUBBLICO E LORO GESTIONE

2.3. PARTECIPAZIONE A PROCEDURE DI GARA INDETTE DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2.4. PARTECIPAZIONE A PROCEDIMENTI GIUDIZIARI

3. PREVENZIONE DEI REATI SOCIETARI

3.1. COMUNICAZIONI SOCIALI

3.2. COLLABORAZIONE CON LE SOCIETÀ DI REVISIONE E GLI ORGANI DI CONTROLLO

3.3. RESTITUZIONE DEI CONFERIMENTI SOCIALI

3.4. DIVIETO DI OPERAZIONI IN PREGIUDIZIO DEI CREDITORI

3.5. FORMAZIONE DEL CAPITALE

3.6. DIVIETO DI AGGIOTAGGIO

3.7. COLLABORAZIONE CON LE AUTORITÀ PUBBLICHE DI VIGILANZA

4. PREVENZIONE DEI DELITTI CONTRO LA PERSONALITÀ INDIVIDUALE

4.1. DIVIETO DI PORNOGRAFIA MINORILE E DETENZIONE DI MATERIALE PORNOGRAFICO

4.2. DIVIETO DI INIZIATIVE TURISTICHE VOLTE ALLO SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE MINORILE

4.3. ESTENSIONE DEI DIVIETI DI CUI AI PUNTI 4.1 E 4.2 ALLA PORNOGRAFIA E ALLA PROSTITUZIONE RIGUARDANTI PERSONE ADULTE

5 SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

6 ANTIRICICLAGGIO E RICETTAZIONE

7. COMPITI DELL’ORGANISMO DI VIGILANZA IN MATERIA DI ATTUAZIONE E    RISPETTO DEL CODICE ETICO

7.1. COMUNICAZIONE E FORMAZIONE

7.2. SEGNALAZIONI DEGLI OPERATORI

7.3. REPORTING SEMESTRALE DELL’ORGANISMO DI VIGILANZA

7.4. RELAZIONE ANNUALE DELL’ORGANISMO DI VIGILANZA

 

Premessa

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 231 del 2001 e successive modifiche è stata introdotta  nel nostro ordinamento  la responsabilità amministrativa degli enti, altrimenti denominata anche responsabilità penale dell’impresa, nel caso in cui determinati reati siano stati commessi nell’interesse o a vantaggio degli enti stessi da parte di soggetti in posizioni apicali nella loro organizzazione o da soggetti sottoposti alla loro direzione e coordinamento.

E’ stata così introdotta una innovazione legislativa che ha mutato radicalmente la natura stessa della responsabilità nel nostro Sistema; ed infatti, prima dell’entrata in vigore della riforma il principio cardine del nostro Ordinamento ancorava la responsabilità penale al principio della responsabilità soggettiva mentre da questo momento viene appunto ad introdursi una forma di responsabilità avente natura evidentemente oggettiva.

La riforma muove da modelli anglosassoni e si propone di regolamentare le dinamiche che nel corso degli ultimi decenni hanno profondamente modificato il sistema delle imprese ed il peso che queste hanno raggiunto nel rapporto con il contesto sociale in cui si inseriscono.

La normativa, tuttavia, prevede che un ente possa godere dell’esonero dalla responsabilità amministrativa qualora possa provare l’esistenza di alcuni presupposti prima della commissione dell’illecito; tra questi spicca l’adozione di un Codice Etico in relazione agli specifici reati previsti dal Decreto.

Al fine di adeguarsi alla puntuale osservanza del D.Lgs. n. 231/2001 la  L.B.CONSULTING S.R.L.   ha adottato il presente

Codice Etico con l’obiettivo di:

 favorire un approccio cooperativo verso i collaboratori;

 prevenire comportamenti non etici nella condotta degli affari, i quali possono compromettere il rapporto di fiducia tra la L.B.CONSULTING S.R.L.  e i suoi Collaboratori. A tal fine si specifica che si intendono non etici, e favoriscono l’assunzione di atteggiamenti ostili nei confronti della  L.B.CONSULTING S.R.L.  , i comportamenti di chiunque, singolo o organizzazione, tesi ad appropriarsi dei benefici della collaborazione altrui, sfruttando posizioni di forza contrattuale e non;

 accrescere la buona reputazione e l’immagine della società. In quest’ottica la L.B.CONSULTING S.R.L.  percorre due filoni principali:

a) verso l’esterno: gli investimenti dei soci, la fedeltà dei clienti, l’attrazione delle migliori risorse umane, la serenità dei fornitori e l’affidabilità dei creditori;

b) verso l’interno: la presa e l’attuazione effettiva delle decisioni favorendo una bassa conflittualità ed un’organizzazione del lavoro più snella oltre che al riparo da condotte che si configurino per l’eccesso d’autorità.

Coerentemente con i fini prefigurati, il Codice Etico della L.B.CONSULTING S.R.L.  è stato articolato in cinque capitoli:

1) un capitolo dedicato ai “Principi generali di comportamento”, in cui vengono forniti  i principi generali di comportamento cui devono attenersi gli Organi Sociali, i Dipendenti, i Responsabili di Rete, i Responsabili di Area, i Consulenti, i Collaboratori Esterni ed i Partner della L.B.CONSULTING S.R.L.;

2) tre capitoli (“Prevenzione dei reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione”,  “Prevenzione dei reati societari” e “Prevenzione dei delitti contro la Personalità Individuale”)  dedicati allo specifico comportamento richiesto agli Organi Sociali, i Dipendenti, i Responsabili di Rete, i Responsabili di Area, i Consulenti ed i Collaboratori Esterni ed i Partner di L.B.CONSULTING S.R.L.  per evitare di incorrere nelle predette fattispecie di reato

3) un capitolo relativo alle modalità di attuazione del Codice Etico

4) si allega,inoltre, un elenco dei reati presupposti ex d.lgs.231/01

Nel caso in cui anche una sola delle disposizioni del Codice Etico dovesse entrare in conflitto con disposizioni previste nelle procedure o nei regolamenti interni, il Codice Etico prevarrà su qualunque di queste disposizioni.

1 Principi generali

1.1 Missione

L.B.CONSULTING S.R.L.   nasce con l’intento di agevolare il dialogo tra le imprese e la banca creando un Network di consulenza globale a disposizione sia per le Banche che per le PMI con cui sviluppare relazioni a lungo termine attraverso una Piattaforma  tecnologica interattiva.

1.2. Visione

L.B.CONSULTING S.R.L.  opera sempre con trasparenza e qualità nel rispetto degli stakeholders ed in una logica di etica aziendale.

1.3. Onestà

L.B.CONSULTING S.R.L.  ha come principio imprescindibile il rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui essa opera.

Conseguentemente, nell’ambito della loro attività professionale, gli Organi Sociali, i Dipendenti, i Responsabili di Rete, i Responsabili di Area, i Consulenti, ed i Collaboratori Esterni ed i Partner di SOCIETA’, e chiunque abbia rapporti con essa, sono tenuti a osservare con diligenza le leggi ed i regolamenti vigenti in tutti i paesi in cui L.B.CONSULTING S.R.L.  opera.

In nessuna circostanza il perseguimento dell’interesse di  L.B.CONSULTING S.R.L.  può giustificare una condotta non onesta ai sensi del presente paragrafo.

L.B.CONSULTING S.R.L.  non inizierà o proseguirà nessun rapporto con chi non intenda allinearsi a questo principio.

1.4. Correttezza in caso di potenziali conflitti di interesse

Nell’esercizio di ogni attività devono sempre essere evitate situazioni, anche solo potenziali, di conflitto di interesse, ossia situazioni in cui un Dipendente, un membro degli Organi Sociali, un Responsabile di Area, un Consulente, un Collaboratore Esterno o un Partner persegua un interesse diverso da quello proprio di  L.B.CONSULTING S.R.L.  e dal bilanciamento degli interessi degli operatori o tragga personale vantaggio da opportunità d’affari dell’impresa.

1.5. Riservatezza

L.B.CONSULTING S.R.L.  garantisce la riservatezza delle informazioni in suo possesso e si astiene dall’effettuare ricerche di dati riservati, fatta eccezione per i casi in cui abbia ricevuto espressa e consapevole autorizzazione e le ricerche siano state effettuate in conformità alle norme giuridiche vigenti.

In particolare, i Dipendenti, gli Organi Sociali, i Responsabili di Area, i Consulenti, i Collaboratori Esterni e i Partner di L.B.CONSULTING S.R.L.  sono tenuti a non utilizzare informazioni riservate acquisite in relazione all’attività di L.B.CONSULTING S.R.L.  con finalità non connesse con l’esercizio della propria attività, come ad esempio nel caso di insider trading.

1.6. Valore delle risorse umane

L.B.CONSULTING S.R.L.  considera i Dipendenti e Collaboratori Esterni un elemento importante di successo e, conseguentemente, tutela e promuove il valore delle  risorse umane al fine di incrementare e migliorare il patrimonio e la competitività delle competenze di ogni collaboratore o dipendente.

1.7. Equità dell’autorità

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna affinché l’esercizio dell’autorità all’interno di relazioni gerarchiche sia sempre ispirato a criteri di equità e correttezza e non implichi la realizzazione di abusi di alcun genere. In particolare, L.B.CONSULTING S.R.L.  assicura che l’autorità non si trasformi in esercizio di un potere lesivo della dignità ed autonomia del Dipendente o del Collaboratore Esterno e che le scelte di organizzazione del lavoro salvaguardino il valore dei Dipendenti o Collaboratori Esterni.

1.8. Integrità e tutela della persona

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna a tutelare l’integrità morale dei suoi Dipendenti o Collaboratori Esterni garantendo il diritto a condizioni di lavoro rispettose della dignità della persona. Per questo motivo salvaguarda i lavoratori da atti di violenza psicologica, e contrasta qualsiasi atteggiamento o comportamento discriminatorio o lesivo della persona, delle sue convinzioni e delle sue preferenze (per esempio, nel caso di ingiurie, minacce, isolamento o eccessiva invadenza e di limitazioni professionali).

Non sono ammesse molestie sessuali e devono essere evitati comportamenti e discorsi che possano turbare la sensibilità della persona (per esempio, l’esposizione di immagini con espliciti riferimenti sessuali, allusioni insistenti e continuate).

Il Dipendente o il Collaboratore Esterno di L.B.CONSULTING S.R.L.  che ritengono di essere stati oggetto di molestie o di essere stati discriminati per motivi legati all’età, al sesso, alla sessualità, alla razza, allo stato di salute, alla nazionalità, alle opinioni politiche e alle credenze religiose, possono segnalare l’accaduto all’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. n. 231/2001, che valuterà l’effettiva violazione del Codice Etico.

1.9. Trasparenza, completezza e verità dell’informazione

I Dipendenti, i Responsabili di area, i Consulenti, i Collaboratori Esterni di L.B.CONSULTING S.R.L.   sono tenuti a dare informazioni complete, trasparenti, veritiere, comprensibili ed accurate, in modo tale che, nell’impostare i rapporti con l’azienda, gli operatori e chiunque altro entri in contatto con l’azienda siano in grado di prendere decisioni autonome e consapevoli degli interessi coinvolti, delle alternative possibili e delle implicazioni rilevanti. In particolare, nella formulazione di eventuali contratti,  L.B.CONSULTING S.R.L.  ha cura di specificare al contraente i comportamenti da tenere in tutte le possibili circostanze, in modo chiaro e comprensibile.

1.10. Esecuzione e rinegoziazione dei contratti

I contratti e gli incarichi di lavoro devono essere eseguiti in accordo con quanto stabilito consapevolmente dalle parti.

A tal riguardo, occorre evidenziare che L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna a:

 non sfruttare condizioni di ignoranza o di incapacità (anche solo temporanea) delle proprie controparti;

 evitare che nei rapporti già in essere, chiunque operi in suo nome e per suo conto, tenti di trarre vantaggio da lacune contrattuali, o eventi imprevisti, per rinegoziare il contratto con il solo obiettivo di sfruttare la posizione di dipendenza o debolezza nelle quali si sia venuto a trovare l’interlocutore.

1.11. Qualità dei servizi e dei prodotti

L’operatività di L.B.CONSULTING S.R.L è volta alla soddisfazione e tutela dei propri clienti, considerati il patrimonio garante della prosperità attuale e futura della società. A tal fine L.B.CONSULTING S.R.L.  :

 tiene conto delle richieste dei clienti in grado di favorire un miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi;

 indirizza le proprie attività di ricerca, sviluppo e prestazioni verso standard elevati di qualità dei prodotti e dei servizi.

1.12. Concorrenza leale

L.B.CONSULTING S.R.L.  intende tutelare il valore della concorrenza leale e pertanto si astiene da comportamenti di tipo collusivo, predatorio o caratterizzante l’abuso di posizione dominante.

1.13. Divieto di falsi nummarii

L.B.CONSULTING S.R.L.  è contraria a qualsiasi forma di attività che possa ricondursi alla realizzazione dei reati di falso nummario, previsti dagli artt. 453 e ss. del codice penale.

Anche al fine di prevenire danni d’immagine alla società, è quindi vietato ai Dipendenti, ai membri degli Organi Sociali, ai Responsabili di Area, ai Consulenti, ai Collaboratori Esterni e ai Partner di L.B.CONSULTING S.R.L. 

 effettuare contraffazioni di monete nazionali/straniere aventi corso legale nello Stato o fuori dello Stato;

 alterare in qualsiasi modo delle monete genuine per dare ad esse l’apparenza di un valore superiore;

 acquistare o ricevere dal falsificatore o dall’alteratore ovvero da un intermediario delle monete contraffatte o alterate al fine di metterle in circolazione;

 alterare monete nazionali o straniere aventi corso legale nello Stato o fuori dello Stato scemandone il valore;

 acquistare o detenere monete contraffatte o alterate al fine di metterle in circolazione;

 spendere o mettere in circolazione monete contraffatte o alterate, anche se ricevute in buona fede;

 effettuare contraffazioni o alterazioni di valori di bollo;

 introdurre nel territorio dello Stato, acquistare, detenere o mettere in circolazione valori di bollo contraffatti;

 effettuare contraffazioni della carta filigranata che si adopera per la fabbricazione delle carte di pubblico credito o dei valori di bollo;

 acquistare, detenere o alienare della carta filigranata di cui sopra contraffatta;

 fabbricare, acquistare, detenere o alterare filigrane, programmi informatici o strumenti destinati  esclusivamente alla alterazione o contraffazione di monete, valori di bollo e carta filigranata.

1.14. Utilizzo dell’accesso aziendale alla rete Internet

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna ad evitare l’utilizzo dell’accesso aziendale alla rete Internet per motivi non strettamente attinenti alle ragioni lavorative ed, in particolare, ne vieta l’utilizzo per venire in possesso di o distribuire materiale pornografico e pedopornografico.

Conseguentemente, anche al fine di conseguenze lesive dell’immagine della società:

 è previsto l’utilizzo di procedure informatiche che, mediante appositi “filtri”, impediscono ai Dipendenti L.B.CONSULTING S.R.L.  l’accesso ai siti Internet che espongono materiale pornografico e pedopornografico;

 ai Dipendenti L.B.CONSULTING S.R.L.  è comunque fortemente raccomandato di non accedere a siti Internet che espongano materiale pornografico e pedopornografico.

1.15. Divieto di attività terroristiche o eversive dell’ordine democratico

L.B.CONSULTING S.R.L.  è contraria a qualsiasi forma di attività realizzata con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico.

Pertanto, anche al fine di evitare conseguenze lesive dell’immagine della società:

 è vietato ai Dipendenti, ai membri degli Organi Sociali, ai Responsabili di Area, ai Consulenti, ai Collaboratori Esterni e ai Partner di L.B.CONSULTING S.R.L.  compiere qualsiasi forma di attività che abbia finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico;

 il Dipendente L.B.CONSULTING S.R.L.  che abbia il fondato sospetto che un suo collega svolga attività con finalità di terrorismo o eversione dell’ordine democratico, deve darne comunicazione immediata alla autorità di pubblica sicurezza nonché all’Organismo di Vigilanza  ex  D. Lgs. n. 231/2001, che adotteranno ogni iniziativa per collaborare attivamente con la predetta autorità.

1.16. Documentabilità di operazioni e transazioni

Ogni operazione e transazione di L.B.CONSULTING S.R.L.  deve essere correttamente registrata, autorizzata, verificabile, legittima, coerente e congrua. A tal fine, tutte le azioni e le operazioni di L.B.CONSULTING S.R.L.  devono avere una registrazione adeguata e deve essere possibile la verifica del processo di decisione, autorizzazione e svolgimento.

Per ogni operazione deve pertanto essere predisposto un adeguato supporto documentale al fine di poter procedere, in ogni momento, all’effettuazione di controlli che attestino le caratteristiche e le motivazioni dell’operazione ed individuino chi ha autorizzato, effettuato, registrato e verificato l’operazione stessa.

1.17. Individuazione dei responsabili dei singoli comparti societari

Al fine di consentire la massima chiarezza e trasparenza nell’agire ed allo scopo di favorire sempre la riconducibilità di ogni azione al soggetto responsabile L.B.CONSULTING S.R.L.  comunica all’Organismo di Vigilanza l’organizzazione del personale e la divisione dei responsabili interna alla società altresì informando l’O.d.V. circa la nomina di procuratori speciali.

1.18. Finanziamento di strutture pubbliche o politiche

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna al rispetto delle normative vigenti nell’eventuale attività di finanziamento di partiti politici, comitati, organizzazioni pubbliche o candidati politici.

L’eventuale finanziamento dovrà, in ogni caso, essere caratterizzato dalla massima trasparenza e di esso si dovrà fornire ogni più ampia informazione all’Organismo di Vigilanza ex D.lgs.. n. 231/2001, che dovrà esprimere un parere scritto sulla conformità dello stesso ai principi del presente Codice Etico e della normativa vigente.

L.B.CONSULTING S.R.L.  esclude, comunque, ogni e qualsiasi forma di finanziamento o contributo ai predetti soggetti qualora gli stessi perseguano, anche in maniera lecita, fini, scopi o idee che siano in contrasto con i principi del presente Codice Etico e, più in generale, con quelli solennemente enunciati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

1.19. Etica negli affari

L.B.CONSULTING S.R.L.  opera costantemente nel rispetto delle regole etiche ed in completa trasparenza nella conduzione degli affari. Questo approccio è necessario per perseguire con vantaggio e competitività gli obiettivi aziendali.

1.20. Rapporti con i Clienti

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna a comunicare costantemente con i Suoi clienti con chiarezza, trasparenza, tempestività e completezza per garantire costante monitoraggio sulle pratiche in corso e massima qualità nel servizio offerto. A tal fine, L.B.CONSULTING S.R.L.  , si è dotata di una piattaforma tecnologica che permette un continuo contatto tra i Clienti ed i Consulenti, il Back-office e le Banche. In questo modo il cliente ha la possibilità di monitorare in qualsiasi momento la stato della propria richiesta di finanziamento e di interagire costantemente con la struttura.

Obiettivo primario è controllare la piena soddisfazione delle esigenze dei Clienti anche per poter creare un rapporto basato sulla correttezza, trasparenza ed onestà.

L.B.CONSULTING S.R.L.  non avvierà rapporti con persone appartenenti ad organizzazioni criminali o che comunque operano fuori dalla legalità, anche qualora vi sia il solo sospetto di tale realtà.

1.21. Relazioni con Dipendenti e Collaboratori

L.B.CONSULTING S.R.L.  riconosce la centralità delle risorse umane e si impregna a creare le condizioni di lavoro ottimali e funzionali alla tutela dei lavoratori (come indicato nel punto 1.7).

Ugualmente le risorse umane hanno il dovere di assumere comportamenti professionali e dimostrare onestà, proattività e dedizione verso l’Azienda stessa.

La valutazione delle candidature e la selezione del personale sono effettuate secondo le esigenze aziendali selezionando in base ai profili ricercati e garantendo pari opportunità a tutti i candidati.

1.22. Formazione dei Dipendenti

Per L.B.CONSULTING S.R.L.   la formazione è l’asse portante di ogni azienda e si impegna a far crescere e valorizzare i propri dipendenti attraverso corsi di formazione erogati su base annua sui diversi temi dell’organizzazione e dell’attività aziendale.

2. Prevenzione dei reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione

2.1. Regole generali

Alcuni comportamenti rientranti nella normale prassi commerciale possono essere ritenuti inaccettabili, se non addirittura in aperta violazione di legge o regolamenti,  se tenuti nei confronti di dipendenti della Pubblica Amministrazione o di funzionari che agiscono per conto della Pubblica Amministrazione.

Al fine di prevenire i comportamenti sopra citati, si precisa che ai Dipendenti di L.B.CONSULTING S.R.L.  , nonché ai suoi Organi Sociali, Responsabili di Area, Consulenti, Collaboratori Esterni e Partner di  L.B.CONSULTING S.R.L.  e ai consulenti o soggetti “terzi” eventualmente utilizzati da L.B.CONSULTING S.R.L.  per essere rappresentata nei rapporti verso la Pubblica Amministrazione, è vietato:

 offrire denaro o doni a dirigenti, funzionari o dipendenti della Pubblica Amministrazione o a loro parenti, sia italiani che di altri paesi;

 offrire qualsiasi oggetto, servizio, prestazione o favore di valore per ottenere un trattamento più favorevole in relazione a qualsiasi rapporto intrattenuto con la Pubblica Amministrazione;

 quando è in corso una qualsiasi trattativa d’affari, richiesta o rapporto con la Pubblica Amministrazione, cercare di influenzare impropriamente le decisioni della controparte, comprese quelle dei funzionari che trattano o prendono decisioni, per conto della Pubblica Amministrazione;

 nel caso specifico dell’effettuazione di una gara con la Pubblica Amministrazione, non operare nel rispetto della legge e della corretta pratica commerciale;

 nel corso di una trattativa d’affari, richiesta o rapporto commerciale con la Pubblica Amministrazione, intraprendere (direttamente o indirettamente) le seguenti azioni:

a) esaminare o proporre opportunità di impiego o commerciali che possano avvantaggiare dipendenti della Pubblica Amministrazione a titolo personale;

b) offrire o in alcun modo fornire omaggi;

c) sollecitare o ottenere informazioni riservate che possano compromettere l’integrità o la reputazione di entrambe le parti.

A fini cautelativi, infine, L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna a selezionare i propri Partner tra i soggetti che, per quota di mercato, per specifiche competenze tecniche o per elevata durata della loro presenza sul mercato, vengono riconosciuti come leader o ai più alti livelli nel mercato di riferimento.

Qualsiasi violazione (effettiva o potenziale) delle norme di condotta incluse nel presente paragrafo, commessa da L.B.CONSULTING S.R.L.  o da terzi, deve essere segnalata tempestivamente all’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. n. 231/2001.

2.2. Richiesta di fondi pubblici allo Stato/Unione Europea/altro ente pubblico e loro gestione In relazione a richieste di fondi pubblici allo Stato/Unione Europea/altro ente pubblico ed al loro utilizzo,

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna a procedere nell’iter per l’ottenimento dei fondi e nel loro utilizzo in modo corretto, nel rispetto della legge, delle norme del presente Codice Etico e delle procedure interne, anche al fine di evitare possibili lesioni dell’immagine dell’azienda.

È pertanto vietato ai Dipendenti, agli Organi Sociali e ai Collaboratori di L.B.CONSULTING S.R.L.

 impiegare i fondi ricevuti da L.B.CONSULTING S.R.L.  per favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere o allo svolgimento di attività di pubblico interesse con finalità diverse da quelle per cui sono stati ottenuti;

 utilizzare/presentare dichiarazioni o documenti falsi/attestanti cose non vere ovvero omettere informazioni dovute al fine di conseguire indebitamente i fondi;

 promettere/dare ad un Pubblico Ufficiale, per lui o per un terzo, una retribuzione non dovuta in denaro od altra utilità in cambio di un atto del suo ufficio necessario per l’ottenimento di fondi da parte di L.B.CONSULTING S.R.L.;

 promettere/dare ad un Pubblico Ufficiale, per lui o per un terzo, una somma di denaro od un’altra utilità al fine di fargli omettere/ritardare un atto del suo ufficio o per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio al fine di favorire l’ottenimento di fondi da parte di L.B.CONSULTING S.R.L. ;

 indurre, con artifici o raggiri, lo Stato/altro ente pubblico in errore al fine di far ottenere a L.B.CONSULTING S.R.L.  i fondi;

 alterare (in qualsiasi modo) il funzionamento di un sistema informatico/telematico o intervenire (senza diritto ed in qualsiasi modo) su dati/informazioni/programmi contenuti in un sistema informatico/telematico o ad esso pertinenti per poter ottenere i fondi o maggiorare l’importo di fondi già ottenuti, ma in misura minore.

2.3. Partecipazione a procedure di gara indette dalla Pubblica Amministrazione

In caso di partecipazione a procedure di gara indette dalla Pubblica Amministrazione,  L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna a procedere nell’iter per la partecipazione alla gara in modo corretto, nel rispetto della legge, delle norme del presente Codice Etico e delle procedure interne, anche al fine di evitare possibili lesioni dell’immagine dell’azienda.

È pertanto vietato ai Dipendenti, agli Organi Sociali e ai Collaboratori di L.B.CONSULTING S.R.L. :

 promettere/dare ad un Pubblico Ufficiale, per lui o per un terzo, una retribuzione non dovuta in denaro od altra utilità in cambio di un atto del suo ufficio necessario per l’avanzamento di  L.B.CONSULTING S.R.L.  nella procedura di gara;

 promettere/dare ad un Pubblico Ufficiale, per lui o per un terzo, una somma di denaro od un’altra utilità al fine di fargli omettere/ritardare un atto del suo ufficio o per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio al fine di favorire l’avanzamento di L.B.CONSULTING S.R.L.  nella procedura di gara;

 indurre, con artifici o raggiri, lo Stato/altro ente pubblico in errore al fine di favorire l’avanzamento di L.B.CONSULTING S.R.L.  nella procedura di gara;

 alterare (in qualsiasi modo) il funzionamento di un sistema informatico/telematico o intervenire (senza diritto ed in qualsiasi modo) su dati/informazioni/programmi contenuti in un sistema informatico/telematico o ad esso pertinenti per poter favorire l’avanzamento di L.B.CONSULTING S.R.L.  nella procedura di gara.

 Qualora a L.B.CONSULTING S.R.L.  sia richiesta, da un terzo (cliente privato), la collaborazione nella formulazione di un’offerta alla Pubblica Amministrazione che il terzo (cliente privato) stesso dovrà presentare, si procederà nel seguente modo:

o all’inizio della collaborazione, il responsabile consegnerà una copia del Codice Etico L.B.CONSULTING S.R.L.   ex D. Lgs. n. 231/2001 al terzo (cliente privato) per consentirgliene la lettura e la comprensione.

A tal riguardo, si specifica che l’Organismo di Vigilanza di L.B.CONSULTING S.R.L.  rimarrà a completa disposizione del terzo (cliente privato) per eventuali chiarimenti;

o prima della formulazione definitiva dell’offerta, si richiederà al terzo (cliente privato) di dichiarare per iscritto di avere preso atto del Codice Etico  L.B.CONSULTING S.R.L.  ex  D. Lgs. n. 231/2001 e di conoscerne il contenuto.

2.4. Partecipazione a procedimenti giudiziari

In caso di partecipazione a procedimenti giudiziari, L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna ad intervenire nel procedimento giudiziario in modo corretto, nel rispetto della legge e delle norme del presente Codice Etico, anche al fine di evitare possibili lesioni dell’immagine dell’azienda.

Nei procedimenti giudiziari in cui L.B.CONSULTING S.R.L.  sia parte, è vietato ai Dipendenti, agli Organi Sociali e ai Collaboratori di L.B.CONSULTING S.R.L. :

a) promettere/dare ad un Pubblico Ufficiale (es. un magistrato, un cancelliere o un altro funzionario), per lui o per un terzo, una retribuzione non dovuta in denaro od altra utilità in cambio di un atto del suo ufficio al fine di ottenere un vantaggio per L.B.CONSULTING S.R.L.  nel procedimento giudiziario;

b) promettere/dare ad un Pubblico Ufficiale (es. un magistrato, un cancelliere o un altro funzionario), per lui o per un terzo, una somma di denaro od un’altra utilità al fine di fargli omettere/ritardare un atto del suo ufficio o per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio al fine di ottenere un vantaggio per L.B.CONSULTING S.R.L.  nel procedimento giudiziario;

c) promettere/dare a chi riveste l’ufficio di testimone, per lui o per un terzo, una somma di denaro ovvero altra utilità allo scopo di fargli dire od omettere quanto eventualmente considerato in danno della L.B.CONSULTING S.R.L.  ;

d) indurre, con artifici o raggiri, lo Stato/altro ente pubblico in errore al fine di ottenere un vantaggio per L.B.CONSULTING S.R.L.  nel procedimento giudiziario;

e) alterare (in qualsiasi modo) il funzionamento di un sistema informatico/telematico o intervenire (senza diritto ed in qualsiasi modo) su dati/informazioni/programmi contenuti in un sistema informatico/telematico o ad esso pertinenti al fine di ottenere un vantaggio per L.B.CONSULTING S.R.L.  nel procedimento giudiziario.

3. Prevenzione dei reati societari

3.1. Comunicazioni sociali

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna affinché le sue comunicazioni sociali vengano effettuate in modo chiaro, corretto e veritiero, nel rispetto della legge e preservando gli interessi degli operatori. A tal fine, agli organi sociali di L.B.CONSULTING S.R.L.  è vietato, con l’intenzione di ingannare i soci o il pubblico e al fine di conseguire per sé o altri un ingiusto profitto:

1. esporre fatti materiali non rispondenti al vero;

2. omettere informazioni la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o del gruppo di appartenenza della società.

3.2. Collaborazione con le società di revisione e gli organi di controllo

L.B.CONSULTING S.R.L.  è fortemente convinta della necessità di instaurare rapporti con le società di revisione e gli altri organi di controllo  improntati alla lealtà, al rispetto della legge e alla reciproca collaborazione al fine di assicurare il rispetto degli interessi degli operatori e garantire il corretto e completo svolgimento delle attività di controllo e revisione.

A tal fine, è vietato:

 agli organi sociali di L.B.CONSULTING S.R.L.  , di occultare documenti o utilizzare altri idonei artifici per impedire o ostacolare lo svolgimento delle attività di controllo o revisione legalmente attribuite ai soci, ad altri organi sociali o alle società di revisione;

 ai Dipendenti  L.B.CONSULTING S.R.L.  , di collaborare con l’eventuale condotta illecita del responsabile della revisione finalizzata ad attestare il falso od occultare informazioni sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società.

3.3. Restituzione dei conferimenti sociali  

Al fine di preservare l’integrità del patrimonio sociale e garantire il rispetto, oltre che della legge, degli interessi degli operatori, agli organi sociali di L.B.CONSULTING S.R.L.  è vietato:

 restituire, anche simulatamente, i conferimenti ai soci fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale;

 liberare i soci dall’obbligo di esecuzione dei conferimenti fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale.

3.4. Divieto di operazioni in pregiudizio dei creditori

Al fine di preservare gli interessi dei creditori, agli organi sociali di  L.B.CONSULTING S.R.L.  è vietato effettuare riduzioni del capitale sociale, fusioni con altre società o scissioni in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori.

3.5. Formazione del capitale

Al fine di preservare l’integrità del patrimonio sociale e garantire il rispetto, oltre che della legge, degli interessi degli operatori, agli organi sociali di  L.B.CONSULTING S.R.L.  è vietato procedere, anche solo in via parziale, alla formazione fittizia del capitale sociale o al suo aumento fittizio, mediante:

 attribuzioni di quote in misura complessivamente superiore al capitale sociale;

 sottoscrizione reciproca di quote;

 sopravvalutazione rilevante dei conferimenti di beni in natura, di crediti ovvero del patrimonio sociale in caso di trasformazione d’azienda.

3.6. Divieto di aggiotaggio

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna a prevenire fenomeni di aggiotaggio compiuti naturalmente anche se con la volontà di generare un vantaggio o un profitto per SOCIETA’ stessa, in relazione anche a strumenti finanziari eventualmente non pertinenti ad essa; a tal fine è vietato ai Dipendenti L.B.CONSULTING S.R.L.  :

1. diffondere notizie false o compiere operazioni simulate o altri artifici in grado di  provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari quotati e non;

2. incidere in modo significativo sull’affidamento del pubblico nella stabilità patrimoniale di banche e gruppi bancari.

3.7. Collaborazione con le autorità pubbliche di vigilanza

L.B.CONSULTING S.R.L.  considera necessario avere rapporti con le autorità pubbliche di vigilanza improntati alla lealtà, al rispetto della legge e alla reciproca collaborazione al fine di assicurare il rispetto degli interessi degli operatori e garantire il corretto e completo svolgimento delle attività di vigilanza.

A tal fine, nelle eventuali comunicazioni alle suddette autorità previste dalla legge è vietato:

 esporre fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria di L.B.CONSULTING S.R.L. ;

 occultare con altri mezzi fraudolenti, in tutto o in parte, fatti che avrebbero dovuto essere comunicati sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria di L.B.CONSULTING S.R.L. 

4. Prevenzione dei delitti contro la Personalità Individuale

4.1. Divieto di pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico

Al fine di evitare che i Dipendenti, i membri degli Organi Sociali e i Collaboratori di L.B.CONSULTING S.R.L.  possano incorrere nei reati di pornografia minorile (art. 600-ter codice penale) e detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater codice penale) e così ledere l’immagine di L.B.CONSULTING S.R.L.  , è loro vietato di:

 sfruttare i minori di anni 18 per la realizzazione di esibizioni pornografiche o la produzione di materiale pornografico;

 distribuire, divulgare, pubblicizzare il materiale pornografico di cui sopra con qualsiasi mezzo, anche per via telematica;

 distribuire o divulgare notizie/informazioni finalizzate all’adescamento o allo sfruttamento sessuale dei minori di anni 18;

 cedere consapevolmente, anche a titolo gratuito, materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori di anni 18;

 consapevolmente procurarsi o disporre di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori di anni 18.

4.2. Divieto di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile

L.B.CONSULTING S.R.L.  si impegna con ogni mezzo ad evitare e comunque a scoraggiare che suoi Dipendenti, membri degli Organi Sociali o Collaboratori possano incorrere nel reato di iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies codice penale) e così ledere l’immagine di L.B.CONSULTING S.R.L. 

È pertanto vietato ai Dipendenti, ai membri degli Organi Sociali e ai Collaboratori di L.B.CONSULTING S.R.L.  organizzare o propagandare viaggi finalizzati alla fruizione di attività di prostituzione a danno di minori o comunque comprendenti tali attività.

4.3. Estensione dei divieti di cui ai punti 4.1 e 4.2 alla pornografia e alla prostituzione riguardanti persone adulte L.B.CONSULTING S.R.L.  dichiara di estendere i divieti di cui ai punti 5.1 e 5.2 che precedono anche ad ogni genere di attività pornografica nonché ad ogni forma di prostituzione pur se compiute tra persone adulte e consenzienti.

5. Salute e sicurezza sul lavoro

L.B.CONSULTING S.R.L.  è consapevole della necessità di garantire condizioni di sicurezza e di salute negli ambienti di lavoro e si impegna a diffondere tra i suoi dipendenti i comportamenti idonei per preservare questi aspetti.

In  particolare, i Dipendenti L.B.CONSULTING S.R.L.  , devono :

a) prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle loro azioni o omissioni, conformemente alla formazione, alle istruzioni ed ai mezzi forniti dal Consulente in materia di sicurezza sul lavoro;

b) contribuire all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro;

c) partecipare ai programmi di formazione organizzati.

6. Antiriciclaggio e ricettazione

Tutti i Dipendenti, Collaboratori e Partner commerciali adottano gli strumenti e le cautele opportune per garantire la trasparenza e la correttezza delle transazioni commerciali.

In particolare, è obbligatorio, tra l’altro, che:

a) gli incarichi conferiti ad eventuali aziende di servizi e/o persone fisiche che curino gli interessi  economico/finanziari della Società siano redatti per iscritto, con l’indicazione dei contenuti e  delle condizioni economiche pattuite.

b) le funzioni competenti assicurino il controllo della avvenuta regolarità dei pagamenti nei confronti di tutte le controparti anche mediante la verifica della coincidenza tra il soggetto a cui è intestato l’ordine e il soggetto che incassa le relative somme.

7. Compiti dell’Organismo di Vigilanza in materia di attuazione e rispetto del Codice Etico

Al fine di garantire l’effettiva attuazione ed il rispetto del presente Codice Etico, all’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. n. 231/2001 sono assegnati i seguenti compiti:

1. sovrintendere alla attività di comunicazione ed implementazione del Codice Etico;

2. ricevere ed analizzare le segnalazioni degli operatori in merito alle violazioni del Codice Etico;

3. effettuare dei report almeno semestrali ad uso dell’Amministratore Unico;

4. effettuare una relazione annuale sull’attività svolta nell’anno in relazione alla verifica del rispetto del Codice Etico.

7.1. Comunicazione e formazione del Codice Etico

Il Codice Etico viene portato a conoscenza degli operatori interni ed esterni tramite le seguenti specifiche attività di comunicazione:

 la consegna a tutti i Dipendenti L.B.CONSULTING S.R.L.  di copia del Codice;

 la formale dichiarazione di vincolo del Codice Etico sotto il profilo disciplinare per tutti i Dipendenti mediante circolare interna e l’affissione dello stesso nei locali ove si svolge l’attività sociale in luogo accessibile a tutti;

 la pubblicazione in rete nel caso in cui l’Azienda disponga di un proprio sito internet;

 l’introduzione in tutti i contratti L.B.CONSULTING S.R.L.  di una nota informativa relativa all’adozione del Codice;

 l’inserimento di clausole risolutive espresse nei contratti di fornitura o collaborazione (agenzia, partnership, …) che facciano esplicito riferimento al rispetto delle disposizioni del Codice Etico;

 una relazione annuale sull’attività svolta dall’Organismo di Vigilanza.

 Al fine di assicurare una corretta comprensione del Codice Etico a tutti i nuovi Dipendenti e Collaboratori di  L.B.CONSULTING S.R.L.  , l’Organismo di Vigilanza  ex  D. Lgs. n. 231/2001 predispone ed effettua iniziative di formazione differenziate secondo il ruolo e la responsabilità dei Dipendenti o Collaboratori.

7.2. 28 febbraio 201228/02/2012

Tutti gli operatori di L.B.CONSULTING S.R.L.  possono segnalare, per iscritto ed in forma non anonima, ogni violazione o sospetto di violazione del Codice Etico all’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. n. 231/2001, che provvede ad una verifica sulla segnalazione, ascoltandone eventualmente l’autore ed il responsabile della presunta violazione.

In merito a tali segnalazioni, l’Organismo di Vigilanza agisce in modo da:

 garantire i segnalanti contro qualsiasi tipo di ritorsione (finalizzata, cioè, alla realizzazione di una forma di penalizzazione o discriminazione);

 assicurare la riservatezza dell’identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge.

7.3. Relazione semestrale dell’Organismo di Vigilanza

L’Organismo di Vigilanza  ex D. Lgs. n. 231/2001 predispone una Relazione semestrale per l’Amministratore unico, contenente:

1. la lista delle attività effettuate nel corso del semestre di riferimento con particolare riferimento all’attività di formazione;

2. le violazioni del Codice Etico riscontrate nel corso del semestre ed i conseguenti suggerimenti per l’adozione di provvedimenti contro il responsabile della violazione;

3. le proposte di rettifica ed integrazione del Codice Etico necessarie per mantenerlo effettivo ed aggiornato.

7.4. Relazione annuale dell’Organismo di Vigilanza

L’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. n. 231/2001, annualmente, predispone una relazione contenente:

 sintesi di tutte le attività svolte nel corso dell’anno, dei controlli e delle verifiche eseguite;

 eventuale aggiornamento del Codice Etico;

 altri temi di rilevanza;

 piano annuale di attività previste per l’anno successivo.

 

ALLEGATO

Elenco dei reati presupposti  ex d.lgs 231/01

Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 24, D.Lgs. 231/01).

 Malversazione a danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 316-bis c.p.);

 Indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.316-ter c.p.);

 Truffa in danno dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art.640, comma 2, n.1, c.p.);

 Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.);

 Frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico (art. 640-ter c.p.).

Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 25, D.Lgs. 231/01).

 Corruzione per un atto d’ufficio (art. 318 c.p.);

 Pene per il corruttore (art. 321 c.p.);

 Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.);

 Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.);

 Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.);

 Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);

 Concussione (art. 317 c.p.).

Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 marzo 2008 n. 48, art. 7].

 falsità in un documento informatico pubblico o avente efficacia probatoria (art. 491-bis c.p.);

 accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.);

 detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater c.p.);

 diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (art. 615-quinquies c.p.);

 intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater c.p.);

 installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni  informatiche o telematiche (art. 615-quinquies c.p.);

 danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici (art. 635-bis c.p.);

 danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità (art. 635-ter c.p.);

 danneggiamento di sistemi informatici o telematici (art. 635-quater c.p.);

 danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità (art. 635-quinquies c.p.);

 frode informatica del certificatore di firma elettronica (art. 640-quinquies c.p.)

Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 25, D.Lgs. 231/01).

 Corruzione per un atto d’ufficio (art. 318 c.p.);

 Pene per il corruttore (art. 321 c.p.);

 Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio (art. 319 c.p.);

 Circostanze aggravanti (art. 319-bis c.p.);

 Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.);

 Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.);

 Concussione (art. 317 c.p.).

                                                                         

Reati di falso nummario (art. 25-bis, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.L. 25 settembre 2001 n. 350, art. 6, D.L. convertito con modificazioni dalla legge n. 409 del 23/11/2001].

 Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete

falsificate (art. 453 c.p.);

 Alterazione di monete (art. 454 c.p.);

 Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate (art. 455 c.p.);

 Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede. (art. 457 c.p.);

 Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati. (art. 459 c.p.);

 Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo. (art. 460 c.p.);

 Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata (art. 461 c.p.);

 Uso di valori di bollo contraffatti o alterati. (art. 464 c.p.).

Reati societari (art. 25-ter, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 11 aprile 2002 n. 61, art. 3].

 False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.);

 False comunicazioni sociali in danno dei soci o dei creditori (art. 2622, comma 1 e 3, c.c.);

 Falso in prospetto (art. 2623, comma 1 e 2, c.c.) (l'art. 2623 è soppresso dal 12/01/2006 dalla Legge del 28/12/2005 n. 262 art. 34;

 Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art. 2624, comma 1 e 2, c.c.);

 Impedito controllo (art. 2625, comma 2, c.c.);

 Formazione fittizia del capitale (art. 2632 c.c.);

 Indebita restituzione di conferimenti (art. 2626 c.c.);

 Illegale ripartizione degli utili e delle riserve (art. 2627 c.c.);

 Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante (art. 2628 c.c.);

 Operazioni in pregiudizio dei creditori (art. 2629 c.c.);

 Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori (art. 2633 c.c.);

 Illecita influenza sull’assemblea (art. 2636 c.c.);

 Aggiotaggio (art. 2637 c.c.);

 Omessa comunicazione del conflitto d’interessi (art. 2629-bis c.c.) [Articolo aggiunto dalla L. 28 dicembre 2005, n. 262, art. 31];

 Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638, comma 1 e 2, c.c.).

                                                                         

Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico previsti dal codice penale e dalle leggi speciali (art. 25-quater, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 14 gennaio 2003 n. 7, art. 3].

Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.) (art. 25-quater-1, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 9 gennaio 2006 n. 7, art. 8].

Delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 11/08/2003 n. 228, art. 5 - ].

 Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (art. 600 c.p.);

 Prostituzione minorile (art. 600-bis c.p.);

 Pornografia minorile (art. 600-ter c.p.);

 Detenzione di materiale pornografico (art. 600-quater);

 Pornografia virtuale (art. 600-quater.1 c.p.) [aggiunto dall'art. 10, L. 6 febbraio 2006 n. 38];

 Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600-quinquies c.p.);

 Tratta di persone (art. 601 c.p.);

 Acquisto e alienazione di schiavi (art. 602 c.p.).

                                                                       

Reati di abuso di mercato (art. 25-sexies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 18 aprile 2005 n. 62, art. 9].

 Abuso di informazioni privilegiate (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 184);

 Manipolazione del mercato (D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, art. 185).

                                                                          

Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro (art. 25-septies, D.Lgs.231/01) [Articolo aggiunto dalla L. 3 agosto 2007 n. 123, art. 9].

 Omicidio colposo (art. 589 c.p.);

 Lesioni personali colpose (art. 590 c.p.).

Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25-octies, D.Lgs. 231/01) [Articolo aggiunto dal D.Lgs. 21 novembre 2007 n. 231, art. 63, co. 3]. Ricettazione (art. 648 c.p.).

 Riciclaggio (art. 648-bis c.p.);

 Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.).

La responsabilità amministrativa di un ente sorge anche in relazione ai seguenti reati:

Reati transnazionali (Legge 16 marzo 2006, n. 146, artt. 3 e 10).

L’art. 3 della legge definisce reato transnazionale il reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, qualora sia coinvolto un gruppo criminale organizzato, nonché: a) sia commesso in più di uno Stato; b) ovvero sia commesso in uno Stato, ma una parte sostanziale della sua preparazione, pianificazione, direzione o controllo avvenga in un altro Stato; c) ovvero sia commesso in uno Stato, ma in esso sia implicato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato; d) ovvero sia commesso in uno Stato ma abbia effetti sostanziali in un altro Stato.

 Associazione per delinquere (art. 416 c.p.);

 Associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.);

 Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291-quater del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43);

 Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309);

 Riciclaggio (art. 648-bis c.p.) (abrogato dall’art. 64, co. 1, let. f);

 Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.) (abrogato dal D.Lgs. 231/07, art. 64, co. 1, let. f);

 Disposizioni contro le immigrazioni clandestine (art. 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286);

 Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria (art. 377-bis c.p.);

 Favoreggiamento personale (art. 378 c.p.).

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