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Decreto Sud – incentivi per giovani, crisi aziendali e ZES

In arrivo in Consiglio dei Ministri il provvedimento del Governo per sostenere l'occupazione e lo sviluppo nel Mezzogiorno

Sarà il lavoro la parola chiave del decreto Sud in arrivo nei prossimi giorni in Consiglio dei Ministri. Secondo le prime anticipazioni di stampa nel provvedimento dovrebbero infatti rientrare incentivi per l'autoimprenditorialità giovanile, risorse per i lavoratori coinvolti in crisi aziendali o settoriali e le regole per l'istituzione delle Zone economiche speciali (ZES).

Incentivi per le imprese giovanili

La nuova agevolazione per i giovani che decidono di avviare attività imprenditoriali nelle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) dovrebbe contare su risorse per circa 1,3 miliardi a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione. Gli incentivi sarebbero riservati ai giovani che non hanno già beneficiato di agevolazioni a sostegno dell'autoimprenditorialità nell'ultimo triennio e che non risultino impiegati con contratti di lavoro a tempo indeterminato.

La forma dell'aiuto ipotizzata è un mix di finanziamento a tasso zero, per il 70% della spesa ammessa, e contributo a fondo perduto, per il restante 30%, fino all'importo di 40mila euro per beneficiario, che sale a un massimo di 200mila euro in caso di società con più soci.

Riqualificazione di lavoratori di aziende in crisi

Dovrebbe invece ammontare a 50 milioni di euro, a valere sul Fondo Occupazione, la dotazione della misura per la riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori delle Regioni del Mezzogiorno coinvolti in situazioni di crisi aziendale o settoriale.

Le risorse dovrebbero essere gestite dall'Agenzia nazionale per le politiche attive (ANPAL) che potrebbe anche prevedere forme di coordinamento con le Regioni e i Fondi interprofessionali per la formazione continua per accelerare la presa in carico dei lavoratori in esubero.

Zone economiche speciali – ZES

Nel testo dovrebbe rientrare anche la disciplina per l'istituzione delle Zone economiche speciali (ZES), che il Governo sta concordando con la Commissione europea e che dovrebbe riguardare solo le Regioni Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia e le aree di Abruzzo e Molise previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020.

Il provvedimento dovrebbe stabilire i criteri generale per la designazione delle ZES, che saranno poi individuate con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del ministro per la Coesione e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti e delle Regioni.

I benefici per attrarre nuovi investimenti in queste aree dovrebbero consistere in agevolazioni di tipo economico, finanziario ed amministrativo, mentre sembrano per ora esclusi gli incentivi fiscali.

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