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NEW 11/09/2015 

Acquisto Crediti commerciali e di imposta


Possibilità di acquistare crediti commerciali e crediti di imposta per un controvalore totale di 50 milioni di euro.

Nel merito, il committente valuta l'acquisto di crediti con le seguenti caratteristiche: 

- crediti commerciali esigibili e non esigibili vantanti nei confronti di società private e/o dello Stato

- crediti fiscali certificati (IVA, IRES, IRAP) 

I crediti verranno acquistati cash alla cessione. Nessun limite minimo di importo per singolo credito.

INFO: info@lbconsultingsrl.it  oppure istruttoria@lbconsultingsrl.it 


Factoring: cessione del credito


La carenza di liquidità può spingere le imprese a recuperare capitali attraverso metodi alternativi

L'attuale difficoltà di accesso a prestiti e finanziamenti sta portando in auge tra le Pmi la cessione del credito, tecnicamente chiamato Factoring: l'Italia è diventata il terzo mercato al mondo in questo settore e il suo impiego rappresenta circa l ' 8% del PIL.

Il factoring è il contratto mediante il quale un'impresa cede i suoi crediti ad un'altra impresa (chiamata factor), che ne anticipa il pagamento dopo averne dedotto un compenso e la provvigione per la copertura dei rischi.

Le parti che vogliano stipulare tale contratto devono assolvere determinate caratteristiche: il cedente deve essere imprenditore; il cessionario deve offrire solide garanzie patrimoniali e professionali e devono essere identificati banca o intermediario finanziario il cui oggetto sociale preveda l'esercizio dell'attività di acquisto dei crediti d'impresa; l' oggetto deve essere rappresentato da crediti maturati nell' esercizio d'impresa.

In questo modo, le imprese riescono a ottenere immediatamente dei capitali che, in alternativa, avrebbero riscosso solo alla scadenza del credito: un aiuto in più per far fronte alla crisi.

Il factoring, infatti, rappresenta una forma di finanziamento complementare al credito bancario nonché una forma di garanzia del buon fine dei crediti commerciali. Viene preferito dalle società che hanno difficoltà a riscuotere regolarmente i crediti e da quelle che, per scelta, decidono di affidare a terzi la gestione e il controllo del portafoglio clienti.

Esistono tre principali forme di factoring:

  1. pro soluto - avviene con l'anticipazione dei crediti al momento della cessione dei medesimi. È la forma più usata dalle imprese anche se presenta commissioni più alte;
  2. pro solvendo - il pagamento dei crediti avviene alla scadenza dei medesimi;
  3. per l'incasso.

I rischi insiti nella tipologia di crediti oggetto di cessione nel Factoring sono di tre specie:

di credito - il mancato pagamento da parte del debitore finale;

di ritardato pagamento - il possibile pagamento successivo alla reale scadenza contrattuale del credito ceduto;

di tasso - l'andamento avverso dei tassi di interesse.

Dal punto di vista delle imposte indirette, la cessione del credito è inquadrabile nell'articolo 2 lettera a) del DPR 633/72, che esclude dal campo di applicazione IVA le cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro.

Sono riconducibili, invece, le cessioni di credito effettuate in conto pagamento di preesistenti obbligazioni che possono essere originate da negozi di varie specie e quelle effettuate a scopo di garanzia nell'ambito di accordi negoziali.

Alternativamente all'inquadramento dell'operazione ai fini IVA, interviene l'imposta di registro.

Se il contratto di cessione del credito ha scopo di finanziamento (quindi esente da IVA) non è soggetto a obbligo di registrazione (salvo che lo imponga la sua forma in quanto atto pubblico o scrittura privata autenticata).

Se il contratto viene registrato, l ' imposta di registro è dovuta nella misura fissa stabilita in euro 168,00.

Se invece la cessione del credito non ha scopo di finanziamento, il contratto è soggetto a registrazione. In tal caso è dovuta l' imposta proporzionale nella misura dello 0,50%. Tuttavia, con la sentenza C-305/01 del 26.06.2003 la Corte di Cassazione ha stabilito che il Factoring non può beneficiare di esenzione IVA in quanto l'attività del factor si concretizza in operazioni di recupero crediti le quali sono escluse da tale esenzione.

A fronte di ciò l'Agenzia delle Entrate si è espressa dicendo che non è possibile applicare in modo indiscriminato il principio sancito dalla Corte di Cassazione ma è necessario valutare singolarmente caso per caso. Ovviamente, nei contratto di Factoring per il recupero del credito, l'operazione si qualifica come imponibile ai fini IVA.

In caso contrario, se il creditore stipula un contratto di factoring per scopi meramente finanziari, l'operazione risulta essere esente da IVA.

Ai fini fiscali la perdita su crediti è deducibile - ai sensi dell'articolo 101 comma 5 del TUIR - se risultano da elementi certi e precisi e, in ogni caso per le perdite su crediti, se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali. Come già anticipato, nel Factoring pro soluto il credito è ceduto anticipatamente al factor. In tal caso la perdita sui crediti è certa e si configura nel contratto e nella documentazione predisposta dal factor, dalla quale risulta l'ammontare dell'importo che il debitore non ha pagato. Diverso è invece il caso del Factoring pro solvendo, poiché è possibile certificare e determinare il valore non riscosso solo in un secondo momento ovvero al verificarsi del buon fine del credito.

Dal punto di vista contabile, se il Factoring comporta la cessione del credito pro soluto i crediti vengono ceduti definitivamente. Pertanto, i crediti ceduti non dovranno comparire in bilancio mentre si ascriverà a conto economico la differenza tra valore iscritto in bilancio antecedentemente alla cessione e quanto ricevuto. Se invece il Factoring comporta la cessione del credito pro solvendo, anche in questo caso i crediti non devono più essere indicati nello stato patrimoniale ma vengono sostituiti dall'ammontare dell'anticipazione ricevuta e dal credito vantato nei confronti del factor. In questo caso, poiché il rischio di insolvenza è in capo al cedente, quest'ultimo dovrà indicare tale rischio nei conti d'ordine e darne esaustiva motivazione nella nota integrativa o comunque ascrivere in bilancio un fondo rischi. Questa procedura è solitamente utilizzata nel caso di crediti scaduti. In caso contrario è possibile considerare il credito come dato in garanzia di un prestito ricevuto e quindi mantenendolo in bilancio. Nelle cessioni per l'incasso il credito viene mantenuto in bilancio fino al momento dell'incasso.   

Il factoring è uno strumento per gestire professionalmente i crediti. Il factoring è un supporto gestionale ed una tecnica finanziaria, rivolti a soddisfare le esigenze di gestione dei crediti di fornitura da parte delle imprese. Il factoring comprende diversi servizi: ·         amministrazione, gestione e incasso dei crediti ·         assistenza legale nella fase di recupero dei crediti ·         valutazione dell’affidabilità della clientela ·         anticipo dei crediti prima della relativa scadenza ·         garanzia del buon fine delle operazioni Il factoring non è dunque un’alternativa al credito bancario, ma certamente presenta una componente finanziaria che può essere utilizzata in via complementare alle altre fonti di finanziamento a disposizione dell’impresa.

Il factoring è utile per tutte le imprese che vogliono affidare ad uno specialista la gestione ed il controllo del portafoglio crediti. La necessità del factoring si manifesta quando vi è uno squilibrio tra le esigenze della politica di credito commerciale dell'impresa (relative ai termini e condizioni di pagamento da concedere alla clientela che ne acquista i prodotti/servizi; ai fondi da impegnare per "sostenere" finanziariamente le dilazioni concesse; alle forme di regolamento; al controllo del rapporto; alle procedure di incasso e recupero dei crediti) e le risorse che l'impresa può mettere autonomamente in campo. La domanda potenziale è dunque costituita dalle imprese che manifestano un "fabbisogno di factoring" connesso alla sua connotazione gestionale (amministrazione, controllo, riscossione, assicurazione dei crediti) e finanziaria (valutazione della clientela, integrazione delle linee di credito tradizionali grazie allo smobilizzo anticipato dei crediti). Nel mercato italiano il factoring coinvolge attualmente un'ampia gamma di settori merceologici ed imprese di ogni dimensione. Secondo l'indagine sulla domanda di factoring delle imprese italiane, le imprese più "giovani", le imprese in fase di forte espansione, le imprese con attività fortemente stagionali, e più in generale i soggetti nei quali la gestione del capitale circolante costituisce un aspetto strategico dell’attività fanno un uso più intenso del factoring.

Il factoring privilegia una relazione duratura con l'impresa in modo da poterla affiancare nelle funzioni amministrative, organizzative e finanziarie relative alla gestione dei crediti che sorgono nell'esercizio dell'attività. Il factoring è tipicamente orientato ad una relazione duratura con il cliente, piuttosto che ad una specifica transazione, in modo da poter affiancare l'impresa nelle funzioni amministrative, organizzative e finanziarie relative alla gestione dei crediti. Le operazioni oggetto dell'intervento tipico degli operatori del factoring (società di factoring e banche) si inseriscono in rapporti di natura commerciale e sono accompagnate dalla cessione di crediti d'impresa. Il factoring può riguardare anche crediti futuri, in relazione a contratti ancora da stipulare, crediti relativi a operazioni finanziarie, crediti di natura fiscale. Il factoring può inoltre riguardare i crediti dei fornitori nazionali (gli esportatori) verso gli acquirenti esteri ed i crediti dei fornitori esteri verso i debitori nazionali (gli importatori). L'esigenza di recupero degli insoluti è all'ultimo posto tra le motivazioni del ricorso al factoring da parte delle imprese italiane.  

Velocità e sicurezza nei tempi di erogazione dei fondi, contributo alla gestione dei crediti, garanzia del buon fine dei crediti dell'impresa sono i principali vantaggi del factoring apprezzati dalla clientela. Sono questi i tre principali elementi di soddisfazione indicati dalle imprese oggetto dell'indagine sulla domanda di factoring, le quali mostrano un livello di soddisfazione nel rapporto di factoring più che soddisfacente nella maggior parte dei casi. Dal punto di vista finanziario, in particolare, il factoring consente, sempre ad opinione delle imprese, di soddisfare necessità di fondi di natura temporanea, di ottimizzare la programmazione degli incassi, e di facilitare la crescita del fatturato. Il factoring è comunque un servizio ad elevato grado di personalizzazione, in relazione alle caratteristiche ed alle esigenze manifestate dalla clientela.

Il factoring è ancora uno strumento poco conosciuto dalle imprese, che pure lo utilizzano con buona frequenza. In realtà le imprese conoscono poco le caratteristiche del factoring. Ciò dipende dall'insufficiente cultura finanziaria, così come dalla non adeguata informativa messa in atto dalle banche e dalle società di factoring. Il factoring è peraltro uno strumento ormai consolidato nell'ambito del sistema economico e finanziario. Esso è presente in Italia da più di trent'anni e coinvolge decine di migliaia di imprese. In generale, le imprese che dispongono di una più consolidata esperienza relativa al ricorso al factoring, ne apprezzano di più i vantaggi e le specificità e ne fanno, in ultima analisi, un uso "corretto", che si manifesta anche in giudizi di convenienza metodologicamente più corretti e sostanzialmente più favorevoli. Le imprese che conoscono e/o utilizzano meno (o male) il factoring sono sovente vittima dei luoghi comuni in argomento, esprimono giudizi sommari, non sempre adeguati alla situazione reale del mercato del factoring, e raramente sfruttano le opportunità che il ricorso al factoring può proporre. Una larga parte delle imprese utilizzatrici oggetto dell'indagine sulla domanda di factoring in Italia ritiene utile continuare in futuro il rapporto di factoring ritenendo anche che lo strumento sia destinato a svilupparsi nell'ambito dei rispettivi settori di appartenenza.

Il factoring può consentire un risparmio nei costi che l'impresa sostiene per la gestione dei crediti di fornitura, grazie all'esternalizzazione delle relative attività di valutazione, amministrazione e controllo. Il factoring può consentire un risparmio nei costi che l'impresa sostiene per la gestione dei crediti di fornitura. Affiancare l'impresa nella gestione dei crediti commerciali significa gestire, secondo una logica di outsourcing una funzione che richiede elevata specializzazione: l'impresa viene così alleggerita dei relativi costi di struttura, che vengono sostenuti dal factor (società di factoring o banca) con maggiore economicità, grazie alle economie di scala che caratterizzano, ad esempio, la raccolta di informazioni sui debitori ceduti, ed alle sue competenze di specialista nella gestione dei crediti. Il factoring consente inoltre di trasformare costi fissi connessi alla gestione diretta del credito in costi variabili (la commissione di factoring). Certamente la possibilità di pervenire ad una sostituzione dei costi tradizionali di gestione dei crediti con il costo del factoring , esternalizzando le attività di amministrazione e controllo dei crediti ed affidandole al factoring, dipende dall'estensione nel tempo e nello spazio del ricorso al factoring ed è quindi più probabile in un uso duraturo ed esteso del factoring da parte dell'impresa.

Il factoring è un servizio più complesso e a maggiore valore aggiunto rispetto al credito bancario. Per valutarne la convenienza i termini di confronto adeguati sono il costo medio dei finanziamenti ed il costo di gestione interna del credito commerciale. Il factoring non è direttamente confrontabile con strumenti finanziari tradizionali, quali ad esempio il credito bancario, in relazione alla presenza della componente di servizio gestionale. Il ricorso al factoring comporta infatti il sostenimento di due ordini di costo: ·         il costo finanziario (interessi), relativo al finanziamento implicito nel pagamento del credito prima della scadenza; gli interessi praticati dal factor sono in linea con i tassi del mercato, tenuto conto delle caratteristiche della clientela e del rischio delle operazioni ·         il costo amministrativo (commissione), relativo alla gestione ed eventualmente alla garanzia di buon fine del credito; la commissione dipende dalla tipologia di servizi offerti e dalle caratteristiche (scadenze, importi, ecc...) dei crediti ceduti. La convenienza del ricorso al factoring dipende allora dal confronto tra oneri amministrativi e finanziari tradizionali e oneri di factoring. E’ inoltre importante valutare la destinazione dei flussi finanziari liberati attraverso lo smobilizzo dei crediti. I fondi finanziari anticipati grazie al factoring possono essere infatti utilizzati dalle imprese per rimborsare debiti in essere, oppure per finanziare lo sviluppo delle vendite. Il "finanziamento dello sviluppo" attraverso il factoring ne sottolinea i vantaggi e le caratteristiche peculiari ed è infatti più utilizzato nella realtà del mercato dalle imprese più giovani, con forti prospettive di crescita e dalla clientela che manifesta una più marcata soddisfazione del factoring.

Il factoring produce effetti positivi su diverse aree dell'attività d'impresa, interessate dalla gestione del credito commerciale.

La politica commerciale Il ricorso al factoring può condurre ad un aumento del volume d'affari dell'impresa, grazie alla possibilità di smobilizzare crediti non ancora scaduti e quindi di liberare risorse finanziarie per lo sviluppo dell’attività.

La politica finanziaria Il ricorso al factoring comporta un aumento della velocità di circolazione del capitale d'esercizio, attraverso un accorciamento del ciclo monetario (dal pagamento degli acquisti delle materie prime all'incasso delle vendite dei prodotti finiti) e riduce il fabbisogno finanziario dell'impresa.

L'organizzazione
Il factoring comporta una modifica delle funzioni dedite al rapporto con la clientela, concentrandone l'azione sugli aspetti produttivi e commerciali.

La cessione dei crediti nell'ambito di un rapporto di factoring è un fatto normale della vita aziendale ed, anzi, un segno che l’impresa fornitrice è "gestionalmente" valida e all'avanguardia. Al contrario, la cessione dei crediti nell'ambito di un rapporto di factoring è un fatto normale della vita aziendale ed, anzi, un segno che l'impresa fornitrice è "gestionalmente" valida, cioè attenta al governo dei propri crediti ed alla programmazione dei flussi di cassa ad essi conseguenti. La CEE ha raccomandato agli Stati membri di facilitare presso le imprese la diffusione del factoring, quale strumento utile ad una più efficace gestione dei crediti oggetto delle transazioni commerciali. Solo chi non conosce il factoring tende, in alcuni casi, a considerarlo uno strumento finanziario marginale e/o di recupero di crediti problematici e di conseguenza attribuisce il ricorso al factoring alla presenza di problemi di finanziamento e di deterioramento della qualità del portafoglio crediti, associandolo in ultima analisi ad una situazione di difficoltà dell'impresa. Ad ogni modo, nella realtà solo una piccola parte delle imprese ha avuto problemi con la propria clientela una volta che questa è stata ceduta nell'ambito di un rapporto di factoring.

Il factoring è un complemento ideale dei rapporti tra banca e impresa. Il factoring è uno strumento per gestire professionalmente i crediti, utilizzato da imprese attente al governo delle proprie relazioni con i clienti ed alla programmazione dei flussi di cassa conseguenti. Esso non è un "concorrente" del credito bancario, ma anzi presenta una componente finanziaria che può essere utilizzata in via complementare alle altre fonti di finanziamento a disposizione, in un’ottica di diversificazione del passivo dell'impresa. Una banca moderna valuta quindi favorevolmente il ricorso al factoring della propria clientela. Secondo l'indagine sulla domanda di factoring delle imprese italiane sono proprio le banche uno dei principali canali di conoscenza del factoring da parte delle imprese. Le banche sono inoltre le promotrici delle più iniziative di factoring nel nostro Paese, attraverso sia la costituzione di società di factoring specializzate sia lo svolgimento diretto dell'attività. In effetti il factoring può essere un elemento non indifferente di consolidamento dei legami di clientela, dato che esso privilegia una relazione duratura con l'impresa, in modo da poterla affiancare durevolmente nelle funzioni amministrative, organizzative e finanziarie relative alla gestione dei crediti. 

 

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